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Dopo i danni e le vittime delle Cinque Terre e di Genova, la pioggia continua a cadere e a spaventare l’Italia, spostando i timori dalla Liguria al Piemonte e al Sud. poco fa si è avuta la notizia dell’ultima vittima. Si tratta di una donna di 81 anni morta a Marina di Campo, località dell’Isola d’Elba. L’anziana sarebbe stata travolta dall’acqua di un vicino torrente in piena che ha invaso la sua abitazione. Nel materano due persone, una donna di 44 anni e il padre di 86, entrambi di Altamura, risultano disperse da ieri dopo che l’auto su cui viaggiavano è stata travolta da un torrente in piena a pochi chilometri da Matera.
L’auto sarebbe stata ritrovata dai vigili del fuoco in un’ansa del torrente, con i vetri divelti, la portiera di sinistra aperta. Ma le persone dentro non c’erano. Vista la forte corrente, secondo il caporeparto dei vigili del fuoco di Matera Angelo Contini, potrebbero essere più a valle.
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Dopo la paura ora tregua della pioggia su Torino da circa quattro ore, mentre le piene dei principali fiumi, Dora e Po, sono passate senza creare particolari disagi.
Il Po, il più temuto, si è alzato di quasi 5 metri. L’unica zona che al momento risulta allagata è quella dei Murazzi, che già da ieri alle 17 era stata invasa dalle acque.
Ieri sera il Comune, a scopo cautelativo, ha disposto l’ordinanza di sgombero per quasi 100 famiglie residenti a Torino nell’area del Fioccardo, nelle vicinanze del fiume Po: hanno trascorso la notte fuori casa.
Tra le misure preventive, gli abitanti del piano terreno nelle case più vicine al corso d’acqua, nella zona di confine tra Moncalieri e il capoluogo, sono stati invitati a lasciare le loro abitazioni e a spostarsi ai piani alti, come è stato raccomandato di spostare le auto dai box e di non scendere negli scantinati.
“La situazione è costantemente controllata e le misure adottate rispondono a un necessario principio di cautela” ha detto il sindaco di Torino Piero Fassino. “È tuttavia auspicabile che ogni cittadino, in questi giorni, si sposti soltanto per ragioni di urgente e stringente necessità”.
Resta chiuso il ponte mobile sulla Dora Riparia “Domenico Carpanini”, a Borgodora, non utilizzabile poiché sollevato per agevolare il deflusso del fiume, mentre sono stati riaperti i ponti in piazza Fontanesi e tra via Bologna a corso XI Febbraio.
Tuttavia l’allarme alluvione non sembra ancora archiviato. Dal Centro funzionale della Regione Piemonte fanno sapere: “Nelle prossime 12 ore la perturbazione si avvicina nuovamente alla Liguria di ponente e al Piemonte meridionale causando una nuova un’intensificazione delle precipitazioni”.
“Fenomeni diffusi e intensi sono previsti su tutta la regione con valori localmente forti sul Cuneese e basso Torinese, fino ad intensificazione dei fenomeni nell’arco alpino nella notte” spiegano dalla Regione. Nelle prossime ore transiterà la piena del Tanaro da Alessandria con livelli prossimi alla soglia di attenzione confluendo poi nel Po.
Ora l’allarme per la piena del Po si sposta in Emilia Romagna dove, nelle province di Piacenza e Parma, dovrebbe raggiungere il massimo del flusso nella notte tra lunedì e martedì.
Per precauzione il sindaco di Piacenza ieri sera ha provveduto a chiudere la circolazione di via Nino Bixio, una delle arterie che corrono lungo il Po, proprio al confine con la Lombardia.
Nel napoletano la pioggia battente, il vento fortissimo e il mare agitato hanno causato un morto e decine di disagi.
Un pino secolare divelto dal vento ha ucciso ieri sul colpo un pensionato di 64 anni che era in attesa che la pioggia cessasse leggendo un giornale sulla sua Atos grigia parcheggiata in via Miliscola ad Arco Felice, nella zona flegrea.
Nella mattinata di domenica centinaia sono state le chiamate ai vigili del fuoco per fronteggiare l’emergenza di scantinati, garage e case al piano terra allagate. Tante, inoltre, le persone rimaste imprigionate nelle proprie auto circondate da fiumi di pioggia. Quasi d’improvviso, infatti, le strade si sono trasformate in rivoli trascinando con sé detriti e generando fango. Maltempo che ha causato la cancellazione di alcuni aerei in partenza dallo scalo di Capodichino e la sospensione delle linee veloci da e per le isole del Golfo.
Le zone più colpite sono state quella flegrea, ma anche il Nolano e il Vesuviano: molte le strade interdette e i sottopassi chiusi. Anche a Napoli città si sono registrati diversi problemi mandando in tilt il traffico anche ferroviario. Danni pure al conservatorio San Pietro a Majella.
La situazione ha costretto, dopo un vertice in Prefettura, al rinvio del posticipo di Serie A Napoli-Juventus, in programma alle 20.45 allo stadio San Paolo. Una decisione dettata soprattutto dai problemi di viabilità e di ordine pubblico: circa 60mila i tifosi attesi nell’impianto sportivo di Fuorigrotta che avrebbero dovuto arrivare in città in condizioni proibitive.
Fato ha voluto, però, che dalle 14 in poi sul capoluogo campano sia tornato a splendere il sole rendendo nuovamente praticabile persino il terreno di gioco.
- Lunedì 7 Novembre 2011




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