La meglio gioventù che sta salvando Genova

Foto dal sito http://protezionecivile.cngei.it

Claudia DacontoC’è una scena de La meglio gioventù in cui i due protagonisti del capolavoro di Marco Tullio Giordana si incontrano per la prima volta nella Firenze sommersa dall’acqua dell’Arno dopo l’alluvione del 1966. Lei in quel momento sta suonando il pianoforte in mezzo al cortile degli Uffizi tra il via vai di centinaia di ragazzi arrivati da tutta Italia, e anche dal resto d’Europa, per salvare i capolavori del museo più famoso del mondo minacciati dall’acqua. La meglio gioventù del film e dell’Italia dell’epoca erano proprio loro, i giovani battezzati allora gli “angeli del fango” e riapparsi a Genova in questi giorni, 45 anni dopo. Molti di loro non sanno nemmeno perché oggi li definiscano così. Sono talmente concentrati sul fango che alle ali non ci pensano.

“Non so perché ci chiamino gli angeli del fango - dice a Panorama.it Edoardo Fontana, 21 anni, studente di Scienze infermieristiche – ma penso sia una cosa bella”. Insieme ai suoi compagni scout del Cngei, Edoardo spala Genova da domenica mattina. Ha cominciato alle 9 e ieri pomeriggio non aveva ancora finito.
Racconta di aver raggiunto il Municipio con altri amici e di essere stato spedito inizialmente in due scuole di San Fruttuoso e Marassi, due dei quartieri più colpiti. “Poi ci si è buttati dove c’era bisogno”. Per esempio in un circolo di piazzale Marassi andato completamente distrutto. “Quel signore lì ha salvato solo i muri, tutto il resto lo ha dovuto buttar via. C’erano addirittura due frigoriferi scoperchiati e la forza dell’acqua aveva distrutto la porta”.
Una scena simile alle mille altre finite sotto gli occhi, gli stivali di gomma e le pale sguazzando da una parte all’altra, anche in via Fereggiano dove in un box Edoardo ha trovato le saracinesche divelte, tre macchine sommerse dall’acqua e ovunque fango da spalar via attraverso una porticina mentre dall’altra parte qualcuno lo raccoglieva in bacinelle da sversare in strada in attesa dell’arrivo dei camion.
Camion che spesso non passano perché nel frattempo sono stati dirottati su altre urgenze, come racconta Giovanni Balduzzi, 21 anni, studente di Fisica, attivo in zona Corso Sardegna prima e in via Monticelli poi. Se lo è sentito dentro, spiega, ed è uscito sotto la pioggia, senza pensarci su troppo, portandosi appresso solo una pala e un paio di guanti.
Paura di ritrovarsi sott’acqua o nel fango nemmeno un po’. “Quando stai lì non pensi a niente, spali e vai avanti” racconta Edoardo ammettendo di aver pensato poco anche ai sei morti di via Fereggiano. Forse perché se ci pensi ti viene da piangere e ti vanno via le forze; forse perché c’è davvero troppo da fare o forse solo perché è più forte la sorpresa di scoprirsi abitanti di una città forte e molto più generosa di come certi stereotipi la dipingano .
“Quello che mi ha più colpito in questi giorni – ci dice Giovanni – è la quantità di giovani che ho incontrato per strada a lavorare, la gente che passava per ringraziarci e portarci da mangiare e da bere; una signora anziana ci ha fatto i complimenti, ci ha detto che se avesse avuto le forze sarebbe rimasta con noi”. Anche per Edoardo la molla ad agire è frutto più dell’orgoglio di far parte di una vera impresa che dello choc per la devastazione che lo circonda. “Certo, vedere Genova ridotta così mi ha fatto proprio male, ma sono anche veramente contento di aver incontrato in queste ore amici e conoscenti che mai mi sarei immaginato di ritrovare con una pala in mano”.
Le polemiche sul sindaco Marta Vincenzi non li sfiorano. Giurano di non avercela con nessuno, nemmeno con il loro sindaco che ha accusato i genovesi di non aver saputo badare a se stessi. Con il buon senso di cui troppo spesso difettano i politici, spiegano che con quello che è venuto giù venerdì c’era ben poco da fare e che piuttosto che perdere tempo in polemiche spicciole bisognerebbe occuparsi dei fiumi e bloccare la cementificazione intorno ai loro letti. Ma prima ancora rimboccarsi le maniche e mettersi a spalare perché come avverte Edoardo “di lavoro da fare ce n’è ancora tanto e speriamo che questo slancio di solidarietà non si esaurisca troppo in fretta”.

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Il 8 Novembre 2011 alle 19:16 Notizie e Cronaca : La meglio gioventù che sta salvando Genova ha scritto:

[...] Italia Pubblicato: 08 novembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Notizie e Cronaca [...]

Il 10 Novembre 2011 alle 19:42 Rassegna stampa | CNGEI ha scritto:

[...] Panorama.it 08/11/2011 [...]

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