
Giorgio Napolitano con Mario Monti. (ANSA / ANTONIO DI GENNARO)
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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito l’incarico a Mario Monti di formare il nuovo governo. L’annuncio è stato dato dal segretario generale del Quirinale, Donato Marra. Monti ha accettato con riserva.
Nato a Varese, in quella che oggi è la roccaforte della ben poco europeista Lega Nord, Monti si laurea alla Bocconi nel 1965. L’Università sarà il punto di riferimento della sua vita, perché è lì che insegnerà, lì che diventerà rettore e lì che formerà la sua cerchia di studenti-amici diventati economisti di massimo livello, da Nouriel Roubini ad Alberto Alesina, da Angelo Porta a Donato Masciandro.
Laureatosi a Milano, si specializza negli Stati Uniti, a Yale, studiando con James Tobin che vincerà il premio Nobel per l’economia. Comincia quindi a insegnare all’Università di Trento prima e di Torino poi, nel 1970. A distanza di 15 anni torna alla Bocconi per diventare professore di Economia politica e per assumere poi l’incarico di rettore dell’Istituto di Economia politica.
Tra il 1988 e il 1990 è vicepresidente della Comit, ma è nel 1994 che arriva la svolta. Berlusconi lo indica infatti come Commissario europeo, carica che ricoprira anche sotto il governo D’Alema, che lo riconfermerà a Bruxelles dove diventerà responsabile della concorrenza.
È in questi anni e in questa veste che Monti si guadagna il rispetto internazionale, con due mosse che non passeranno inosservate e che gli varranno il soprannome di SuperMario. È lui infatti a bloccare nel 2001 la fusione tra General Electric e Honeywell ed è sempre lui che, non guardando in faccia a nessuno, osa sfidare addirittura un colosso allora intoccabile come la Microsoft di Bill Gates. La multa da mezzo miliardo di euro inflitta per abuso di posizione dominante alla società americana è rimasta infatti negli annali dell’Antitrust europeo.
La carica a Bruxelles dura fino al 2004. Monti rientra quindi in Italia dove continua la sua carriera universitaria (e’ tutt’ora presidente della Bocconi) e dove resta attento osservatore dell’attualità economica e politica come editorialista del Corriere della Sera. Ed è proprio dalle pagine del quotidiano milanese che, circa due settimane fa, il professore ha difeso a spada tratta il ruolo dell’euro, schierandosi apertamente contro le accuse alla moneta unica mosse da Berlusconi, in un articolo che da molti è stato interpretato come un primo passo verso una piu’ esplicita discesa in campo.
- Domenica 13 Novembre 2011
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Il 14 Novembre 2011 alle 0:35 Mario Monti accetta con riserva l’incarico di formare un nuovo governo | Editori Online ha scritto:
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