L’addio di Gianni Letta, civil servant - RASSEGNA STAMPA

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta

Se la notizia dell’incarico conferito al neo senatore a vita Mario Monti occupa tutti titoli di apertura, nelle pagine interne i quotidiani italiani si concentrano sul toto ministri. La squadra del nuovo governo tecnico, che dovrebbe avere solo 12 membri, dovrebbe infatti essere pronta per mercoledì.

Repubblica prova a fare una lista di nomi papabili, strettamente tecnici. Tra i più noti, l’ex premier Giuliano Amato agli esteri, Guido Tabellini all’Economia e all’Interno una donna, Anna Maria Cancellieri, commissario di Bologna dopo Del Bono. A un dicastero delicato, come quello della giustizia, andrebbe Cesare Mirabelli, ex presidente della Corte costituzionale e consigliere del Vaticano. Antonio Catricalà, ex Antitrust, allo Sviluppo, e Carlo Dell’Aringa, in ottimi rapporti col mondo Cisl, al Welfare.

Curioso un retroscena pubblicato a pagina 9 dal quotidiano di Largo Fochetti che riporta il contenuto di una telefonata a sorpresa sabato sera di Berlusconi a Fini, anche se per prassi il premier dimissionario avverte i presidenti delle Camere. Un commento telegrafico, quello del Cavaliere: “Vabbè, hai vinto tu”.

Intanto il Corriere pubblica una conversazione con l’ex sottosegretario Gianni Letta, di fatto ormai escluso dal futuro governo tecnico. Secondo quanto riporta il quotidiano di via Solferino, sarebbe stato l’ex consigliere del premier a chiedere al capo dello Stato di metterlo da parte: “Non voglio diventare un caso, non voglio essere un problema e soprattutto non voglio trasformarmi in un pretesto”, avrebbe detto Letta a Napolitano. Mentre a Monti avrebbe detto: “Giudicate liberamente, senza porvi il mio problema”. L’ex sottosegretario, però, non rinuncia a una stoccata alle opposizioni: è stato come se, dopo tanti anni da civil servant, avessero dimenticato, “Ma io non ho dimenticato…” .

Ma chi verrà al posto del fidato Gianni Letta? Lo scrive La Stampa: si tratta di Enzo Moavero Milanesi. Il futuro braccio destro di SuperMario è un funzionario europeo con 29 anni di esperienza, prima a Bruxelles, poi a in Lussemburgo, alla Corte di giustizia europea. Lunga la lista dei presidenti con cui collabora: Prodi, Amato, Ciampi. E ora Monti.

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