
Ci sono volute due ore e mezzo perché il professor Monti, a colloquio al Quirinale con Giorgio Napolitano, presentasse l’attesa lista dei ministri tecnici che giovedì al Senato e, probabilmente, venerdì alla Camera dovrebbero ottenere la fiducia da entrambi i rami del Parlamento. Due ore e mezzo durante le quali lo spread ha ripreso a schizzare verso l’alto, le inquitudini del palazzo e dell’opinione pubblica hanno preso il volo mentre molti cronisti di antica data si chiedevano in preda a un’ansia velata: «Che cosa diavolo si staranno dicendo? Perché tutto questo tempo?». Eccola dunque, la lista dei ministri. Tutti tecnici, certo, come volevano Pd e PdL. Ma chi pensava che la politica sarebbe stata alla finestra si sbaglia. Anche perché la tecnica, ci hanno insegnato all’Università, non è mai neutrale. È la faccia presentabile con cui si può affacciare oggi al Paese una politica sempre più screditata e - come direbbe l‘Economist - unfit a gestire l’attuale fase di crisi: per capire in che modo la politica è rientrata dalla porta di servizio, del resto, basta dare un’occhiata a queste brevi noti biografiche. Leggendole, naturalmente, in controluce. A giocare un ruolo chiave sono anche personalità che vengono dal mondo cattolico, cerniera ideale in questo periodo di un Paese dilaniato in due blocchi in guerra.
SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO.
Antonio Catricalà. Attuale presidente dell’Antitrust. E’ stato a lungo segretario generale di Palazzo Chigi. Durante i suoi anni alla guida dell’autority per la concorrenza è stato attaccato per non aver individuato un conflitto d’interessi quando il governo Berlusconi destinò un contributo statale per l’acquisto dei decoder prodotti da Paolo Berlusconi. Nella bufera anche all’epoca della delibera del Cipe che aveva approvato i lavori per la metropolitana di Napoli affidati all’impresa di famiglia del ministro dei Trasporti Lunardi. L’anno scorso Silvio Berlusconi tentò di promuoverlo alla guida dell’Autorità per l’energia.
ECONOMIA
Interim a Mario Monti
ESTERI
Giulio Terzi di Sant’Agata. Bergamasco, diplomatico e ambasciatore italiano di lungo corso, Sant’Agata ha una lunga carriera alle spalle ed è attualmente ambasciatore italiano a Washington. Presso il Ministero degli Esteri a Roma è stato Vice Segretario Generale, Direttore Generale per la Cooperazione Politica Multilaterale e Diritti Umani occupandosi principalmente di sicurezza internazionale e di questioni politiche, con particolare riferimento all`attività del Consiglio di Sicurezza, dell’Assemblea Generale e del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite oltre che quella di organi quali il Consiglio Europeo, la NATO, il G8 e l’OSCE. Ha assistito il Ministro degli Esteri sui temi della sicurezza internazionale, legati a tematiche come la proliferazione nucleare, il terrorismo, le aree di crisi e i diritti umani.
INTERNI
Anna Maria Cancellieri. 67 anni, romana, uno dei più noti prefetti del Viminale e attuale commissario di Parma. Ha ricoperto lo stesso ruolo anche a Bologna dopo il caso Del Bono entrando a far parte della politica cittadina al punto che l’Udc la propose come candidato sindaco. Ex prefetto di Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova, è grande esperta nel “problem solving”. Su facebook piace a 1.242 persone.
GIUSTIZIA
Paola Severino. Avvocato penalista napoletano, è vice rettore dell’università Luiss di Roma. Il suo nome sarebbe stato proposto dall’ex ministro Angelino Alfano. Vanta un lunghissimo elenco di incarichi e competenze e nel 2001 ha anche vinto nella classifica dei manager pubblici più ricchi dichiarando un reddito di 3,3 miliardi di lire. Prima donna della storia ad essere eletta vicepresidente del Consiglio della magistratura militare. Ha difeso Romano Prodi nel processo Cirio ma anche Giovanni Acampora, il legale della Fininvest coinvolto nel processo Imi-sir. E’ anche attrice: nell’estate del 2003 ha recitato al Festival dei due Mondi di Spoleto insieme ad Antonio Di Pietro in uno spettacolo sul processo a Charlotte Corday, l’assassina di Jean Paul Marat.
DIFESA
Giampaolo Di Paola. 67 anni, originario di Torre Annunziata, l’ammiraglio è l’attuale presidente del Comitato Militare della Nato. Prima di andare a Bruxelles è stato capo di Stato maggiore della difesa dal 2004 al 2008 quindi sia sotto il governo Berlusconi che sotto quello Prodi. Anche in precedenza era stato scelto dai politici di colore diverso avendo ricoperto la carica di capo di gabinetto con il ministro della difesa Carlo Scognamiglio (centrodestra) e poi con il suo successore Sergio Mattarella (centrosinistra).
ISTRUZIONE
Francesco Profumo, ingegnere ed ex rettore del Politecnico di Torino, dal 13 agosto del 2011 è presidente del Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Durante il suo rettorato ha dato grande slancio alle collaborazioni con diverse aziende internazionali (Microsoft, Motorola) e all’apertura della didattica verso l’Estero. Nel 2011 ha dato la sua disponibilità alla candidatura per la poltrona di sindaco di Torino per il Partito Democratico, ma ha conosciuto il suo ultimo balzo di carriera ad agosto, quando l’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini lo ha nominato a capo del Cnr.
BENI CULTURALI
Lorenzo Ornaghi. 63 anni, milanese, è il rettore dell’università Cattolica al terzo mandato. Sarebbe stato segnalato dal cardinale Angelo Bagnasco in persona. Il concetto chiave dell’Ornaghi-pensiero è stato esposto da lui stesso un anno fa quando disse “Sembra essersi aperto il tempo, per il cattolicesimo italiano, di manifestarsi con decisione guelfo, se non già di originare da subito un nuovo, energetico guelfismo. Si dice anche che il rettore della Cattolica, in virtù delle sue idee federaliste, “utili per ricomporre la secolare lacerazione tra nord e sud”, possa risultare gradito alla Lega Nord. Sembrava destinato all’Istruzione, ma dopo le vigorose proteste del mondo della scuola (sue dichiarazioni lo danno schierato a favore del finanziamento delle scuole private) , è approdato in un ministero importante come quello della Cultura dopo le bufere degli ultimi tempi.
SVILUPPO, INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
Corrado Passera. Comasco, 57 anni, attualmente è amministratore delegato di Intesa San Paolo e membro dell’esecutivo Abi e del consiglio d’amministrazione dell’università Bocconi. Di famiglia cattolicissima, da ragazzo voleva fare il medico condotto come il nonno e visitare i malati gratuitamente. Il Sessantotto, vissuto in posizione controcorrente, gli farà cambiare idea. Ha lavorato per Carlo De Benedetti e Giovanni Bazoli. Politicamente ha sempre avuto simpatie per il Pd ma ha anche collaborato con Silvio Berlusconi soprattutto nella gestione della crisi Alitalia.
Amico di Emma Marcegaglia e Luca Cordero di Montezemolo, si è sposato nel maggio scorso a Villa Balbianello sul lago di Como con Giovanna Salza con cui ha già avuto una bimba di 3 anni, Luce.
WELFARE
Elsa Fornero. 63 anni, è docente di Economia all’università di Torino ed è a capo del Cerp, un centro di ricerca sulle pensioni e il welfare. E’ stata anche vicepresidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo e componente del Nucleo di valutazione sulla spesa previdenziale presso il ministero del Lavoro. E’ una delle maggiori sostenitrici dell’estensione del metodo contributivo della previdenza complementare a tutti i lavoratori, donne comprese. E’ la moglie di Mario Deaglio, ex direttore de Il Sole24ore e attuale columnist de La Stampa.
AMBIENTE
Corrado Clini. 64 anni, chirurgo specializzato in medicina del lavoro, fino ad oggi è stato direttore generale dello stesso ministero dell’Ambiente dove è entrato nel 1990 da quando esiste di fatto il dicastero. Ha collaborato con diverse università italiane, con l’Agenzia europea per l’ambiente e con l’Onu, oltre a partecipare all’elaborazione del Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra.
POLITICHE AGRICOLE
Mario Catania. Romano, 59 anni, laureato in giurisprudenza. Attualmente è responsabile del Dipartimento delle politiche europee e internazionali del dicastero delle Politiche agricole, è il dirigente che ha finora trattato per l’Italia la Pac, la proposta di politica agricola comune. Quella di Catania è stata una carriera tutta interna al dicastero di via XX settembre, stretto collaboratore degli ultimi tre ministri delle Politiche Agricole. Nel settembre 1997 è stato nominato esperto presso la rappresentanza permanente a Bruxelles, nel 2008 è diventato direttore generale del ministero, nell’ottobre 2009 nominato nell’attuale incarico di capo del Dipartimento che cura le relazioni comunitarie ed i rapporti internazionali.
MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO
Fabrizio Barca (coesione territoriale). Fino a ieri consigliere presso il Ministero dell’Economia è stato dirigente nel Servizio Studi della Banca d’Italia, nonché capo del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione dell’OECD. Visiting Professor presso il MIT e la Stanford University, è autore di numerosi saggi e volumi sull’impresa, sul governo societario, sul capitalismo italiano.
Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento). Professore di Scienza delle Finanze all’Università Cattolica di Milano dal 1976 al 2001 è stato fino a poco fa il responsabile del Laboratorio di Analisi Monetaria nell’Università Cattolica. A puntellare la sua carriera ci sono anche alcuni incarichi di consulenza alla Presidenza del Consiglio e al Ministero delle Finanze, nonché il ruolo di Sottosegretario al Ministero del Tesoro dal 1995 al 2001.
Andrea Riccardi (cooperazione internazionale). Fondatore della comunità di Sant’Egidio. Ordinario di Storia contemporanea presso l’università di Roma Tre e noto studioso della Chiesa in età moderna. La sua biografia su Giovanni Paolo II, uscita nell’aprile scorso un mese prima la beatificazione di Wojtyla, è stata tra le più vendute. Nel 2003 la rivista “Time” lo ha inserito nell’elenco dei trentasei “eroi moderni” d’Europa, coloro che si sono distinti per il proprio coraggio professionale e impegno umanitario.
Enzo Moavero Milanesi (Affari europei). Avvocato di 57 anni, è stato per nove anni capo di gabinetto di Mario Monti quando quest’ultimo era in Commissione Ue alla concorrenza. Una vita, la sua, passata all’estero occupandosi di mercato, concorrenza e diritto internazionale. Tra il 1992 e il 1994 è stato consigliere dei governi Amato e Ciampi. Da alcuni anni è giudice presso la Corte europea del Lussemburgo. E’ stato già ribattezzato il Letta di Monti.
- Mercoledì 16 Novembre 2011

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Commenti
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Il 16 Novembre 2011 alle 18:45 - Vivi Capena ha scritto:
[...] ore dopo la lettura da parte del neo premier Mario Monti dell’elenco dei nuovi ministri, la home page del sito del Governo risulta ancora ferma all’ultimo Consiglio dei Ministri del 12 [...]
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