Salvini (Lega) attacca Napolitano: “Sulla cittadinanza agli immigrati nati in Italia quel tizio non si permetta di darci dei folli”

Matteo Salvini, consigliere comunale di Milano ed europarlamentare, con Guido Podestà, presidente pidiellino della provincia di Milano. DANIEL DAL ZENNARO/ANSA /ANSA /JI

Matteo Salvini, consigliere comunale di Milano ed europarlamentare, con Guido Podestà, presidente pidiellino della provincia di Milano. DANIEL DAL ZENNARO/ANSA /ANSA /JI

Claudia Daconto Non è la prima volta che Giorgio Napolitano affronta la questione della cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia. E’ la prima volta, però, che il Capo dello Stato arriva a dire che negarla è “un’autentica follia, un’assurdità”. Davanti ai rappresentanti delle chiese evangeliche riunite a Roma in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, l’uomo che in una settimana ha fatto dimettere un governo e ne ha formato un altro, vuole che adesso il Parlamento riesca altrettanto in fretta a sanare quello che evidentemente considera un vero e proprio vulnus nella normativa vigente.

Secondo la legge, infatti, solo al compimento dei 18 anni di età chi è nato nel nostro Paese, ma da genitori di origine straniera, ha diritto alla cittadinanza italiana nonostante, secondo Napolitano, già da molto prima i bambini nutrano questa aspirazione.
Un’aspirazione rivelata anche dall’attaccante del Manchester e della Nazionale italiana Mario Balotelli quando, solo una settimana fa, in occasione dell’incontro con i nuovi italiani, il Presidente della Repubblica aveva invitato a rivedere le norme in merito perché “i figli di immigrati si sentono a tutti gli effetti italiani”. Parole da cui il calciatore nato a Palermo da genitori ghanesi si disse profondamente toccato dal momento che corrispondevano anche alla sua storia personale.

La sua e di un altro milione di bambini e ragazzi che sono nati qui, che a volte parlano persino in dialetto, tifano Atalanta, si strafogano di Nutella e si sentono talmente italiani da essere, a volte, anche più razzisti di noi, come il figlio 15enne di un pittore romeno-romano di Acilia che ce l’ha a morte con i marocchini perché “fanno troppo i coatti con le pischelle”.
“Che si possa e si debba discutere del tema immigrazione è fuori dubbio, ma Napolitano sta esagerando. Che un tizio – così il leghista Matteo Salvini, interpellato da Panorama.it, definisce il Capo dello Stato – si permetta di dare dei folli a chi non la pensa come lui è molto sgradevole. Napolitano farebbe bene ad occuparsi di altro visto che anche mio figlio di 8 anni capisce che in questo momento il tema della cittadinanza agli stranieri non rappresenta la priorità per il nostro Paese”.

Per l’europarlamentare del Carroccio è addirittura preoccupante che in piena emergenza nazionale il Presidente della Repubblica “continui a perdere tempo con Roma Capitale e la cittadinanza ai figli degli immigrati”. Una questione che, a suo avviso, non starebbe a cuore nemmeno ai diretti interessati. “A Milano, dove risiedono 200mila stranieri – spiega Salvini – da consigliere comunale io mi confronto quotidianamente sui temi dell’immigrazione e posso assicurare a Napolitano che questa non è una loro priorità. Quello che chiedono è una casa, un lavoro, una scuola, un ospedale e certo non la cittadinanza per i figli”.

Lega dunque pronta ad alzare barricate in Parlamento pur di impedire a Chiara, 13 anni, residente a Ciriè, nata a Torino da genitori stranieri di essere, almeno per la legge, italiana quanto Asha, 13 anni circa, nata nei pressi di Bangalore, India, e arrivata a Roma 6 anni fa grazie a un italiano e una egiziana che l’hanno adottata. In base alla normativa, infatti, anche se uno dei due genitori adottivi è straniero, il bambino assume, insieme al cognome, ai diritti e ai doveri, anche la cittadinanza italiana. Mentre se nasce e cresce in Italia, parla in dialetto bergamasco, tifa Atalanta ma sua madre e suo padre arrivano da un altro Paese, no.

Commenti

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Il 23 Novembre 2011 alle 11:35 indigesto ha scritto:

Occorrerebbe sapere cosa si intende per “immigrato”, tanto per non generare confusione nell’opinione pubblica. Ma per raccattare voterelli ci si smuove anche all’umanitarismo.
Inoltre occorrerrebbe sapere se anche quelle magliette sfoggiate nella foto sono fornite dall’Inghilterra. Certo, un’Italia mediterranea, o quel che ne resterebbe in caso di “secessione”, assoggettata economicamente e militarmente, farebbe molto comodo, di questi tempi, ai nostri amici d’oltremanica. Nel mentre il “laborioso” nord potrebbe essere “curato” dai nostri amici d’oltralpe. E’ già accaduto. Fantapolitica?..chissà!

Il 23 Novembre 2011 alle 12:17 sikano73 ha scritto:

questi della lega io, pur sforzandomi,proprio non li riesco a capire, prima si rienpiono la bocca di “padania”, poi invece, quando si parla dei problemi della “nostra” bella Italia, usano la locuzione “nostro paese”, chi li capisce è bravo!!!

Il 23 Novembre 2011 alle 12:49 rockygar ha scritto:

E’ uno schifo pensare che bambini nati in Italia non devono essere cittadini Italiani.. ,, Io sono stato adottato e sono cittadino italiano , ma quante persone quando passeggio per strada magari pensano che io sono straniero solo per i miei lineamenti e colore di pelle ,, a questa cosa io non do peso perchè non sanno niente e purtroppo l’ignoranza delle persone in questo paese è molto alta .
E’ difficile per loro pensare che un italiano possa avere lineamenti o colore di pelle diverso da loro , l’integrazione ci deve essere perchè non si può vivere ancora nel 2011 senza integrazione altrimenti gli italiani all’estero dovrebbero tutti tornare a casa loro .

Vorrei che Il nuovo cittadino italiano non deve per forza avere i lineamenti ceppo italici o europei ma bensì senza distinzione di colore di pelle ed etnia .. vorrei che gli italiani non pensino sempre che se uno non e’ come loro allora e’ straniero.Sono stufo delle persone che hanno pregiudizi senza sapere niente e che associano l’etichetta dello STRANIERO a qualsiasi persona diversa da loro.

Questa e’ l’italia che vorrei dove il nuovo cittadino italiano non abbia distinzione del colore di pelle non sia discriminato dagli italiani e italiane e viva una vita come tutte le persone civili e oneste di questo mondo.

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