Gonfiavano il valore delle ville e palazzi per intascare finanziamenti milionari e mutui da banche e società di leasing. Il sistema basato su fatturazioni false , società fittizie, teste di legno e perizie il cui valore schizzava misteriosamente alle stelle è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Torino che poche ore fa ha arrestato 14 persone e sequestrato società e beni in Piemonte, Liguria, Lombardia, Lazio e Campania per un valore di 10 milioni di euro. In totale le società immobiliari coinvolte e attualmente sotto sequestro sono 54 . Gli ideatori della truffa, tutti in carcere eccetto uno per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari, con la complicità di tre commercialisti sono riusciti ad emettere false fatture per 100 milioni di euro che gli hanno consentito di ottenere ingenti finanziamenti e mutui da banche e società di leasing con sede in varie regioni d’Italia che poi puntualmente intascavano. Utilizzando questo metodo, in pochi mesi, sono riusciti ad occultare al Fisco 27 milioni di euro e ad evadere il pagamento dell’Iva per 15 milioni di euro. Tra i commercialisti arrestati per aver agevolato la maxi- truffa anche un professionista già coinvolto nel crack del mobilificio Aiazzone. Ma non solo.
Le intercettazioni
“Durante le indagini e nel corso delle intercettazioni telefoniche e ambientali- spiega il tenente colonnello Marco Squarcio, della Guardia di Finanza di Torino - sono emersi numerosi episodi di corruzione che hanno indotto la magistratura del capoluogo piemontese ad emettere ordinanza di custodia cautelare anche nei confronti di un imprenditore torinese e di uno dei dirigenti dell’ Agenzia delle Entrate di Torino”
Emblematico il contenuto della telefonata di uno degli arrestati, dal quale si capisce perfettamente il sistema di frode: “Ti diranno come si fa a fare una roba così … Ci sono le perizie di … di comodo. Allora, uno dice: questo palazzo vale 20 milioni … glielo dà il perito. Ne vale effettivamente di mercato 15 e quindi ce ne hanno 5 che sono una sopravalutazione, con la quale ottengono il prestito o il mutuo. E se dovessero a quel punto restituirlo, vendendo l’immobile non ce la farebbero mai …”
“Da questa telefonata si capisce chiaramente come la volontà truffaldina degli imprenditori e dei professionisti coinvolti fosse volta esclusivamente a sopravalutare gli immobili “passati di mano” tra le società utilizzate” precisa il tenente colonnello Squarcio.
Tra i beni sequestri ai componenti dell’organizzazione anche abitazioni e oggetti di pregio tra cui il palazzo sede del Liceo Francese a Torino, in corso Casale, intestato ad uno dei titolari delle società immobiliari e quadri, mobili e oggetti di antiquariato per un valore di milioni di euro.
- Mercoledì 23 Novembre 2011
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Il 24 Novembre 2011 alle 13:01 Maxi truffa immobiliare. Coinvolto anche il commercialista del crack Aiazzone | Editori Online ha scritto:
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