Voci e immagini dell’alluvione che ha travolto il messinese

Crolli e detriti a Scarcelli, frazione di Saponara (Messina) (ANSA / DOMENICO TROVATO)

Crolli e detriti a Scarcelli, frazione di Saponara (Messina) (ANSA / DOMENICO TROVATO)

Ascolta l’audio dell’intervista al sindaco di Saponara

La strada invada dal fango, i mezzi di soccorso che cercano di rimediare ai danni del maltempo mentre i cittadini si aiutano tra loro con pale e attrezzi di fortuna. Si presenta così Saponara nella zona del massimo disastro, dove è crollata l’abitazione, invasa dal fango, che ha provocato tre vittime. Tra i morti anche un bambino di 10 anni, ”un ragazzo d’oro, tranquillo” lo ricordano i vicini, con gli occhi lucidi di commozione, stanchi per la notte di lavoro e per la paura vissuta.
Ascolta le testimonianze audio raccolte da Claudia Daconto: un abitante del paese

Una coppia che parla della casa crollata

Un bracciante cinquantenne, piange mentre spala i detriti davanti a casa della madre: ”È un miracolo, mia mamma non ci sente bene, è quasi sorda e non si è accorta di niente. Ha continuato a dormire nel suo letto mentre fuori c’era l’inferno. Ero terrorizzato, finché non sono riuscito ad aprire casa e a vederla. Solo allora si è resa conto di quello che era accaduto, ci siamo abbracciati e abbiamo pianto insieme. Non può essere che un miracolo, solo un miracolo…”.

Accanto a lui un bambino, poco più di 10 anni, scappa dalla madre perché vuole vedere il luogo dove è morto il suo piccolo amico Luigi. La mamma lo insegue e cerca di bloccarlo: non ci riesce, lo faranno i militari dell’esercito e i carabinieri, che presidiano la zona e gli impediscono di andare avanti. Molti altri dei quattro mila abitanti di Saponara sono al lavoro: non hanno tempo per lamentarsi o alzare la voce: ”Questo è il momento - dice un’anziana - di lavorare, non di parlare. Spero che lo facciano tutti”.

”Abito a Saponara da quando sono nato, ho 62 anni e non ho mani visto nulla del genere, ieri sera qui c’era l’inferno e adesso ho paura”. Così Antonino, 62 anni, ex camionista, racconta la sua esperienza e chiede ”aiuto subito perché il rischio non è finito”. ”Siamo due famiglie che viviamo in contrada Buttuni - aggiunge - e adesso vicino le nostre case si è aperta come una voragine dalla montagna, abbiamo il timore che possa ripetersi quello che e’ accaduto ieri sera e che ci possano essere altre vittime. Abbiamo bisogno di aiuto e subito per mettere in sicurezza la zona, ma quella parte del paese sembra dimenticata”. Mentre il sole e’ oscurato da nubi che annunciano piogge, il pensionato ricorda cosa e’ accaduto ieri sera: ”ero seduto tranquillamente a casa quando all’improvviso ho sentito un boato, un fiume di fango e pietre ha travolto anche un cancello, e se non ci sono stati morti e’ stato soltanto per fortuna. Spero che non ci sia bisogno di altre vittime - conclude - per avere gli aiuti necessari nella nostra contrada”

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