Roma Capitale: politici soddisfatti, cittadini confusi

(Foto Ap)

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“Ce l’abbiamo fatta, nonostante la Lega”. Esulta Gianni Alemanno, sindaco di Roma, alla notizia che il primo provvedimento del neonato Governo Monti riguarda la conferma in prima lettura del decreto legge che conferisce nuove funzioni e poteri alla città. Il decreto, dodici articoli, una decina di paginette, disciplina il conferimento delle funzioni a Roma Capitale sulla base dell’art. 24 della legge 42/2009 sul federalismo fiscale. Ma i romani hanno realmente capito cosa cambierà in concreto? Non proprio, a leggere i commenti sui blog dei principali quotidiani della città, che si scagliano contro “le opere inutili che stanno deturpando la città e contro un decreto che servirà soltanto a rimpinguare le casse comunali”. E nemmeno i commenti raccolti per strada da Panorama.it sembrano diversi. “Aivoglia a cambiare faccia e nome, Roma non sarà come Parigi o Berlino - dice un edicolante al quartiere Prati -. Sparatorie in strada, droga, criminalità questa è Roma oggi. Basterà un decreto a migliorare la situazione?”.

Altra zona della città, piazza San Silvestro, e alcuni anziani in attesa di un autobus dicono stizziti: “Noi non abbiamo capito molto di Roma Capitale: oltre ai monumenti, il sindaco avrà il potere di far circolare con puntualità i mezzi pubblici e di avere poteri sull’urbanistica?”

Politica soddisfatta, cittadini confusi. Allora, cosa cambia in concreto? “La Costituzione stessa parla di Roma Capitale, ma anche di città metropolitana. Una scelta in un senso o in un altro pone conseguenze enormi sulle funzioni e aver privilegiato la prima forma significa che il comune avrà soltanto la valorizzazione dei beni culturali, ma non la conservazione degli stessi beni e questo è ben diverso - spiega a Panorama.it Cesare Pinelli, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all’Università “La Sapienza” di Roma e membro della ex commissione comunale per lo sviluppo di Roma Capitale . Si tratta di attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso. Ma anche se è scritto sulla carta, resta da vedere se l’amministrazione comunale sarà in grado di assolvere alle competenze necessarie”.

Verranno conferite al Campidoglio anche le funzioni relative al Teatro dell’Opera, oggi assegnate al ministero per i Beni culturali, e i compiti amministrativi della Protezione civile. Così come l’ordinamento del personale della polizia locale. In tema di turismo, previste attività di rappresentanza e promozione all’estero e il coordinamento di manifestazioni fieristiche. “Poca roba rispetto a quello che sarebbe servito per far sì che anche Roma diventasse al pari di Parigi, Londra o Berlino - aggiunge Pinelli -. Manca una parte enorme: quella relativa ai trasporti, all’urbanistica e alle infrastrutture. Così, se il comune volesse in futuro prendere decisioni su porto o aeroporto, i comuni di Fiumicino e Civitavecchia potrebbero tranquillamente bloccare tutto. Ecco perchè sarebbe stato assolutamente preferibile, e necessario, inserire lo status di città metropolitana”.

Una svolta epocale. O forse no. Se sulle reali competenze per ora resta ancora il rebus, gli sprechi sarebbero già iniziati. Le opposizioni in Campidoglio stimano che, solo per rinnovare il logo da Comune di Roma a Roma Capitale su documenti ufficiali, anagrafici, targhe degli uffici, siano stati spesi oltre 200 mila euro. “Il provvedimento avrà una serie di passaggi alle camere, ma dubito che possano esserci modifiche sostanziali in quanto la legge 42 già circoscrive l’ambito entro cui il decreto legislativo deve muoversi - conclude l’ordinario de “La Sapienza” -. Il risultato finale, pertanto, mi pare modesto. Se la commissione, di cui facevo parte, e presieduta da Giuliano Amato, nel 2009 avesse lavorato più a lungo, forse saremmo arrivati a soluzioni più importanti e durature”.

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