Andrea Monti
“La revoca dello stop alle auto è stata una scelta sbagliata nel merito e nel metodo”. Enrico Fedrighini è stato capogruppo dei Verdi nel Consiglio comunale milanese dal 2006 al 2011. Nell’ultima campagna elettorale ha sostenuto Pisapia. “Lo appoggio ancora – assicura a Panorama.it. “Lo critico perché sono convinto che possa e debba cambiare le cose”. Oggi avrebbe dovuto scattare il blocco della circolazione, dopo due settimane consecutive di sforamento dei limiti di legge sul pm10 (particelle inquinanti di diametro uguale o inferiore a 10 millesimi di millimetro). Sabato l’amministrazione ha fatto retromarcia, fissando per questo pomeriggio un incontro con la Provincia e i Comuni dell’hinterland. Obiettivo: accordarsi su “un pacchetto di misure condivise” contro lo smog. Fedrighini è scettico: “Servono azioni, non chiacchiere. Chi è pagato dai cittadini deve agire”.
Perché critica la revoca del blocco?
La programmazione degli interventi contro l’inquinamento non si improvvisa. Si raccolgono i dati e quando si hanno le idee chiare si procede, senza esitazioni. Nessuno si aspetta che arrivi qualcuno con la bacchetta magica, ma di sicuro il problema non si risolve con le parole. Lo stop alle auto era stato deciso e ribadito per settimane: cambiare repentinamente idea non dà una grande immagine di forza. Mi preoccupa chi dice: “Le misure locali non servono se non si fa qualcosa a più ampio raggio”. È la logica che ispirava chi non ha mai voluto fare niente contro il traffico.
Secondo lei perché l’amministrazione è tornata sui suoi passi?
Chi dovrebbe occuparsi della questione si è dimostrato inadeguato. Le ipotesi sono tre: o si era deciso di fermare le macchine sulla base di dati sbagliati, o i dati erano giusti ma non si era convinti della scelta, o i dati non c’erano proprio. La mancanza di coraggio è accompagnata dall’attenzione a certe lobby – penso ai commercianti – che mi sembra stiano condizionando la giunta.
Di chi è la colpa? Del sindaco? Di tutta l’amministrazione? Dell’assessore alla Mobilità?
A questo punto non so più chi tenga le fila della cosa. Non riesco a capire chi ha il timone sul tema del traffico. Pisapia ha detto: lo smog è un problema sanitario. Concordo. Ma perché quando c’era da trattare su Area C (la “congestion charge” che partirà a gennaio e sostituirà l’Ecopass, ndr) ha mandato all’incontro l’assessore alla Mobilità e quello al Commercio, ma non quello alla Salute?
Teme retromarce anche su Area C?
Mi sembrerebbe troppo. Certo, la sensazione è che si stia navigando a vista. Mancano le idee. L’amministrazione ha aumentato il biglietto dell’autobus: cosa corretta e inevitabile, ma insieme andava presentato un piano di rilancio del trasporto pubblico. Invece niente. Se avviamo la congestion charge in queste condizioni c’è da mettersi le mani nei capelli. Misure così non si possono improvvisare, vanno accompagnate da una serie di altri provvedimenti. Serve una strategia, che mi pare assente. Prendiamo le agevolazioni ai commercianti. È giusto averle concesse, ma bisognava vincolarle a certi orari: per esempio niente sconti prima delle 10 e dopo le 16, quando il traffico è più intenso.
La Lega ha già raccolto oltre 25mila firme contro Area C.
La Lega avrebbe dovuto fare qualcosa contro il traffico e lo smog nei 17 anni in cui ha governato la città.
Lei era tra i promotori dei referendum milanesi dello scorso giugno, che tra le altre cose chiedevano una congestion charge.
In quell’occasione si è espresso a favore un numero di cittadini molto maggiore di quello che ha eletto Pisapia. È stato un voto pesante, trasversale, che avrebbe permesso all’amministrazione di dire alle lobby: faccio queste cose perché me lo chiede la città. Un’occasione che non si ripeterà.
Il sindaco di Opera (Milano) ha detto che non sarebbe andato all’incontro di oggi e ha chiesto di non criminalizzare chi circola in auto.
Chi si muove in macchina lo fa perché i trasporti pubblici sono inadeguati. Tantissime auto che entrano in città, anche provenienti dall’area metropolitana, trasportano una sola persona. Questa cosa ha un costo pesante per le famiglie. Invece di usare la retorica dei “poveri pendolari”, il sindaco di Opera dovrebbe aiutarli organizzando un car pooling, cercando di far sì che in ogni macchina ci siano 3 o 4 persone.
L’assessore milanese alla Mobilità ha detto: “Comune e Provincia si stanno sforzando, la Regione dovrebbe coordinarci e non lo fa”.
L’istituzione guidata da Formigoni non fa nulla dal punto di vista dell’inquinamento, ma questo non può essere un alibi per imitarla a livello comunale.
Si parla di reintrodurre le targhe alterne, che per Legambiente sono “inutili”.
Avrebbero un solo effetto: penalizzare quei pochissimi che hanno una sola auto, incentivando il mercato della seconda macchina. Per l’Unione europea i provvedimenti antismog dovrebbero portare il massimo risultato con costi sociali minimi. In questo caso i costi sociali ci sarebbero e il risultato sarebbe vicino allo zero.
Tre cose da fare subito contro l’inquinamento da traffico.
Sosta gratis nei parcheggi scambiatori per le auto che trasportano almeno tre persone. Una tessera unica che dia l’accesso a posteggi, mezzi di superficie, treni locali, bike sharing. E una stretta in termini di regolamentazione oraria per il carico e lo scarico delle merci in città.
Pentito di aver sostenuto Pisapia in campagna elettorale?
Continuo a rivendicare l’appoggio pubblico al sindaco. Vorrei che le critiche ridessero slancio all’amministrazione. Governare non è semplice. Solo un pazzo o una persona in malafede poteva pensare che dall’oggi al domani si sarebbe risolto il problema dello smog, trascurato per anni. Per iniziare ad affrontarlo, però, servono azioni inserite in un piano coerente. E una volta che si prendono delle decisioni bisogna portarle avanti. Se cominci a tentennare, come puoi pensare che la gente ti segua su provvedimenti simili, che non sono neanche molto popolari? Forse qualcuno ha preso sottogamba l’importanza di questa partita.
- Lunedì 28 Novembre 2011

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