“Nei prossimi 10 giorni ci giochiamo tutto”. E ancora. “Forse Monti dovrebbe andare in tv e raccontare la verità agli italiani…”. Così una fonte che ha partecipato al gabinetto di guerra al ministero del Tesoro di sabato, racconta alla Stampa il dibattito interno al governo tecnico.
Diviso tra chi pensa che basti applicare il pacchetto di riforme (”fare bene i compiti”) e chi invece spinge per prendere misure di forte discontinuità, “un colpo secco capace di sorprendere i mercati e segnare un deciso cambio di rotta”. Le misure, comunque, stando al Corriere, dovrebbero essere contenute in uno o due decreti, che saranno discussi, prima di arrivare in aula, separatamente con i leader dei partiti che formano l’attuale maggioranza.
Dentro al pacchetto del governo, secondo il Giornale, ci dovrebbero essere una patrimoniale mascherata che porterebbe in cassa 5 miliardi (ossia il ritorno dell’Ici progressiva con la rivalutazione delle rendite catastali), l’aumento dell’Iva ordinaria (che vale dai 6 agli 8 miliardi), un più rapido innalzamento dell’età pensionabile, il blocco dell’adeguamento delle pensioni all’inflazione e una stretta all’evasione fiscale abbassando l’utilizzo del contante a 300-500 euro
Il quotidiano la Repubblica invece ricorda che la nomina dei 25 sottosegretari e 5 viceministri sta diventando “un mistero buffo”. Il governo dovrebbe sciogliere le riserve entro stasera o al massimo domani. La politica alla fine ha detto no all’inserimento di esponenti nell’esecutivo e pare che i nominati saranno tutti tecnici. Tuttavia circolano anche nomi di parlamentari, come quello di Guido Possa, senatore PdL e presidente della Commissione istruzione al Senato, ex viceministro dell’Università ai tempi di Letizia Moratti.
Intanto in un’intervista sulle pagine interne, l’ex ministro Roberto Calderoli suona il requiem per l’alleanza tra Lega e PdL: “Se uno è alla maggioranza e l’altro all’opposizione, e se ci si era presentati insieme per governare il Paese, è chiaro che ora come ora non c’è più niente”. Ma la strada da seguire per Beppe Pisanu, intervistato dal Corriere è un’altra: Berlusconi dovrà dare tutta la forza di cui ha bisogno Alfano “per far nascere la costituente dei moderati”. E cioè, aprire all’Udc e scaricare subito il Carroccio.
Ma all’alleanza con i centristi punta anche il Pd. Lo ribadisce il segretario Pierluigi Bersani, in un’intervista a il Messaggero. “Tutti hanno guardato la foto di Vasto, ma nessuno ha ascoltato il sonoro. Io ho parlato di alleanza dei moderati e dei progressisti”. E ancora: “Il mio orizzonte resta una alleanza di legislatura tra moderati e progressisti per una decina di riforme sulla democrazia e sul sociale. Perché non basterà la transizione”.
- Lunedì 28 Novembre 2011
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