Stefano Boeri ha rimesso le deleghe. L’assessore alla Cultura di Milano ha deciso di fare un passo indietro dopo il teso faccia a faccia di ieri con il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. A nulla è servito il tentativo di mediazione del Pd nazionale per cercare di riportare la pace tra i due. Nè sono serviti gli appelli all’unità che su facebook (a cominciare dalla pagina di Boeri) e nelle associazioni hanno fatto centinaia di cittadini che avevano votato per la nuova giunta di centrosinistra, sperando che, come recitava lo slogan della campagna elettorale, il vento fosse davvero cambiato.
Dalle posizioni critiche dell’architetto nei confronti dell’organizzazione di Expo 2015 alle polemiche sulla vendita di Sea e Serravalle, fino alla recente proposta di usare il Museo della Cultura per ospitare il Museo d’Arte Contemporanea, non c’è stato tema in questi mesi su cui il sindaco arancione e il suo ex sfidante alle primarie (eletto con 13 mila preferenze) non abbiano duellato a distanza, quasi appartenessero a due coalizioni diverse. Per lo staff del sindaco, più che di questione politiche, si tratterebbe di questioni personali: un modo, neanche troppo velato, per dire che Boeri, uomo dalla forte personalità e refrattario alla disciplina di giunta, non aveva digerito la sconfitta delle primarie e si era ritagliato un ruolo da battitore libero incompatibile con le decisioni all’insegna della collegialità della nuova amministrazione.
Quello che appare certo è che per i sognatori in arancione il risveglio è stato brusco. E che, più che di un vento nuovo, a Milano si respira ancora l’aria delle vecchie divisioni all’interno della sinistra cittadina. Per la giunta Pisapia è un brutto colpo. Per il Pd, che puntando tutte le sue carte su Boeri capolista era riuscito a diventare il primo partito a Milano, anche. Resta da capire che cosa farà Boeri, che ha deciso di andarsene senza sbattere la porta: «Ho rimesso nella mani del sindaco Pisapia le deleghe alla Cultura, Moda, Design ed Expo che mi erano state assegnate all’atto di costituzione della nuova Giunta comunale, nel giugno scorso. Una scelta difficile che ho voluto condividere ieri notte, nel corso di in una lunga riunione, con i consiglieri, gli assessori e i segretari milanesi del Partito Democratico e che va intesa come un atto distensivo e di fiducia nei confronti del Sindaco». A lui il Pd nazionale avrebbe offerto un incarico di rilievo nel partito.
COMMENTI IN RETE: LO PSICODRAMMA DELLA SINISTRA MILANESE

- Lunedì 28 Novembre 2011



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Commenti
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Il 28 Novembre 2011 alle 15:22 degrel0 ha scritto:
e quanto prima se ne vada anche Pisapia,venditore di fumo protetto dalla curia.
Il 28 Novembre 2011 alle 16:51 ilgrandecolibri ha scritto:
Speriamo che la giunta Pisapia riesca prima o poi a ritrovare la sua strada… Anche l’assessore Majorino è messo in grave difficoltà, con il tema dei diritti gay che viene un giorno rilanciato e l’altro ricacciato in un cassetto… (Milano apre alle istanze del movimento?).
Il 28 Novembre 2011 alle 20:17 astro ha scritto:
Che delusione questi sinistrosi: commettono sempre lo stesso errore e cioè credere sempre a quello che gli viene detto o promesso dai personaggi di turno in campagna elettorale. Astro.
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