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Proprio mentre ai piani alti dei palazzi di Bruxelles si discute della tenuta dell’euro e dei vantaggi dell’unità finanziaria, ecco che qualcuno ha pensato di introdurre una nuova moneta, e proprio con lo scopo di sconfiggere la crisi, o almeno sopravviverle. L’idea, senza dubbio alquanto originale, non poteva che arrivare dalla fornace “dell’italico genio”, ovvero Napoli. Si chiama “Napo” ed è la prima banconota “coniata” dal sindaco partenopeo, Luigi De Magistris. Ironia della sorte, arriva proprio sul finire dell’anno delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e proprio dalla città del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che tanto si è battuto perché la ricorrenza fosse onorata a dovere. Nulla da temere, comunque, per l’integrità territoriale italiana, per salvaguardare la quale è stato appena creato un apposito ministero.
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Il “Napo” infatti assomiglia più a un buono sconto per cittadini virtuosi, coloro che, come spiegato dall’Assessore con delega al commercio, Marco Esposito, “si comportano correttamente nei confronti dell’Amministrazione”. Qualche esempio? I primi a provare il piacere di maneggiare il “Napo” saranno coloro che pagano le tasse (manco a dirlo!) e le bollette, magari puntualmente, così come coloro che fanno “buone pratiche” (non ben precisate). A tutti questi cittadini napoletani meritevoli sarà consegnato un blocchetto di “Napo”, ossia una serie di tagliandi che saranno poi spendibili presso attività commerciali convenzionate. I commercianti che accumulano i buoni potranno usarli per partecipare alle iniziative di arredo urbano del Comune e beneficiare quindi di un miglioramento del loro quartiere.
A spiegare ulteriormente il funzionamento dei buoni sconto è sempre l’assessore Esposito: “Creeremo convenzioni con artigiani e botteghe partenopee e i cittadini potranno spendere lì i propri coupon. Ad esempio se un prodotto costa 30 euro, noi faremo in modo che costi 27 euro e 3 Napo”. L’idea ha lo scopo di rilanciare i consumi nel capoluogo campano, già depresso da tempo, come buona parte dell’Italia. Solo che qui, ancora una volta, il genio partenopeo ha battuto tutti sul tempo e soprattutto va in controtendenza: il
“Napo” rischia infatti di soppiantare, almeno in quanto ad appeal, le ormai stanche, costose e bistrattate banconote da 5, 10, 50 o 100 euro. Unico limite dell’iniziativa, la sua stessa fattibilità, perché nonostante sia stata già annunciata da Palazzo San Giacomo, si tratta ancora di un progetto in via di definizione. Occorre, però, fare presto, prima che qualche moderno Totò non si attrezzi prima dell’Amministrazione comunale nell’allestire una “succursale” del Poligrafico di Stato dove stampare le “monete dei virtuosi”.
- Martedì 29 Novembre 2011
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