Quali sono le vere ragioni dello scontro tra Pisapia e Boeri? La parola alla sinistra meneghina

Una combo di Stefano Boeri, assessore alla Cultura, Expo, Moda e Design del Comune di Milano (a sinistra), e del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, (a destra). Boeri ha rimesso oggi, 28 novembre 2011, le sue deleghe nelle mani del sindaco Pisapia. ANSA/BAZZI-DEL ZENNARO

Una combo di Stefano Boeri, assessore alla Cultura, Expo, Moda e Design del Comune di Milano (a sinistra), e del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, (a destra). Boeri ha rimesso le sue deleghe nelle mani del sindaco Pisapia. ANSA/BAZZI-DEL ZENNARO

Di Andrea Monti

La domanda è semplice, la risposta meno: perché? Se lo chiedono gli elettori milanesi del centrosinistra di fronte allo scontro Boeri-Pisapia, culminato ieri con la remissione delle deleghe e l’apparente riappacificazione. Le scelte su Expo, il metodo di lavoro, le differenze caratteriali, l’invidia: tante ipotesi, ma nessuna sembra spiegare fino in fondo le divisioni tra il primo cittadino e il super-assessore che lo aveva sfidato alle primarie. Abbiamo fatto un giro di telefonate nella sinistra meneghina, divisa tra chi pensa che sul tavolo ci siano questioni politiche e chi crede che la rottura sia nata da una mai sopita rivalità personale. Alla galassia arancione abbiamo chiesto anche se c’è delusione verso la giunta: molti ribadiscono il loro sostegno, ma invitano a cambiare marcia per restituire vigore al “vento” che ha portato Pisapia alla vittoria.

Paolo Limonta, coordinatore dei “Comitati cittadini per Giuliano Pisapia sindaco” in campagna elettorale, oggi coordinatore dell’Ufficio per la città del Comune
pisapia_paolo_limontaStimo moltissimo Boeri, ma finora ha agito un po’ troppo da battitore libero, come ha ammesso lui stesso. Con Giuliano non c’è nessun dualismo. Il problema è il metodo: la collegialità è un valore importante. Certo, avrei preferito che una cosa del genere non fosse mai successa, ma probabilmente questo passaggio rinforzerà amministrazione e sindaco. Il vento del cambiamento non si sta affievolendo. A Milano ci sono migliaia e migliaia di persone consapevoli che il lavoro della giunta non si può giudicare dopo sei mesi.

pisapia_raffaelegrassiRaffaele Grassi, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio comunale
Boeri e Pisapia hanno visioni politiche diverse, in particolare su temi come l’Expo o la vendita di società come Sea e Serravalle. Ma a contare, in questa vicenda, sono anche le diverse anime del Pd, le contraddizioni interne al partito. Da parte nostra, continuiamo a sostenere il sindaco e la partecipazione diffusa che lo aveva portato a vincere, che non si è del tutto esaurita. Inutile negare che ora però nell’elettorato serpeggia un po’ di delusione. Pesa la questione del bilancio: mi pare che sia passata una logica del tipo “non ci sono soldi, possiamo fare poco”.

Emanuele Patti, presidente di Arci Milano
pisapia_emanuelepattiMi sembra che il nodo sia il metodo. Boeri ha ammesso che probabilmente il suo aver agito un po’ da solista ha causato qualche difficoltà. Evidentemente alcuni suoi comportamenti hanno messo a disagio il resto della giunta. L’entusiasmo è calato: non a causa di questo grave episodio, ma quando si è scoperto in che condizioni sono le casse comunali. Il vero nemico dell’amministrazione è la scarsità di risorse. Le aspettative dei cittadini sono altissime e la loro pazienza è poca, perché da anni cercano qualcuno che risolva i loro problemi.

Enrico Fedrighini, capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale dal 2006 al 2011
pisapia_enrico-fedrighiniÈ difficile mettere il mordacchio a Boeri, che per competenze e notorietà internazionale non ha rivali nell’amministrazione. Ci vorrebbe un po’ più di tolleranza. Una giunta non può essere massificata, non si possono azzerare le individualità. Personalmente continuo a sostenere Pisapia, ma il caso Boeri e la questione smog vanno tenuti d’occhio. È l’inizio di qualcosa che può risolversi positivamente o avere ripercussioni gravi.

Antonello Patta, segretario provinciale di Rifondazione comunista
pisapia_pattavertNé Pisapia né Boeri hanno denunciato divergenze politiche. Entrambi parlano di questioni caratteriali e di metodo. La collegialità è un tema vero e importante. Ce ne vorrebbe di più anche in maggioranza: a volte le decisioni vengono comunicate all’ultimo momento.  Lo spirito unitario che ha portato Pisapia al successo si è nutrito anche del fatto che i due sfidanti alle primarie hanno proseguito il cammino insieme: una cosa straordinaria dopo anni di divisioni nel centrosinistra. La preoccupazione che la coesione venga a mancare è diffusa. Se questa coesione dovesse incrinarsi, la delusione farebbe breccia.

Marco Cappato, capogruppo dei Radicali in Consiglio comunale
pisapi_marco-cappatoCreare questa situazione per incompatibilità personali sarebbe da irresponsabili. Voglio escludere questa ipotesi. Resta la possibilità di motivazioni politiche e di contenuto: se ci sono vanno spiegate, perché un eventuale compromesso possa permetterci di crescere. Non vorrei che si risolvesse tutto in puro “politichese”, con un rimpasto o qualcosa di simile.  È un po’ presto per dare giudizi. Non mi sono mai fatto illusioni: governare è difficile, ma bisogna chiarire la strategia comune. Finora si è navigato troppo a vista.

Barbara Meggetto, direttrice Legambiente Lombardia
pisapia_barbarameggetto Mi sembra un problema di metodo, due filosofie che si scontrano. Gli altri assessori lavorano in modo trasversale, interessandosi a ciò che fanno gli altri membri della giunta. Boeri è più solitario, abituato a prendere le decisioni e portarle avanti. Noi non siamo delusi dall’amministrazione, ma avremmo preferito che questo episodio non ci fosse, perché potrebbe inficiare l’esperimento milanese, che è molto interessante. Tutto comunque è concentrato su due personaggi, non investe l’attività dell’amministrazione nel suo complesso, verso cui la nostra fiducia rimane molto alta.

Roberto Biscardini, segretario provinciale del Partito Socialista Italiano
pisapia_biscardiniParliamo di due personalità forti, ma i problemi non sono mai solo caratteriali, sono anche politici. Per esempio Boeri è espressione del Pd, mentre Pisapia continua a volersi tenere lontano dai partiti. E comunque il vento è cambiato anche grazie al ruolo svolto da Boeri perché la giunta si sostiene proprio sulle due persone che si stanno scontrando. Se uno di loro dovesse venir meno, nel popolo che ci ha sostenuto la delusione sarebbe grande: sia tra i sostenitori di Boeri, sia tra chi si è impegnato per Pisapia.

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Il 29 Novembre 2011 alle 18:21 Quali sono le vere ragioni dello scontro tra Pisapia e Boeri? La parola alla sinistra meneghina | Editori Online ha scritto:

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