Braccialetto elettronico: il ministro lo rilancia. Ma finora è stato un fallimento

Braccialetto elettronico (Ansa)

Braccialetto elettronico (Ansa)

Il ministro della Giustizia Paola Severino, chiamata ad esporre il suo programma davanti alla Commissione Giustizia del Senato, a sorpresa rilancia il braccialetto elettronico tra le misure alternative alla detenzione sulle quali bisogna puntare per alleggerire carceri che scoppiano. Un programma ”necessariamente scarnificato”, dai tempi limitati del governo, che ”nella migliore delle ipotesi non potrà durare più di un anno”, e sul quale il Guardasigilli vuole il dialogo con le forze politiche perché proprio un governo tecnico non può portare avanti alcun progetto ‘’senza il consenso parlamentare”.

Leggi: I dieci anni del braccialetto più caro e inutile d’Italia, di Maurizio Tortorella

Il ministro parte dalla condizione dei detenuti (per i quali pensa anche a una Carta dei diritti) e chiarisce subito: “non si puó far fronte all’emergenza attuale”, caratterizzata da un numero di reclusi “non sostenibile e non coniugabile con il rispetto dei diritti fondamentali della persona”, con provvedimenti ”provvisori” che liberano “momentaneamente” celle ”destinate a riempirsi di nuovo”; né con la costruzione di nuovi istituti, che pure va portata avanti, ma ”richiede tempi lunghi”. Bisogna puntare sulle “misure alternative” al carcere che possono dare risultati subito: l’allargamento della detenzione domiciliare innanzitutto, ma anche il ricorso alla messa alla prova.

E in questa stessa ottica il braccialetto elettronico: un istituto che ha un ”grande successo” in Europa e negli Stati Uniti, anche perché raramente chi vi è sottoposto  torna a delinquere (”il tasso di recidiva è estremamente limitato) e che consentirebbe ”risparmi notevoli”, visto che non ci sarebbero più i costi della detenzione per chi vi si sottopone; ma che in Italia è stato un ”fallimento”.
Una parola che il ministro parla non usa a caso: lo Stato paga un canone annuo di quasi 11 milioni di euro alla Telecom per 450 kit di fatto inutilizzati, per un problema tecnico che sembrava “irrisolubile”, (la rintracciabilità del segnale) e sul quale ora lei e la sua collega degli Interni hanno ”unito le forze”.

  • biker
  • Mercoledì 30 Novembre 2011

Commenti

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Il 3 Dicembre 2011 alle 0:35 zione ha scritto:

Panta rei; tutto scorre, tranne il Giudiciume Lader (mariuolo) che affezionato estimatore (dei Caporali) delle innumerevoli Frodi Processuali e Trucchi di Caserma è ancora fermo all’empio “Processo Cuocolo”; per distruggere i suoi antagonisti politici o antipatici, si attiene fedelmente agli stessi scellerati metodi; Macella disinvoltamente tutti quelli che trova sul turpe cammino della Barbarie Giudiziaria; boja fauss (minchia), ora vedo un miserabile Verme, che parla ai panni del povero Cristo minacciando boriosamente e vigliaccamente, invece di rivolgersi e parlare all’essere Umano che li indossa; il quale ben consapevole di rischiare tutto ma essendo nel giusto e ispirato dall’Alto, finalmente si libera e parla; in primis per tutti quelli che, per giustificato timore di ricatto sulla Famiglia o altro non possono; ma anche per l’obbligo che hanno gli Uomini (e le Donne) al massimo rispetto per l’Etica della Vita, pure quando questo può significare (e costare come minimo e subito l’interessata CALUNNIA e il CARCERE a carico e) spesso la fine della stessa esistenza; quindi pesato il tutto, in fede e in pace, osa e gli dice:”Strunz, e allor tu, si sì n’omm parl cu l’omm, nun parlà che pann …”; certo che se uno pensa alle analogie di certi accadimenti (rari ?) …; la volpe, quando viene presa nella tagliola, per salvarsi lavora lestamente di zanne e lascia solo la zampa al cacciatore; così riesce a fregarlo e seppure galoppando a tre cilindri per la biella fusa mancante, salva la carcassa e torna nella tana; a meditare su come fare a riprendere la sua malvagia attività (ma per lei è normale e lecita, perchè congenita) di feroce Assassina.
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Prendendo esempio dalla Natura, a volte è capitato (o succede ancora ?) allo stesso modo; per cui quando qualche degenerato e deviato Giudicione, (Pirla o Mandrogne fa’istess) vede e si preoccupa (p’o zuppon rint’o truocol e per l’alta cadrega …) che monta la canea della maraja, (“la gentaglia”, a loro dire …), allora per consolidata tattica della nefasta e deleteria Giudiciceria politica organizzata, è d’uopo lanciare un opportuno osso di prosciutto, e seppure a casaccio, l’importante è tirarlo anzitempo e cogliere qualcuno (anche innocente ?) prima di riceverlo … per non finire ai topi (in gattabuia) al posto dell’altro; questa birbonata da prete, serve perché oltre a distrarre l’attenzione da altre vicende, può sempre ritornare utile per Rubare Carriere, per sistemare qualche gelosia di mestiere o anche per una faida tribale interna; ciò fa pure accucciare un poco i “facinorosi” (l’Oltraggiata gente che osa lamentarsi …) tanto poi e comunque si aggiusta tutto nelle sedi adatte, come sempre, “Aumm, aumm” e alla faccia del Popolaccio fetente, che ha sempre da dire e rompe continuamente i marroni …;accussì ricien, chisti piezz e Scurnacchiat (i fitusisissimi Cornutazzi).
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Per il Martoriato Popolo Italiano, in trepidante attesa che lassù nel Cielo qualcuno si muova, sarebbe invece altresì utile, necessario e Doveroso che il prossimo osso (semmai venisse lanciato prima della Riforma della Giustizia) venga sostituito con un grosso pitale di creta che sguazzareja allegramente e che vada a colpire, rovesciandone il contenuto sulla criminale testa di qualche lurido Suino o Scellerato Serpente giudiziario, che razzola da lungo tempo e Impesta imperterrito e importante; in particolare nella fetida Fogna della Camorra tribunalizia di Torino (o affine …) e che da tale doccia nauseabonda, ne sarebbe comunque beneficiato perchè la naturale puzza degli escrementi lo profumerebbe un poco, coprendo così artificiosamente ma efficientemente, l’orribile tanfo di putrefatta Carogna, che esala dalla sua immonda anima; e questo sarebbe anche un utile monito per i Felloni dello Stato, e un sufficiente pungolo a comportarsi con Onestà e secondo la comune Morale del Popolo Italiano che è formato in massima parte da persone umili e per bene, che soffrono e stentano la vita; incluso la stragrande maggioranza seria e Coscienziosa della Magistratura (e dell’Avvocatura) che pure si sacrificano e lavorano con amarezza per solitarie e silenziose vie; tutto il contrario di certi cretini o assassini Mafiosi Giudiziari (con aggregati …), che da illustri Legulei che sono, ci sommergono di continuo, con costose cazzate e brigantesche Infamie, che compiono diligentemente e sempre con premianti prebende di ritorno; certo, a ben riflettere bisogna ammettere che non è da tutti riuscire a farsi strada in certa lota, se non si è almeno un conclamato Ignorante o un efferato Cornacopia.

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