Santa's Claus Academy
Natale non è un periodo dell’anno, ma uno stato d’animo. E c’è chi il Natale ce l’ha davvero nell’animo, tanto da mettere in piedi una vera e propria scuola, anzi Accademia, per diventare aiutanti di Babbo Natale: la Santa’s Elpers Academy. E loro, gli elfi – o Tonttu, come si chiamano in Finlandia, nella patria di Santa Claus – sono quasi pronti per la loro “missione”: tra pochi giorni infatti si diplomeranno, dopo tre anni di studi teorici e di esperienza sul campo, a suon di laboratori per creare dolcetti, realizzare regalini per i più piccoli, impacchettare a dovere, consegnare letterine a Babbo Natale e raccontare ai bambini tutto, ma proprio tutto, del giorno più magico dell’anno.
L’idea è nata letteralmente da un sogno, quello di una spumeggiante donna di 45 anni della provincia veneta, Ketty Amadio, di professione arredatrice d’interni, ma sarebbe più corretto definirla “sognatrice”: “Una notte ho sognato un’Accademia per diventare aiutanti di Babbo Natale e oggi, che i nostri “apprendisti” stanno per terminare la formazione, mi sembra ancora di sognare”. Invece la Santa’s Elpers Academy non solo è nata, ma è anche l’unica in Italia e nel mondo nel suo genere. Negli Stati Uniti, infatti, esiste una scuola per Babbi Natale, nel Michigan, ma con lo scopo di preparare persone da destinare ai centri commerciali per le feste natalizie). Qui, invece, si accede dopo una selezione. A terminare i tre anni di corso accademico sono in 40, dai 24 ai 70 anni, con un lavoro a tempo pieno di giorno, ma tanta voglia di trovarsi alla sera tutti insieme ad imparare come diventare Tonttu. Ad accomunarli, naturalmente, l’amore per i bambini e il Natale, inteso come un mondo di valori che oggi viene spesso schiacciato dal consumismo. Alle pre-selezioni si erano presentati in oltre 300. I requisiti indispensabili per poter accedere all’Accademia sono stati, oltre all’essere maggiorenni, un’espressione giocherellona, l’amore per i più piccoli,” la voglia di imparare le cose più assurde su Santa Claus, perché – spiega ancora Amadio – i bimbi sanno quasi tutto su Babbo Natale e noi, oltre a non volerci far trovare impreparati, vorremmo anche insegnare loro qualcosa di nuovo”.
- Santa’s Claus Academy
- Santa’s Elpers Academy
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Ecco allora le lezioni teoriche, dalla geografia, alle tecniche di allevamento delle renne, passando per le storie e i racconti sull’origine di questa festa. Come lo scorso anno, anche per il 2011 si sta valutando se far arrivare appositamente dalla Lapponia il vero Babbo Natale, quello originario di Rovaniemi, insomma l’unico vero Santa Claus che possa fregiarsi di questo nome. Perché anche l’Accademia messa in piedi da Ketty Amadio, con l’associazione Magico Natale, è certificata: ha infatti ottenuto il riconoscimento della Santa Claus Embassy Europe, cheha sede appunto in Finlandia, tramite l’Ambasciatrice europea di Babbo Natale, Marisa Impellizzeri, che controlla che tutto sia fatto seguendo quelle che per i finlandesi sono regole ferree. Ogni laboratorio, infatti, utilizza solo materiali completamente naturali e carta riciclata. I costumi rispettano la tradizione lappone: sono realizzati con il tipico colore blu e hanno le passamanerie originali, mentre una parte dei Tonttu, gli elfetti, hanno gli abiti grigi e rossi, come i loro modelli finlandesi. Ci sono poi un postino ufficiale e due signore che si occupano di insegnare agli aiutanti di Babbo Natale le parole base della lingua finlandese, mentre altre preparano graziosi oggetti nei laboratori. Tra gli ingredienti che non potevano mancare per creare la magica atmosfera del Natale, anche i dolcetti finlandesi e una tipica e quasi inimitabile bevanda, che assomiglia vagamente al nostro vin brulè, ma risulta ancor più alcolica.
In questi ultimi giorni l’attività degli aiutanti di Babbo Natale si sta intensificando: gli incontri “notturni” (dalle 20.30 fino a mezzanotte o anche l’una) diventeranno quotidiani, mentre alla domenica ci si dedicherà ai bambini meno fortunati. Gli elfi, ma anche il postino di Babbo Natale, visiteranno i bambini ospiti degli ospedali, raccogliendo le loro letterine per Babbo Natale e consegnando poi loro i piccoli regali realizzati nei laboratori in riva al Piave. Perché gli aiutanti di Babbo Natale si trovano proprio in Veneto, nei pressi di Mestre, in un luogo che deve rimanere segreto per tutelare i sogni dei bambini. Un’area di 300 metri quadrati dove si smistano le letterine, si impacchettano regali e si vedono i filmati su San Nicola, il protettore dei bambini. Alla realizzazione piena del sogno di Ketty Amadio manca solo un tassello: “Per non ora non voglio rivelare di cosa si tratta, dico solo che spero e sogno che si avveri. Finora ad ora abbiamo fatto tanto, solo grazie alla buona volontà, all’autotassazione e al tempo “liberato” che ciascuno di noi ha messo a disposizione dell’Accademia. E poi crediamo nella Provvidenza”. O in Santa Claus?
- Mercoledì 30 Novembre 2011
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