Marcia indietro rispetto all’idea originaria di non infilarsi nel tunnel delle concertazioni. Il premier Mario Monti non si limiterà a telefonare, ma incontrerà separatamente prima i tre leader dei partiti che appoggiano il governo. Poi le parti sociali e i rappresentanti delle Regioni. Inaugura le danze Pier Luigi Bersani, domani mattina Angelino Alfano e poi Pier Ferdinando Casini per il Terzo polo.
Monti è deciso ad andare avanti: “Se mi fermo salta tutto il Paese”, la sua strategia riportata in un retroscena di Repubblica. Ma il compito più difficile spetterà, forse, al ministro del Welfare Elsa Fornero che dovrà incontrare, anche lei separatamente, i tre leader dei sindacati. Sul piatto, secondo il quotidiano di Largo Fochetti, proporrà uno scambio: il rinvio della riforma del mercato del lavoro in cambio di un sì sulla riforma delle pensioni.
Tuttavia questa mossa non è detto che possa funzionare, scrive il Corriere. I sindacati potrebbero decidere di puntare i piedi. In questo caso la protesta potrà andare da iniziative soft, come manifestazioni nazionali, fino allo sciopero generale, anche se ad oggi pare improbabile che Cisl e Uil possano prendere decisioni insieme con la Cgil. Anche perché Raffaele Bonanni “sogna la concertazione”, e guarda con favore a un rafforzamento del grande centro. Mentre Susanna Camusso preferisce la piazza, dove intercettare la protesta sociale e “portare acqua al mulino del ritorno al governo della sinistra”.
Quanto allo strumento cui intende affidarsi palazzo Chigi, Monti sarebbe pronto a inserire tutte le misure possibili in un decreto legge che entrerà immediatamente in vigore martedì 6 dicembre consentendo così all’Italia di essere più credibile sui mercati e al premier di presentarsi “con piglio decisionista al vertice europeo dell’8 e 9 dicembre”, scrive La Stampa.
- Venerdì 2 Dicembre 2011
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Commenti
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Il 2 Dicembre 2011 alle 20:29 pv21 ha scritto:
Con riserva >
L’evasione fiscale vale sui 270 MILIARDI.
La corruzione e gli sprechi da spesa pubblica costano circa 100 MILIARDI.
Gli apparati politici consumano 10 MILIARDI l’anno.
Incalcolabili sono i “privilegi” accumulati da centinaia di corporazioni.
Il 10% delle famiglie possiede il 48% dell’intera ricchezza nazionale.
Sono circa 1,5 milioni le unità immobiliari private “sconosciute” al fisco.
Siamo alla vigilia della prima manovra di Monti.
Stando alle indiscrezioni gli interventi più “SOSTANZIOSI” riguarderanno ICI, IVA, PENSIONI e SANITA’.
Altro che “misure impressionanti”.
Sarebbe la “continuazione” della linea del “rigore” targata Tremonti.
Niente a che vedere con il “CORAGGIO” di una politica improntata ad un riscatto di “EQUITA’” volto al rilancio della crescita.
Sarebbe la riproposizione di una ricetta “calibrata” e “digeribile” da una casta di PRIMI SUPER CIVES attenta a …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
Il 4 Dicembre 2011 alle 15:33 nhico ha scritto:
Attenzione, caduta tasse. Il professore Monti nel giro di pochi giorni si è trasformato da Robin Hood a sceriffo di Nottingham. Così, invece, di tagliare i privilegi della politica e dei politicanti ha deciso di mettere altre tasse. Tasse e ancora tasse. Una miopia da Nababbo. Con il risultato che anche quelle famiglie che senza tanta fatica finora sono arrivate a fine mese, e che hanno evitato la caduta verticale dei consumi, si avviteranno alla sindrome del “mamma mia come faccio ad arrivare al prossimo 27”. Però la cricca dei pluripensionati alla Ciampi, Amato, Scalfari (e tutti gli altri noti e meno noti che siedono indifferentemente a destra e a sinistra) continueranno ad essere risparmiati. Per loro i sacrifici sono tabù. Vuole veramente capire, Presidente Monti, quale abisso c’è tra una famiglia come la sua, quella dei cosiddetti padri nobili della Repubblica e dei meno nobili parlamentari in carica o in pensione, e una famiglia con un reddito di “poco più di 3.800 euro netti al mese”? Vuole veramente toccare con mano la falsa ricchezza di quelle famiglie e l’opulenta condizione sua e dei suoi onorevoli colleghi? Raffronti le sue entrate e le sue uscite dello scorso mese di novembre con quei quasi 4.000 euro e lo saprà. Immantinente. E così a scendere, fino ad arrivare alle pensioni che non superano le 500 euro mensili. Lei è lì per portare equità, non per mantenere o, addirittura, rafforzare quei privilegi. Eppure, con la scusa della tracciabilità, insieme a Passera, si appresta a fare un regalo enorme alle banche. Perché su ognuno di quei pagamenti i cittadini andranno a pagare laute commissioni agli istituti di credito. Per non parlare di una moltitudine di famiglie, quella che la povertà finora ha tenuto lontano dagli sportelli bancari, che sarà costretta per legge ad aprire dei conti correnti che inevitabilmente diventeranno tante sanguisughe. Un solo esempio. Ogniqualvolta andranno in rosso anche per valuta, e ci andranno, sarà una stilettata al cuore di quella povera gente. Un salasso al loro misero bilancio familiare. Non è così che si scoveranno i soliti dentisti, o gli altri camici bianchi evasori, o tutti gli altri professionisti con la idiosincrasia per le ricevute fiscali e le fatture , ma comparando il loro stile di vita e i loro patrimoni con le rispettive stitiche dichiarazioni dei redditi. Ma ad uno sceriffo, con o senza conflitti d’interesse, non si può chiedere che riscuotere le tasse. Non le posso augurare buon lavoro, però.
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