
“Un risultato parziale c’è e si vede. Avrei preferito una patrimoniale più efficace tenendo conto che il 50 per cento della ricchezza è in mano al 10 per cento dei cittadini”. Così il presidente della Toscana Enrico Rossi (Pd) in un’intervista a Repubblica riassume quella che è un’opinione condivisa nel Partito democratico sulla manovra salva Italia varata dal governo Monti.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, infatti, ha spiegato che il decreto “non risponde del tutto ai nostri criteri di equità”. Liquida invece con una battuta le notizie sulla manovra l’ex premier Silvio Berlusconi, come riporta La Stampa (“Gli italiani ci rimpiangeranno”), che però sarebbe preoccupato dall’atteggiamento radicale della Lega - ieri è tornata a minacciare la secessione del Nord.
Del resto il PdL porta a casa una piccola vittoria, non è stata toccata l’Irpef, anche se nel decreto c’è tutto il resto, compresa la tassazione sulla prima casa. Non mancano i malumori nel maggiore partito in Parlamento. “Una manovra tre quarti tasse e un quarto tagli è un cocktail micidiale”, ha detto Osvaldo Napoli (PdL), che chiede di pensarci bene prima di dire sì a tutto. Ma per il segretario Angelino Alfano non ci sono vie d’uscita: l’alternativa è “tra una manovra pesante oggi e il fallimento domani”.
E intanto l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni (Lega) lancia una sfida agli ex alleati dalle colonne del Corriere, chiedendo loro di votare no a questo provvedimento: “Il sostegno a questa manovra diventerebbe la ratifica della fine dell’alleanza tra Lega e PdL, ma soprattutto la certificazione della loro incoerenza”. Gli risponde, indirettamente, l’ex ministro Paolo Romani in un’intervista su il Messaggero: “Per il nostro partito è una manovra molto dolorosa in quanto abbiamo fatto del patrimonio immobiliare dei cittadini un caposaldo dell’azione politica. Pur tuttavia ci rendiamo conto della situazione di emergenza, ma noi pensiamo che il governo dovrà confrontarsi in Parlamento per avere una più ampia condivisione. Non vorremmo sentirci dire che è un prendere o lasciare”.
- Lunedì 5 Dicembre 2011
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