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L'entità del taglio dei trasferimenti da Roma che dovranno subire le province è si 500 milioni di euro. Nella foto, Mario Monti e Corrado Passera - ANSA
«I tagli alle province riducono la rappresentanza democratica dei nostri territori e producono risparmi irrisori». È tranchant il giudizio che Angelo De Biasio, presidente leghista del consiglio di Monza Brianza, dà delle riduzioni ai costi della politica decisi dal governo Monti. «Sui risparmi prodotti da questo provvedimento annunciato il professor Monti farebbe bene a leggere le cifre fornire da un freschissimo studio della sua Bocconi secondo il quale i costi complessivi della politica di tutte le province possono essere quantificate in 122 milioni di euro, solo l’1,4% del totole. Altro che 500 milioni di euro, come va sostenendo ora questo governo che prende ordini da Francia e Germania».
In concreto come consiglio provinciale che cosa farete in dieci?
Me lo chiedo anche io. Il consiglio sarà ridotto del 70% e in più il presidente della provincia sarà senza la giunta. Che cosa staremo qui a fare? Questo sì che è uno spreco.
Dottor De Biasio, quanto è il suo stipendio?
3700 euro lordi al mese per dodici mesi, il 65% di quanto prende il presidente della provincia.
E quello dei consiglieri provinciali?
Vengono pagati a gettone. Ma nella nostra provincia non superano i 1200 euro.
Voi della Lega farete fatica a spiegare che in realtà, dicendo no al taglio delle province, non state difendendo le vostre poltrone.
Ascolti: quando uscì la proposta di legge Calderoli sul riordino degli enti intermedi, non avevo obiezioni al fatto che i consigli provinciali fossero eletti di riflesso dai consigli comunali. Il punto è un altro. Se dobbiamo tagliare tagliamo gli sprechi al sud, le pensioni di finta invalidità, che noi della Lega abbiamo cominciato a tagliare quando eravamo al governo. La vera ciccia sta lì, senza inutili concessioni alla demagogia su cui soffiano certi giornali.
Nei provvedimenti demagogici di cui lei parla c’è anche il taglio dei vitalizi dei parlamentari? Oppure voterete sì in parlamento?
Questo lo deciderà il movimento. Le posso dire una cosa: la classe politica va difesa, se no a farla saranno solo i ricchi.
Come se ora, con le vecchie regole, il parlamento fosse pieno di idraulici, operai, casalinghe e commercianti…
Nel nostro movimento c’è di tutto. Non lo dica a noi che rappresentiamo i popoli padani.
Bossi ha detto che state ricostruendovi una verginità. Avete commesso errori in passato?
Di rospi ne abbiamo dovuti baciare fin troppi per portare a casa il federalismo.
Milanese e Romano sono rospi?
No, alludo agli scambi politici per portare avanti il processo federale. Dovessero andare a casa tutti quelli che hanno ricevuto un avviso di garanzia, sarebbero i magistrati a decidere chi può o non può fare politica. E anche io sarei escluso, avendo un avviso sulle spalle.
Ne è passato di tempo da quando, durante Tangentopoli, la Lega sventolava il cappio in parlamento.
Non lo dica a me. Io sono entrato nella Lega quando Bossi strappò con Berlusconi. Parliamo dell’oggi, non di preistoria.
- Lunedì 5 Dicembre 2011

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Il 5 Dicembre 2011 alle 16:32 No al taglio delle province: Lega sulla barricate | Editori Online ha scritto:
[...] link: No al taglio delle province: Lega sulla barricate Posted in Stampa Tagged biasio, classe-politica, corrado passera, headlines, lega-nord, [...]
Il 6 Dicembre 2011 alle 11:59 Province, questa volta si può cambiare davvero – L’ANALISI | Economy ha scritto:
[...] anche se Monti sembra voler fare sul serio, La strada non sarà facile.La Lega si è schierata contro il provvedimento, e l’Upi, l’Unione delle province italiane, ha annunciato un ricorso per chiedere [...]
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