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Roma, una giornata senza auto (LaPresse)
Se a Milano non si respira a Roma si boccheggia. Piove poco e l’aria si riempie di polveri sottili, sostanze pericolosissime per la salute che nemmeno il blocco totale della circolazione di domenica 20 novembre e le targhe alterne imposte la scorsa settimana nella Capitale sono riusciti a far abbassare. Era da tre anni anni che l’Amministrazione non ricorreva a uno strumento già più volte rivelatosi deludente. Il sindaco Gianni Alemanno aveva addirittura solennemente promesso “Mai più targhe alterne”. E invece nemmeno lui ha potuto farne a meno con tutta la scia di polemiche che ne è seguita.
Esclusi dal provvedimento gli autoveicoli di categoria Euro 5, i motocicli Euro 3, i veicoli a gpl, metano, elettrici e ibridi, oltre che mezzi di emergenza, soccorso, pronto intervento, mezzi pubblici, auto con contrassegno disabili, tutti gli altri si sono dovuti fermare: giovedì scorso quelli con targa dispari, venerdì quelli con targa pari e presto si replicherà.
Lo stop è imposto all’interno della cosiddetta “fascia verde”, un’area piuttosto estesa ma comunque interna all’anello ferroviario della città e al grande raccordo anulare. Al di fuori, praticamente quasi mezza città, via libera per tutti.
“Il perché del ritorno delle targhe alterne è molto semplice – ha spiegato l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Marco Visconti - Dal 2010 è cambiata la normativa sia nazionale che regionale per cui ci sono alcuni precisi obblighi di legge”. E’ per questo, infatti, che la giunta Alemanno lo scorso luglio ha varato un piano di intervento operativo che prevede come - quando si superino i limiti per le polveri sottili per sei giorni consecutivi - sia necessario correre ai ripari.
Panorama.it ha chiesto a diversi soggetti attivi in città nella lotta all’inquinamento cosa ne pensano loro dell’utilità delle targhe alterne e del blocco della circolazione per 4 domeniche fino al 2012.
Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio
“Di fronte a un’emergenza servono provvedimenti emergenziali come le targhe alterne. A Roma c’è una situazione pesantissima dal punto di vista dell’inquinamento per cui è giusto intervenire sulla causa principale e cioè il traffico veicolare privato. Bloccarlo serve non solo a buttare giù le polveri sottili ma anche ad abituare i cittadini a un tipo di mobilità alternativa e a incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Certo, l’obbiettivo vero è arrivare a prendere misure strutturali: più aree pedonali, nuove zone a traffico limitato e più corsie preferenziali per autobus e tram. Per quanto riguarda le domeniche a piedi, oltre a essere utilissime, abbiamo visto che piacciono molto alla gente quindi ben vengano”.
Giuseppe Scaramuzza, Cittadinanzattiva Lazio
“Secondo noi targhe alterne e domeniche a piedi sono utili fino a un certo punto. Per combattere l’inquinamento c’è bisogno di interventi strutturali come il rafforzamento massiccio delle corsie preferenziali per taxi e autobus visto che a Roma, su questo fronte, siamo davvero indietro. Servono inoltre più autobus, anche di tipo intermunicipale. Da una nostra ricerca abbiamo verificato che ci sono quartieri popolatissimi che non sono quasi per nulla collegati tra di loro dai mezzi pubblici. E poi è importante disincentivare al massimo il mezzo privato. Un errore clamoroso dell’Amministrazione Alemanno è stato permettere l’ingresso nella Ztl durante il fine settimana dalle 18 alle 23. È vero che dopo le 23 non si può più entrare con le auto ma intanto chi è dentro circola!”.
Rodolfo Bosi, VAS (Verde, Ambiente e Società)
“Per noi si tratta solo di meri palliativi per abbassare momentaneamente l’inquinamento. Targhe alterne e domeniche a piedi sono provvedimenti imposti ai sindaci per legge quando vengono superati determinati livelli di polveri sottili. A Roma e nelle altre grandi città il problema però non è legato solo alle macchine ma anche agli impianti di riscaldamento, quindi la questione dovrebbe essere studiata molto più a fondo e affrontata a monte. E’ come se dicessero a noi poveri mortali: respiratevi pure tutte le tossine possibili fino a un certo livello, se poi viene superato interveniamo per un giorno. La nostra proposta alternativa è drastica ma anche l’unica efficace: chiudere al traffico la fascia verde totalmente e da subito. Peccato che per la paura di perdere voti nessuno si azzarderà mai a farlo”.
Roberta Buscio, presidente Associazione “Vigile amico”
“Molti romani che sono stati multati la scorsa settimana e durante la domenica di blocco totale della circolazione erano in assoluta buona fede. Non erano consapevoli di guidare una macchina inquinante o di trovarsi già all’interno della fascia verde. Va infatti sottolineato come molti cittadini siano ancora scarsamente abituati ad informarsi attraverso la segnaletica stradale e si accorgono che è presente solo quando vengono multati. Per quanto riguarda l’efficacia di questi provvedimenti, penso che si tratti di un’estrema ratio, che le deroghe – escluse quelle per i disabili e le persone che devono andare a lavorare per forza – sono troppe e che per salvare l’ambiente ci vuole soprattutto educazione”.
- Mercoledì 7 Dicembre 2011
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Il 7 Dicembre 2011 alle 18:28 Pingback: Inquinamento: se Milano piange, Roma non ride. E blocca le auto ha scritto:
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Il 30 Gennaio 2012 alle 13:00 Ecoincentivi Auto 2012 Su Auto Vecchie: Cosa Ne Pensate? ha scritto:
[...] Non parliamo dei catalizzatori o delle sonde lambda, che nascono e muoiono con la stessa vettura (diversi milioni di auto circolano in queste condizioni sulle nostre strade). [...]
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