- Tags: carceri, giustizia, ingiustizia
- 2 commenti
Il ministro della Giustizia, Paola Severino, sta pensando (pare) a dare ai giudici penali la possibilità di comminare condanne alla reclusione domiciliare. Sarebbe un’innovazione complicata da attuare, ma sicuramente intelligente: il predecessore di Severino, l’ex magistrato Nitto Francesco Palma, aveva calcolato che ogni anno passano attraverso le prigioni italiani quasi centomila reclusi. E il 30 per cento di loro ci restava da tre (3!) a 30 giorni. Questo secondo aspetto, è evidente, riguarda quasi esclusivamente i detenuti in attesa di giudizio. Anche su questo aspetto, il nuovo ministro potrebbe intervenire.
- Venerdì 9 Dicembre 2011

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Commenti
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Il 9 Dicembre 2011 alle 14:27 zione ha scritto:
Solo il pericoloso (in tutti i sensi) Giudiciume Politico, dei furbi e degli scellerati non riconosce la Legittimità dei Governi eletti e non accetta sacrifici economici di sorta; questa Setta di banditi con qualche interessato, servile e protetto Gendarme Criminale al seguito; questa omertosa associazione di Mutuo Scambio di illegali favori, che in primis USURPA incarichi e Carriere ai Magistrati Onesti, capaci e meritevoli, compie grandi sperperi coll’Erario Pubblico e ignobili atti di Fellonìa a danno del restante Popolo, con vili Calunnie e Macellazioni varie, nei Tribunali e altrove; solo questa triste genia di Malfattori vede sempre aumentare l’immeritato e già robusto pastone nel Truogolo, con trucchi e Infamie che in altri tempi venivano puniti molto severamente; tanto per cominciare e a guisa di leggero aperitivo, questi Vermi venivano esposti nudi sulla pubblica piazza, in modo che si potesse procedere da parte della Gente, con potenti calci in culo.
http://www.ilgiornale.it/inter.....comments=1
Il 10 Dicembre 2011 alle 17:15 zione ha scritto:
Dal Vesuvio un abbraccio ai Carcerati (che soffrono da Innocenti), agli Emigranti, ai Compai Sardi e una solenne Maledizione al vile Giudiciume !!!
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Quanta ricord, oi né, quanta ricord …; la grandissima Maria Carta a Piossasco; un vero Comandante (Pattadese e Guzzista col “California”); un’Indegno comandante (con vergognosa e rubata medaglia d’oro); il Nipotame di zio Peppe (Zione, che saluta da Napoli) e i bravi Amici Sardi di Cumiana (incluso gli “indigeni”) e del Torinese; Mario Longobardi di Orbassano e l’Infame padre delle Violenze di Stato, il Giudiciume della Cloaca Torinese.
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Quando Maria Carta, la gentile e forte Signora delle canzoni Sarde e i suoi Coristi, deliziavano con le antiche magie delle Favole, anche a Piossasco, dove la gran folla che era composta da Famiglie di Immigrati da tutte le Regioni d’Italia, si emozionava molto con le allegre Melodie della Natura;quando dopo calorosi applausi, la Gente si ritirava a casa, tutta contenta che il Signore aveva concesso una bella giornata, purtroppo fu anche il triste tempo in cui germinò la mala pianta dei Traditori del Popolo, i sovversivi Felloni dello Stato che cominciarono a defecare sulla Costituzione.
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Fu allora che l’ignorante e criminale Giudiciume “Piemontese” aggredì Mario Longobardi di Orbassano, Meridionale e Socialista … con un Infame Processo Farsa, basato su Scemenze e Calunnie, in una Corte di Buffoni della Fogna di Torino, in cui la Turpitudine assassinò il nome e l’esistenza di Galantuomini e Donne per bene di quei paesi, che non avevano mai avuto niente a che vedere con occulte o evidenti Faide Politiche, coi Cialtroni Giudiziari e colle Scelleratezze Tribunalizie.
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Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo.
E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.
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http://www.moscati.it/Italiano.....sieri.html
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Il grande clinico e Medico dei poveri, Benefattore della dolente Umanità e venerato Santo già da vivo, parlava così perché fra i tanti morbi con cui lottava strenuamente nei lazzaretti non si era imbattuto nella Lebbra della Giustizia; perché all’epoca il mortifero GIUDICIUME togato, non si era ancora diffuso come grave Epidemia Sociale e i Magistrati erano persone serie, austere e morigerate, fatta eccezione di qualche sporadico e recondito bacillo isolato; chissà se fosse vissuto ai giorni nostri, quale sarebbe stato il suo severo pensiero in merito all’Agonia in cui si dibatte la pugnalata Temi; vanamente difesa dalla seria e silente Magistratura.
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