Monti non convince i sindacati, sciopero confermato

Il segretario Cisl Raffaele Bonanni, il segretario Cgil Susanna Camusso, il segretario Uil Luigi angeletti in conferenza stampa a Palazzo Chigi (Ansa/Samantha Zucchi)

Il Segretario CISL Raffaele Bonanni, il Segretario CGIL Susanna Camusso, il Segretario UIL Luigi angeletti in conferenza stampa a Palazzo Chigi (Ansa/Samantha Zucchi)

TUTTE LE MISURE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI

Oltre due ore di incontro non sono bastate a cambiare l’opinione dei sindacati, che confermano lo sciopero per oggi.
A Palazzo Chigi ad accogliere alle 20 di ieri sera le delegazioni di Cigl, Cisl, Uil e Ugl c’erano il presidente del Consiglio Mario Monti, il ministro del Welfare Elsa Fornero, il viceministro all’Economia Vittorio Grilli, il ministro dei Rapporto con il Parlamento Piero Giarda e il sottosegretario Antonio Catricalà. Un incontro “informale”, non una consultazione, già avvenuta.

La situazione è di “estrema emergenza” ed è dunque prioritario per il paese che i saldi ma anche composizione e natura strutturale del decreto restino invariati: questa la posizione del governo. Monti, di fronte ai sindacati, ha eretto un muro a difesa del pacchetto varato dal governo. La preoccupazione del presidente del Consiglio è soprattutto per i mercati. Il governo tra poche ore dovrà collocare circa dieci miliardi in titoli di Stato e deve a tutti costi farlo a tassi sostenibili per le finanze pubbliche.

Il vertice di Bruxelles, pur con i suoi passi avanti, non ha infatti messo al riparo l’Italia dalla speculazione e le prossime settimane rischiano di essere decisive. Ecco perché il governo intende tenere la barra dritta e se qualche ritocco al decreto ci sarà potrebbe essere davvero minimo e relativo solo al capitolo delle pensioni (forse con un inasprimento dei sacrifici per quelle più alte che consenta un alleggerimento del congelamento di quelle più basse), mentre sull’Imu l’ipotesi al momento è quella di non modificare nulla, nonostante le richieste in questo senso soprattutto da parte del Pdl.

Il premier, che è stato il primo a parlare, ha voluto fornire maggiori ragguagli su alcuni “elementi di equità” contenuti nel decreto. L’intento è quello di precisare e chiarire alcuni aspetti che a suo giudizio non sono stati valutati a pieno da parte dei sindacati. Monti ha ricordato che dopo i sacrifici ci saranno spazi per lavorare sulla crescita attraverso “misure per completare il percorso delle riforme avviate”. Si è quindi congedato dai sindacati ripromettendosi di riflettere sulle richieste presentate, ma - come spiegano i sindacalisti uscendo - nessuno si illude troppo sulla possibilità e che il governo tenga effettivamente conto delle loro proposte.

Dal premier, ha spiegato il leader della Cgil, Susanna Camusso, è arrivato “un impegno un po’ generico” a tener conto di quanto chiesto dal Parlamento e dai sindacati. Inoltre, “se la soluzione si chiama indicizzazione e Imu non risponde alle richieste che abbiamo fatto”.

Il segretario della Uil Luigi Angeletti ha motivato ancora meglio le ragioni della conferma della protesta: “Dalle argomentazioni usate sul perché non potevano fare diversamente, non possiamo dedurre che questa idea della valutazione delle nostre proposte sia foriera di grandi speranze”.
Confermata quindi oggi la protesta di tre ore (saranno otto per la Fiom che si ferma anche contro la Fiat), oltre a presidi davanti al Parlamento per tutta la durata della discussione sulla manovra e di fronte alle prefetture delle città d’Italia.
Le proteste andranno avanti nei prossimi mesi in quello che, ipotizza il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, senza concertazione potrebbe essere “un percorso di guerra”, nel quale “la politica sarà in difficoltà e dovrà ricorrere al voto di fiducia”.

Pagano sempre i soliti, hanno ribadito i sindacati, lavoratori e pensionati a reddito fisso, colpiti anche dal rincaro dei carburanti e delle addizionali. “Ancora una volta due pesi e due misure”, hanno sottolineato. C’è la condivisione da parte dei sindacati della “condizione grave in cui versa il Paese”, ma la soluzione non è quella proposta.
Le Borse oggi non scioperano ed è in vista un’importante asta di Bot. Non a caso lo stesso Angeletti ha ammesso: “Il governo ci ha spiegato che esiste il problema dei mercati e bisogna recuperare credibilità” per pagare meno interessi e ridurre l’onere del debito pubblico.

  • biker
  • Lunedì 12 Dicembre 2011

Commenti

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Il 12 Dicembre 2011 alle 13:19 andradragomiroiu ha scritto:

Component activities of organized crime, have a character secret and well organized, of which case made a social impact very negative, in many states he constituting “cancer perfidious” which weakens the power society, threaten the integrity of government, cause increase taxes which adds the price of goods, endanger safety and jobs of citizens, cause damage businesses are in competition, control by force of moneyunions,finally achieving a strong influence in the sphere of economy, social and especially political.

Romania is a mafia state with not working administration governed by organized crime.

Human trafficking in Romania is a state policy and a modern retail which feed corruption and organized crime. Organized crime is constantly looking for legitimate business that could be used as a cover.
According to data held by the Italian authorities in Roma: 85% of prostitutes in Rome are romanian woman. In Milano: eight of ten prostitutes which practice “job” in Milano are romanian woman including Ioana Visan, Berlusconi’s hooker from Curtea de Arges (Curtea de Arges, pimps factory from Romania, manager: local corrupt police). Behind such companies, actually hiding network specializing in recruitment of girls who end up prostitute.
These companies are used as a mask, to support illegal activities, to wash the money, but also because leaders mobs to be seen as successful entrepreneurs.
Besides these companies, strongly related with them, in the town of Curtea de Arges-Romania exist more mafia groups(indestructible mafia groups because even the police are headed) which with the complicity of local taxi drivers, recruit, transport, and place girls to practice prostitution, girls which later are trafficked external in Italy, Spain, France, Germany, Austria, etc, by prostitution networks from Curtea de Arges.

…in Denmark, Romania is the country with the most prostitutes and according to Europol, Eurojust, The Times, CNN, the first exporter of prostitution in Europe is Romania.

Il 13 Dicembre 2011 alle 13:46 - Vivi Capena ha scritto:

[...] che incontrano l’opposizione di tutti i maggiori sindacati, scesi in piazza ieri per uno sciopero generale di 3 ore contro la manovra [...]

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