Trattamenti radioterapici per invecchiare oggetti d’arte, truffato collezionista-VIDEO

Una fermo immagine del video dei sequestri

Una fermo immagine del video dei sequestri

È riuscito ad ingannare anche il marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona. L’ex marito di Giulia Odescalchi, uno tra i collezionisti più attivi ed importanti della nobiltà romana, è stato truffato da un infermiere in forza al Pronto soccorso dell’ospedale Cinecittà sulla Tuscolana. L’uomo, con la complicità di altre 13 persone tra collezionisti, antiquari e artisti conosciuti nel mondo dell’arte della Capitale, è riuscito ad antichizzare centinaia di oggetti dal valore di pochi euro e a rivenderglieli per cifre da capogiro. A scoprire la truffa sono stati i militari della Guardia di Finanza che questa mattina lo hanno arrestato insieme a sei dei suoi complici.

“Con il vasellame costruito da un artista di Tarquinia, il dipendente dell’ospedale entrava nel reparto di Oncologia e precisamente nella stanza dove veniva effettuata la radioterapia ai malati di tumore- spiega il maggiore Massimo Rossi, del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma- con il preciso intento di invecchiarli ovvero di renderli archeologicamente interessanti.

L’uomo infatti sottoponeva gli oggetti al trattamento sanitario radiologico che li trasformava in reperti archeologici dal valore milionario. Ma attenzione il duro lavoro di invecchiamento non era poi così semplice: doveva ogni volta calcolare alla perfezione per quanti minuti i vasi, le monete o i vassoi dovevano subire il trattamento radioterapico per evitare di invecchiarli troppo o troppo poco.

Ad aiutare l’infermiere anche la composizione della creta utilizzata dal costruttore. Insieme all’impasto moderno venivano triturati antichi reperti archeologici che rendevano l’oggetto “vecchio” a delle prime analisi scientifiche. Ovviamente la radioterapia completava l’operazione.

Alla banda di falsari, il marchese Bilotti Ruggi d’Aragona ha acquistato centinaia di reperti archeologici abilmente contraffatti, pagandoli oltre 600 mila euro e cedendo loro in permuta anche beni di valore come mobili d’antiquariato e gioielli per l’acquisto delle opere contraffatte.
Tutte gli oggetti archeologici sarebbero dovuti entrare a far parte del secondo museo che il marchese aveva intenzione di inaugurare a Villa Borghese.

Guarda il video del sequestro dei falsi oggetti d’arte

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