Lepore, il procuratore che ha stroncato i Casalesi, da oggi è in pensione. E si racconta

Giandomenico Lepore (Ansa/Ciro Fusco)

Giandomenico Lepore (Ansa/Ciro Fusco)

“Mi sento ancora in forze e sarei rimasto volentieri alla guida della Procura di Napoli”. Giandomenico Lepore, 75 anni, dal 2004 alla guida di una delle procure più importanti d’Italia, oggi è al suo ultimo giorno di lavoro. È commosso quando risponde alle domande di Panorama.it ma non esita a ricordare i momenti più belli della sua carriera con orgoglio e soddisfazione: “Quando arrivai in Procura c’erano quattro superlatitanti, che sembravano imprendibili da circa 10 anni. Adesso che lascio la Procura quei quattro boss sono finiti tutti in manette. L’ultimo è Michele Zagaria che è stato ricercato per 16 anni”. Prima dell’arresto il 7 dicembre scorso del boss dei Casalesi, la procura napoletana aveva arrestato anche Antonio Iovine, altro pezzo da novanta del clan e anche lui latitante da oltre 15 anni.

“Come è stato possibile raggiungere questi risultati? Semplice” spiega Lepore a Panorama.it “se siamo riusciti a dare un duro colpo alla Camorra è stato proprio grazie alla forza di questo ufficio, alla grande unità tra tutti ma proprio tutti i pm”. E nella Procura di Napoli ce ne sono 110. “Ma affinché la giustizia possa ottenere in futuro gli ottimi risultati incassati negli ultimi sette anni, questa unità dovrà continuare anche quando io non ci sarò più a dirigere l’ufficio. Solo così questa Procura continuerà ad essere una delle migliori d’Italia», precisa l’alto magistrato.

Ma Giandomenico Lepore, che festeggia oggi il suo settantacinquesimo compleanno, non nasconde la sua tristezza: “Da dopo domani non ci saranno più le mie abitudini: l’arrivo in ufficio, il saluto alle mie collaboratrici, la riunione con i colleghi. Sono triste non solo per il mio lavoro che mi è sempre piaciuto o per i miei collaboratori più stretti ma per tutta la Procura che ho sempre considerato come un’altra famiglia”. Dal 15 dicembre ad aspettarlo a casa ci sarà sua moglie con la quale il prossimo 28 dicembre festeggerà i 50 anni di matrimonio. “Sicuramente da stasera non si lamenterà più dei miei ritardi, dei rientri la sera a casa ben oltre l’orario di cena, delle mie interminabili telefonate di lavoro” ci racconta ridendo. Ma quando rilascia l’intervista a Panorama.it, l’orologio segna le 21.44.

In pensione per pochi giorni

Lepore andrà in pensione solo per pochi giorni: “Fino al 31 dicembre”, confessa. “Poi valuterò che cosa fare per i prossimi anni. Sceglierò sicuramente un incarico nel sociale”. A margine della giornata di apertura del worhshop “Da Mostri a Nostri, il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie” promosso dal Consorzio Sole e sostenuto dalla Fondazione Polis e dalle Procure di Napoli, Nola e Torre Annunziata, il magistrato ha confermato le voci di numerose proposte ed incarichi anche politici.

“E’ vero ne ho ricevuti molti ma la politica - ha aggiunto sorridendo Lepore e marcando quell’accento napoletano - non mi interessa proprio ma se mi fanno senatore a vita non ho problemi!”.

Da Calciopoli all’emergenza rifiuti

Ripercorre le più importanti inchieste oltre quelle sulla Camorra: da Calciopoli a quelle sull’emergenza rifiuti a quelle che hanno coinvolto personaggi politici e imprenditori.  “ Tra tutti i saluti, le telefonate e le visite che ho ricevuto quella che mi ha dato molta soddisfazione è stata la visita inattesa di Massimo Ponzellini, amministratore delegato di Impregilo che passando da Napoli ha deciso di venire a salutarmi. Non aveva nulla da chiedermi ma, nonostante l’inchiesta nella quale l’azienda era stata coinvolta, il dottor Ponzellini, si è fatto otto piani a piedi per venire da me”. Poi conclude il magistrato: “Ecco, avere dei riconoscimenti per la correttezza del lavoro svolto è una cosa che riempie di soddisfazione ogni persona”.

Commenti

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Il 17 Dicembre 2011 alle 18:08 zione ha scritto:

Speriamo che i costruttivi propositi, espressi per somma URGENZA (e forse pure colla consapevolezza di riuscire sgraditi a qualche grosso Fellone Giudiziario del vile Giudiciume e al Popolaccio bue) dal Dottor Vietti, dimissionario Guardasigilli, per Ragion di Stato e ora vicepresidente del CSM; e dalla Signora Severino, Ministro della Giustizia alla quale va la solidarietà della Gente per bene che lotta per un mondo migliore, anche contro la Violenza di chi invece di impegnarsi su una Barricata della Libertà, alla luce del giorno e seppure col rischio di un possibile e banditesco Sequestro di Persona, da parte di qualche degenerata e criminale “Autorità” con relativa scomparsa nel nulla per giorni (o anche per sempre … ?) non sa fare altro che minacciare a casaccio da un comodo nascondiglio; ragion per cui auspico che nessuno rompa i molluschi, esasperando ancor di più la gravissima situazione in atto; a cominciare dai mafiosi Giudicioni della terroristica Giudiceria organizzata.

Il 18 Dicembre 2011 alle 22:58 zione ha scritto:

Oggi il Santo Padre e la Signora Severino (Guardasigilli) insieme agli Operatori Penitenziari, ai Volontari e ai Detenuti di Rebibbia hanno aggiunto una sublime e commovente pagina di Umanità al libro Cuore; da Napoli un abbraccio ai Carcerati che soffrono più del dovuto (e spesso, anche da Innocenti), agli Emigranti di ogni dove e una Maledizione ai Legulei del turpe Giudiciume dalle prestigiose e Usurpate Carriere e ai suoi associati Compari e manutengoli vari; i vili Gendarmi, i Falsi scribacchini e gli squallidi Pennivendoli.

La Scelleratezza della Camorra Giudiziaria, dal Processone di Viterbo passò a Napoli per San Enzo Tortora e si trasferì al comando tappa del Valentino, nella Fogna tribunalizia de la bela Turin, ma senza la Piemontesina; col pretestuoso Ludibrio del processo al Socialista (e Meridionale … Mario Longobardi di Orbassano), che fu sommerso dalle sputazzate sulla Legge, fatte da una terroristica banda di Ignoranti, Buffoni e Mafiosi con rubata Toga.

Il 21 Marzo 2012 alle 10:53 marcopagliarino ha scritto:

sti magistrati mi chiedo come fanno a dormire la notte come diceva il principe TOTO’ e noi paghiamo

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