Monti, ora manovra più equa: “Pagheranno i nuovi noti”

Mario Monti durante l'audizione della V° e VI Commissioni della Camera (Ansa/Maurizio Brambatti)

Mario Monti durante l'audizione della V° e VI Commissioni della Camera (Ansa/Maurizio Brambatti)

Via libera nella notte alla manovra economica da parte delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera e questa mattina alle 10 inizia l’esame in Aula. Nei lavori notturni sono stati approvati gli emendamenti del governo e dei relatori ed è stato votato il mandato al relatore a riferire in Aula.
Prima però Mario Monti ha voluto difendere col suo solito aplomb ma con ardore la manovra, “dura ma equa”, anzi, ora più equa dopo i suggerimenti venuti dalla Camera che il governo ha accettato.
Contro chi contesta l’assenza di una patrimoniale esplicita il premier ribadisce che il decreto Salva-Italia ha comunque effetti sulla ricchezza delle famiglie più agiate. “È un luogo comune dire che pagano i soliti noti. Abbiamo invece individuato ‘nuovi noti’”.

In audizione alla Camera, il presidente del Consiglio promuove il lavoro di Montecitorio sul decreto, ringrazia le forze politiche per “le critiche e i suggerimenti” che “ci hanno indotto a migliorarlo e di molto“, e difende la manovra sottolineandone “la natura strutturale degli interventi, l’equilibrio qualitativo dell’azione intrapresa, gli elementi di equità distributiva tra generazioni che abbiamo introdotto pur nel contesto di grave urgenza ed emergenza economica”. E così anche dopo il lavoro del Parlamento, Monti è convinto che “i mercati reagiranno positivamente agli sforzi dell’Italia”.

Il paccone degli emendamenti (Ansa)

Il paccone degli emendamenti (Ansa)

Parlando davanti alla commissione Bilancio e finanze della Camera, però, l’economista non rinuncia a togliersi qualche sassolino replicando con forza a qualche critica, piovutagli durante il dibattito parlamentare, chiarendo di non essersi mai candidato per un governo tecnico.
“Parole sacrosante” ribatte Monti, è vero che non servivono “professori” per fare simile manovra, ma aggiunge: “Vi rivolgete a me come se io avessi voluto un governo dei tecnici. Ma io non l’ho mai voluto, altri lo hanno voluto: non mi sono mai candidato“. E qui arriva l’affondo: “Ma perché non le avete fatte voi queste cose? Perché il sistema politico un po’ incartato in un bipolarismo ad alto tasso di conflitto era paralizzato” dai veti incrociati su pensioni, liberalizzazioni, patrimoniale e Ici.

Il professore lancia anche qualche stilettata al precedente governo sottolineando come l’Italia abbia perso eccessiva sovranità perché “si è messa in una posizione di debolezza rispetto ad altri paesi europei”.
“Se fossi stato nel Governo - ha sottolineato - non sarei stato lieto di vedere un comunicato del Presidente francese che ci diceva cosa dovevamo fare. Non sarei stato lieto di ricevere una lettera firmata dai banchieri centrali”, con riferimento alla missiva inviata nell’estate al vecchio esecutivo dall’allora governatore della Bce, Jean Claude Trichet, e da quello entrante, Mario Draghi.

Il premier ribadisce che c’era “l’estrema urgenza” di varare misure adeguate a fronteggiare la “grave situazione” in cui è venuta a trovarsi l’Italia e si dedica a sfatare i “luoghi comuni” sul decreto, dedicando molto spazio alla mancata patrimoniale.
Un’assenza che non è dovuta ad una posizione pregiudiziale sull’argomento, né - è il messaggio implicito - al veto del Pdl: “A noi che non abbiamo tabù non sarebbe dispiaciuto come c’è in alcuni paesi civili e avanzati quanto il nostro, avere senza drammi un’imposta sui grandi patrimoni”. La decisione è stata presa sulla base di “motivazioni tecniche”, perché servivano “due anni” durante i quali “non avremmo ottenuto gettito immediato ma sarebbero fuggiti capitali”. Ovvero “avremmo abbaiato ma non morso”. E il semplice “annuncio”, pure se “avrebbe fatto piacere a qualcuno” (leggi Pd), avrebbe solo fatto fuggire le ricchezze.

Tuttavia c’è una sorta di patrimoniale implicita: “La tassazione del patrimonio immobiliare, dei beni di lusso, dei conti titoli, dei capitali scudati, producono un effetto sul patrimonio che ci sembra equo e razionale. Non pagheranno i soliti noti”, ribadisce il premier che anzi rivendica: “Riteniamo di aver introdotto, senza drammi, l’imposta patrimoniale fattibile nel nostro Paese in questo momento storico, cosa su cui nessun altro si era per ora avvicinato”. Monti sottolinea poi gli altri interventi di “equità”. In primis, la correzione sulle pensioni, che ora esclude dalla deindicizzazione “gran parte” degli assegni. E poi le misure per la lotta all’evasione: “Contabilizzate zero” ma che produrranno effetti, “elemento di particolare equità nella situazione italiana”. Senza per questo mettere in atto un “fisco repressivo”, perché con la manovra il fisco “diventa amico”.

Commenti

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Il 14 Dicembre 2011 alle 12:09 rightwrong ha scritto:

Ma dove “piu’ equa”. Era una stortura e rimane una stortura, concettuale e loguica. Avevamo bisogno di liberare il mercato, ridurre le spese, modernizzare uno stato elefantiaco ed inefficiente, tagliare il cancro della corruzione e ridimensionare drasticamente l’evasione fiscale, e cosa ci siamo trovati? Tasse e tasse e balzelli e imposte e bolli che ci condurranno dritti dritti sulla strada dell’inflazione e della recessione. L’ultima trovata di sterilizzare il 15% delle pensioni (solo le pensioni mi raccomando) sopra 200K, che fa il paio con l’altro provvedimento berlusconiano di fare lo stesso per il 10% sulla parte sopra 90K (sempre delle pensioni) e’ un vulnus molto grave. E sia ben chiaro lo dico malgrado io non sia toccato, ma e’ un precedente molto pericoloso. Cosi’ come una patrimoniale sulle case all’estero….su che base? Le tasse uno le paga gia’ all’estero. Sono provvedimenti solo demagogici.

Il 14 Dicembre 2011 alle 20:04 Manovra più equa? Forse ora sì, ma le tasse restano troppe – L’INTERVISTA | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] marcia indietro sulle liberalizzazioni. Sono davvero tanti i cambiamenti apportati dal governo alla manovra economica per redistribuire i sacrifici tra i cittadini, su richiesta dei sindacati e delle forze [...]

Il 15 Dicembre 2011 alle 8:32 andradragomiroiu ha scritto:

Component activities of organized crime, have a character secret and well organized, of which case made a social impact very negative, in many states he constituting “cancer perfidious” which weakens the power society, threaten the integrity of government, cause increase taxes which adds the price of goods, endanger safety and jobs of citizens, cause damage businesses are in competition, control by force of moneyunions,finally achieving a strong influence in the sphere of economy, social and especially political.

Romania is a mafia state with not working administration governed by organized crime.

Human trafficking in Romania is a state policy and a modern retail which feed corruption and organized crime. Organized crime is constantly looking for legitimate business that could be used as a cover.
According to data held by the Italian authorities in Roma: 85% of prostitutes in Rome are romanian woman. In Milano: eight of ten prostitutes which practice “job” in Milano are romanian woman including Ioana Visan, Berlusconi’s hooker from Curtea de Arges (Curtea de Arges, pimps factory from Romania, manager: local corrupt police). Behind such companies, actually hiding network specializing in recruitment of girls who end up prostitute.
These companies are used as a mask, to support illegal activities, to wash the money, but also because leaders mobs to be seen as successful entrepreneurs.
Besides these companies, strongly related with them, in the town of Curtea de Arges-Romania exist more mafia groups(indestructible mafia groups because even the police are headed) which with the complicity of local taxi drivers, recruit, transport, and place girls to practice prostitution, girls which later are trafficked external in Italy, Spain, France, Germany, Austria, etc, by prostitution networks from Curtea de Arges.

…in Denmark, Romania is the country with the most prostitutes and according to Europol, Eurojust, The Times, CNN, the first exporter of prostitution in Europe is Romania.

“Traffico di esseri umani, rapine, usura, omicidi. Ricercati in tutta Europa, ma decisi al grande salto: il sequestro di Voghera. La vera storia dei romeni che hanno terrorizzato il Nord Italia…ha 37 anni e almeno tre identità: George Nan è quella vera, riportata nei certificati di nascita del comune di Curtea De Arges, una cittadina a 150 chilometri a nord-ovest di Bucarest, nella provincia di Pitesti” …Francesca Folda,Panorama archivio, sulla mafia in Arges (Romania)

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