Domenico Nania: “Ma quale casta. Un politico serio lavora anche quando sogna”

Domenico Nania, vicepresidente del Senato

Domenico Nania, vicepresidente del Senato

Intervista con  Domenico Nania, vicepresidente del Senato, PdL

Onorevole Nania, quanto guadagna al mese?
Non lo so esattamente, sarà sui cinque mila euro e rotti netti come indennità, ai quali aggiungere i 3 mila euro circa che percepisco come vicepresidente del Senato.

Si è dimenticato la diaria di 3.500 euro netti mensili.
Scusi, ma se lei deve fare un servizio all’esterno non percepisce il rimborso per le spese di trasporto e di permanenza che gli passa il giornale?

Ci sarebbero anche  i 3.690 euro netti che i parlamentari percepiscono per pagare i collaboratori e i segretari.
Li taglino e ci diano collaboratori pagati direttamente dallo Stato. Sarei favorevole, come sarei favorevole alla riduzione del numero dei parlamentari e al taglio dei vitalizi dopo solo cinque anni di attività. A proposito, lo sa lei chi li ha voluta questa norma?

Dica.
Il Partito comunista con l’acquiescienza della Democrazia Cristiana! Hanno voluto i vitalizi, così facevano fare ai loro uomini i parlamentari per un paio legislature e poi gli consentivano di fare i funzionari di partito pagati dallo Stato vita natural durante. Era l’epoca della consociazione Dc-Pci contro cui noi missini ci opponevamo. Era l’epoca dei ladroni di Stato che hanno fatto esplodere il debito pubblico.

Il debito pubblico è cresciuto anche durante la cosiddetta seconda Repubblica.
Non è vero! Il debito pubblico è sceso di due o tre punti da allora.

Onorevole, ma è vero o no che guadagnate più dei parlamentari europei?
I parlamentari del Congresso americano guadagnano 250 mila euro lordi mensili. I francesi percepiscono 80 mila euro per le spese collaboratori, un’enormità in più rispetto a quanto passano a noi  e per di più lavorano solo sei mesi all’anno. Quando fate i calcoli, voi giornalisti fateli bene: come pacchetto competo guadagniamo meno dei nostri colleghi europei.

Quindi lei è soddisfatto della sua retribuzione.
Il parlamentare onesto svolge un’alta funzione pubblica e lavora per il Paese anche quando sogna. È  la passione bruciante che lo anima. La politica, come la intendiamo noi, è sacrificio, non una professione. Ora le chiedo, se lavoriamo 24 ore al giorno le sembra che percepiamo troppo?

Quanta parte della sua giornata è occupata dall’attività di vicepresidente del Senato?
Abbiamo turni di un’ora e tre quarti al giorno che vengono stabiliti dai capigruppo. E poi ci sono le attività di rappresentanza.

Onorevole, mi tolga una curiosità: lei sente che la gente è incavolata nera con i politici?
Certo che lo sento. Ma sono i grandi giornali che indirizzano l’opinione pubblica. I  giornali e le grandi banche che del resto hanno interesse a una politica debole e subalterna.

Per concludere: lei si sente un bramino della casta?
Nient’affatto. La casta esiste laddove esistono interessi privati. Esiste la casta dei medici, dei giornalisti, degli avvocati. Non quella della politica. La politica è una grande funzione pubblica. Il politico che fa politica lo fà per passione sacrificando gli affetti per il bene nazionale.

Commenti

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Il 16 Dicembre 2011 alle 22:20 indigesto ha scritto:

“Il politico che fa politica lo fà per passione sacrificando gli affetti per il bene nazionale.”
Peccato che in una buona parte dei casi si tratta di portatori di interessi altrui non sempre coincidenti col bene nazionale. Le passioni, poi, di norma si pagano di tasca propria!

Il 19 Dicembre 2011 alle 5:16 Notizie e Cronaca : Domenico Nania: “Ma quale casta. Un politico serio lavora anche quando sogna” ha scritto:

[...] Italia Pubblicato: 19 dicembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Notizie e Cronaca [...]

Il 20 Dicembre 2011 alle 14:15 falcone ha scritto:

La maggior parte dei nostri politici sicuramente lavorano, ma purtroppo lavorano poco per gli interessi generali dei cittadini, alcune volte penso che lavorano soltanto per fare i propri interessi,difendendo le persone più privilegiati, i quali oltre ad avere tanta disponibilità economica,sono capaci di eludere il fisco.Ancora una volta la nostra classe politica si è accanita sui più deboli, come pensionati e lavoratori che a stendo arrivare alla fine del mese. Vorrei vedere i nostri politici come farebbero a mandare avanti una famiglia di cinque persone con uno stipendio o con una pensione di 1.200 euro ?

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