Federtaxi, liberalizzare è inutile

Taxi durante uno sciopero (Credits: La Presse)

Taxi durante uno sciopero (Credits: La Presse)

“L’abbiamo scampata perchè se facessero le liberalizzazioni dei taxi non ci sarebbe comunque la possibilità di avere un libero mercato, quindi, forse hanno capito che non ne vale la pena”

A parlare è Gianfranco Bergonzoni, segretario provinciale milanese di Federtaxi, autista in pensione a 650 euro al mese che proprio non ce la fa a considerare la sua categoria come una lobby.

“Se si vuole liberalizzare il mercato per abbassare le tariffe si commette un errore in termini -sbotta Bergonzoni- I tassametri sono piombati. Le tariffe vengono concordate a livello regionale tra associazioni di categoria e assessori locali. Si definiscono in base al costo della vita e alle spese di gestione del mezzo. Faccia conto che lo scatto di partenza del tassametro a Milano è lo stesso dal 2001: si parte da 3 euro con una maggiorazione di 3,10 euro per i notturni e 2,10 euro per i festivi”

Mediamente un tassista di una grande città a conti fatti ogni mese quanto porta a casa di netto?

“Bisogna premettere che i guadagni ultimamento sono calati del 30%. In un’ora mediamente un tassista guadagna circa 15 euro lordi. Poi significa che magari si fa una corsa a Malpensa e se se ne mettono in tasca 100, ma per 3 ore si sta fermi in parcheggio. Detto questo tolte le tasse e le spese di netto sul conto arrivano circa 2000 euro. Bisogna però capire che ci sono dei costi di gestione della macchina alti. Pensi al carburante. Se le tariffe aumentassere in base al costo della benzina ci sarebbero continui rincari, ma così non è. Poi c’è da considerare che il mezzo  si logora e che anche la salute dell’autista va tutelata”

Quanti taxi ci sono in Italia?

“Circa 20.000, ma siamo anche troppi. Il problema è che il numero dei taxi è stato stabilito in base alla richiesta di mezzi nelle ore di punta. Il picco, però, dura 2, 3 ore al massimo; durante il resto della giornata ci sono le file ai parcheggi. Perchè, quindi, aumentare il numero? Per questo dico che dietro alle liberalizzazioni c’è un’operazione politica che punta a far fallire il piccolo lavoratore a favore delle grandi cooperative. Il padroncino che vive 10 ore al giorno sulla sua macchina e che campa grazie alla sua licenza non sarebbe più competitivo di fronte a lobbies di gestione dei mezzi in grado di abbattere il mercato. Il peccato originale che ha creato il distacco tra i cittadini e la categoria è stato commesso nel 1992 quando per legge siamo entrati nella categoria degli artigiani. Prima eravamo considerati “marginali”, al pari dei ciabattini e dei saltimbanco e avevamo meno pressione fiscale. in questo modo potevamo tenere le tariffe più basse. Oggi tra iva (che peraltro noi non recuperiamo) e spese correnti di certo non c’è da diventare ricchi”

Con le licenze come funziona?

“Funziona che sono il nostro capitale. Oggi è tutto bloccato a livello locale. Dopo la concessione delle famose 300 licenze ai tempi dell’amministrazione Albertini non ne sono state più concesse. Le licenze sono, però, vendibili. Se si decide di vendere basta pagare il 23% di tasse e si cede a chi la compra. Io con quello che ho pagato la mia avrei preso un bilocale a Milano. Se la vendessi mi metterei in tasca 150.000 euro che sarebbero la mia liquidazione. Certo che se liberalizzassero e dicessero magari a un giovane tassista 35 enne che la sua licenza -per la quale con ogni probabilità ha aperto un mutuo- non vale più niente non solo si troverebbe con nulla in tasca ma anche senza lavoro. Purtroppo a livello politico valiamo come il due di picche. L’unico potere che ci resta è quello dello sciopero, di metterci di traverso alla città e letteralemnte paralizzarla”

E non è poco….

“No, ma non ci vorrete togliere anche questo…”

Commenti

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Il 3 Febbraio 2012 alle 22:31 E MI CHIEDO PERCHE’ « Hai sentito di Zig? ha scritto:

[...] Italia i taxisti sono circa 20.ooo, mentre i lavoratori immigrati regolari sono oltre due milioni. Eppure perché i primi possono far [...]

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