“L’ira dei cittadini farà cambiare idea al governo dei professori”, dice il segretario della Cisl Funzione pubblica

ANSA/ TONINO DI MARCO

ANSA/ TONINO DI MARCO

Claudia Daconto

“Il governo dei professori non ci vuole ascoltare. Ma sarà l’ira dei cittadini a costringerli a farlo”.
Nel giorno dello sciopero nazionale unitario indetto dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, per chiedere una manovra più equa, il segretario nazionale della Cisl Funzione pubblica, Giovanni Faverin, spiega a Panorama.it perché questa manovra sta facendo infuriare anche il sindacato di Raffaele Bonanni.

Quali saranno gli effetti più pesanti dei tagli della manovra contro cui oggi Cgil, Cisl e Uil sono tornate a protestare insieme?
La conseguenza più grave di questa ultima manovra è che i finanziamenti ai servizi superflui, agli appalti e alle consulenze resteranno inalterati mentre si andrà a tagliare su asili nidi, sicurezza e sanità. Siamo di fronte a un’ulteriore mazzata che ha l’unico scopo di fare cassa attraverso misure che vanno dall’aumento delle tasse sui tabacchi e sui carburanti a quelle sulla casa e che peserà soprattutto sui dipendenti pubblici che sono l’unico comparto senza rinnovo del contratto dal 2009.


Il governo sostiene che la manovra ha salvato l’Italia da una situazione dove erano a rischio i risparmi e le tredicesime; Bonanni che la manovra sembra fatta da suo zio che non ci capisce niente di economia. A chi devono credere cittadini e lavoratori?

Giovanni Faverin

Giovanni Faverin

Per fare cassa ci sono due maniere: far pagare o i sette figli dipendenti pubblici e privati o l’ottavo che magari fa il consulente, ha una barca, tre case di cui almeno un paio intestate all’azienda, non paga l’asilo nido o l’università perché risulta meno possidente, dal punto di vista del reddito, degli altri. Non sbaglia Monti quando dice che bisogna fare cassa, il problema è su chi decidi di intervenire. Non è mai successo che i precedenti ministri dell’Economia, da Beniamino Andreatta in poi, decidessero di caricare tutto il peso su quei sette figli solo perché dell’ottavo non sappiamo quasi niente. È in questo che sta il riferimento di Bonanni allo zio il quale, dovendo organizzare una colletta per la famiglia in difficoltà, avrebbe saputo molto bene dove andare a trovare i soldi.

Qual è la misura meno equa di questa manovra?
Direi quella di fare cassa anche con la previdenza dei lavoratori dipendenti mentre tutela le pensioni di commercianti e artigiani per cui l’Inps versa ogni anno 34 miliardi di euro presi dai contributi dei dipendenti.

Non è giusto che chi la pensione ce l’ha comunque garantita si sacrifichi per le generazioni future che forse non la vedranno mai?
Certo, ma a patto che ci sia equità. Perché mettere una tassazione solo sulle pensioni sopra i 200mila euro che sono un’enormità e che non dovrebbe neanche essere erogate visto che quando uno va in pensione ha le esigenze di qualsiasi altro pensionato che al massimo deve andarsi a fare le analisi del sangue? Perché non cominciare a chiedere un contributo anche a chi prende oggi più di 4mila euro netti al mese in modo da non toccare le pensioni di chi va avanti con la minima evitando, al contempo, di dover allungare la permanenza al lavoro di un dipendente che ha già pagato 40 anni di contributi?

Voi sindacati chiedete che la manovra sia modificata nel corso dell’iter parlamentare. Crede davvero che ci siano ancora spazi?
Le manifestazioni di questi giorni e il blocco del pubblico impiego di tutto il giorno chiedono questo: una modifica, anche per quanto riguarda la riforma previdenziale.

Servirà un’altra manovra?
Le chiederemo noi le altre manovre. Chiederemo maggior trasparenza ad ogni ente pubblico, previdenziale, ad ogni azienda ed ente locale, in modo da poter verificare davvero dove si spendono i soldi, non per servizi, ma per i troppi dirigenti, i troppi consulenti e anche per i troppi politici.

Ci saranno altri scioperi?
Ci saranno sicuramente altre manifestazioni.

Perché la Cisl sta facendo questa opposizione così dura a Monti e non l’ha fatta alle manovre di Tremonti?
Perché il governo precedente aveva sempre ascoltato i dubbi e anche le controproposte che il sindacato aveva fatto fatto. Noi non vogliamo comandare, ma solo contribuire a rendere più eque le manovre. Lo abbiamo sempre fatto e lo avremmo voluto fare anche con i professori. Siccome loro non ci hanno ascoltati, saranno le manifestazioni, gli scioperi, l’ira della gente a tirare fuori la mano nascosta dei politici che hanno buttato il sasso e che si illudono, solo perché non decidono loro sui tagli, di poter prendere ancora voti dopo aver sostenuto, senza coraggio di approfondire, manovre che pesano sulla testa, sulle spalle, sul cuore e quindi sulla fiducia dei cittadini.

Commenti

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Il 19 Dicembre 2011 alle 19:12 ojoblog ha scritto:

http://www.ojoblog.it/2011/12/.....andy-wolf/

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