Ve la ricordate la P4? La mirabolante e immaginifica costruzione dei pm napoletani riassunta in una sigla inquietante: P4. Non c’è voluto molto per capire che non c’entrano né le logge massoniche né i fantomatici piani di sovversione politico-istituzionale. La rete di favori e pressioni, che va sotto il nome di P4, è un pezzo del sistema Italia. Se ancora non vi ricordate, vi rinfresco la memoria con un altro nome: Alfonso Papa, il primo parlamentare nella storia repubblicana ad essere spedito dietro le sbarre per reati non di sangue. Perfino nella legislatura di Tangentopoli il Parlamento respinse 28 richieste di arresto su 28. Il 20 luglio 2011 invece la Camera autorizza l’arresto e Papa si costituisce presso la casa circondariale di Poggioreale.
A Papa, nella prospettazione dell’accusa, vengono ascritti una sfilza di reati, dall’associazione per delinquere alla concussione, dalla rivelazione di atti coperti da segreto all’associazione segreta. A Papa si contestano ricatti e pressioni su alcuni imprenditori in cambio di regalie di vario tipo; nell’eccitazione collettiva vengono sbattute in prima pagina vicende private senza alcuna rilevanza penale. Nell’interrogatorio di garanzia durato nove ore Papa fornisce la sua versione, parla dei rapporti tra i pm di Napoli (Woodcock e Curcio) e ambienti avversi al PDL; in particolare, chiede di verificare particolari dettagliati, che riguardano i rapporti tra Woodcock e l’onorevole Bocchino. Come rivelato da Dagospia, il faccendiere Bisignani viene a conoscenza per la prima volta delle “attenzioni giudiziarie” nei confronti di Papa proprio grazie a Bocchino, l’uomo super informato. Tuttavia, per i pm di Napoli questa pista non desta interesse.
Papa trascorre 101 giorni in galera. La chiamano “custodia cautelare”; si tratta, in realtà, dell’anticipazione di pena, che investe il 42% della popolazione carceraria italiana. La carcerazione preventiva colpisce i detenuti in attesa di giudizio, quelli che, stando alla Costituzione, sarebbero presunti innocenti. La disinvoltura, con cui i magistrati abusano di questo strumento, ci ha procurato i “rimbrotti” europei. Da misura estrema, cui si dovrebbe ricorrere come extrema ratio al fine di tutelare le indagini, il carcere prima del processo si è trasformato in una prassi ordinaria per assicurare la shakespeariana libbra di carne alla folla agognante “giustizia”. Per estorcere confessioni, per spremere il presunto colpevole.
“Qua mi vogliono morto”, dichiara dal carcere Papa denunciando le pressioni cui è sottoposto dai pm affinché renda dichiarazioni su Berlusconi e Lavitola. Lui si rifiuta, perde venti chili e si ammala. Il 31 ottobre gli vengono concessi gli arresti domiciliari presso la casa dei genitori, non può avere contatti con la moglie divenuta nel frattempo coimputata. Il 7 novembre la Corte di Cassazione annulla con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale del Riesame relativamente a sei capi di imputazione. La Corte Suprema, inoltre, dichiara inammissibile la qualificazione dell’associazione per delinquere annullando definitivamente l’ipotesi associativa. La P4 esiste soltanto nella testa dei pm.
Oggi Alfonso Papa è ancora ai domiciliari. Papa, l’onorevole Papa, è costretto ad affrontare il processo in regime di cosiddetta “custodia cautelare”. Quali siano le supposte esigenze cautelari, non è dato sapere; le indagini preliminari si sono chiuse da un pezzo e si sono già tenute ben quattro udienze. Papa è a processo per due episodi di rivelazione di atti coperti da segreto (a beneficio di Bisignani, che nel frattempo ha patteggiato la pena di un anno e sette mesi) e per tre episodi di concussione, il cui valore complessivo del profitto non supera i quindicimila euro, ovvero l’equivalente di poco più di una mensilità dello stipendio da parlamentare, che Papa continua a percepire.
Non appena le motivazioni della Cassazione saranno depositate, Papa potrà chiedere e ottenere la fine del regime detentivo e tornare in libertà. Fino ad allora resta sepolto vivo presso la casa dei genitori. Un parlamentare della Repubblica, cui è impedito da oltre cinque mesi, e al di fuori di ogni esigenza processuale, di espletare il mandato parlamentare, partecipare alle sedute, seguire i lavori in commissione. Una situazione d’illegalità, che “ha rischiato e rischia tuttora di vanificare il dettato costituzionale e di ferire la dignità del Parlamento”, come recita testualmente l’interrogazione depositata dalla deputata radicale Rita Bernardini per denunciare l’esorbitanza della misura cautelare detentiva e sollecitare iniziative governative per una possibile azione disciplinare nei confronti dei magistrati investiti a vario titolo del procedimento nei confronti di Papa.
Il 27 dicembre si terrà una nuova udienza. Papa si presenterà ancora al processo da rinviato a giudizio immediato “custodiale”. E’ tutto normale, vero? Un deputato è intercettato per mesi da parte dei pm di Napoli, che non richiedono alcuna autorizzazione né preventiva né successiva, in aperta violazione della legge del 2003 sulle guarentigie parlamentari. Nessuno batte ciglio, è tutto normale. Woodcock, dopo il primo vero successo della sua carriera (l’incarcerazione di Papa, per l’appunto), ci riprova a distanza di poco con Milanese (che la Lega decide di risparmiare) e poi con Cosentino. Tre deputati e sempre la stessa Procura, quella militante nella lotta senza quartiere contro il “malcostume” politico. Tre birilli da buttare giù o da salvare, a seconda della convenienza. Sullo sfondo l’abuso della custodia cautelare in carcere, una prassi che miete migliaia di vittime tra i comuni mortali, nella schiera dei presunti innocenti; una prassi che, nel caso dei parlamentari, è sempre più palesemente asservita a una logica politica in un’Aula ridotta a luogo del baratto, del mercimonio della libertà personale. Un’arma di pressione e di ricatto, che va semplicemente abolita.
- Martedì 20 Dicembre 2011


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Commenti
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Il 20 Dicembre 2011 alle 22:14 zione ha scritto:
“Minchia, boja fauss; nientemeno che in questa Italia di merda, che una volta era la nostra riconosciuta e ossequiata Patria del Diritto, c’è ancora qualche Grullo o qualche Mona che non sa o non vuole mettersi in testa, che la Costituzione è Cosa Nostra e che spetta soltanto a noi Eletti, fare in modo che venga rispettata in base al nostro porco comodo e ad ogni costo; perciò illustri Colleghi non indugiate a ferrettare e mettere ai topi tutti i Sovversivi e quelli che non lo vogliono capire, questo nostro sano discorso …”; questo è quello che si ripetono meravigliati i balentuosi Compai delle fetentissime paranze del vile Giudiciume; che cavalcano indefessi, imperterriti, indisturbati e con spavalda Albagia lo sgangherato carro della Giustizia.
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http://web.calabriaora.it/cron.....cente.html
Diciassette mesi. Tanti ce ne sono voluti affinché un giudice riconoscesse l’innocenza delle quindici persone assolte con la pronuncia di primo grado, emessa dal gup Tiziana Macrì nella tarda serata di venerdì all’interno dell’aula bunker di Catanzaro all’esito del giudizio con il rito abbreviato a carico di 73 imputati.
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Un professore che si interessa di “Metafisica Pelosa” e infierisce con siffatti e pretestuosi sproloqui, invece di riconoscere i chiari meriti del dottor Minzolini, serio Giornalista e Laborioso Direttore del TG1, lo fa pensare a certi meschini individui che pur scrivendo su un Blog di un giornale (importante ?) fanno solo da portavoce e cassa di risonanza a chi è loro più utile, simpatico o affine mentalmente; senza neanche preoccuparsi di sentire “gli altri” cosa dicono a proposito di squallide denigrazioni di persone, di luoghi e di Istituzioni ed evitando di farli parlare, bloccandone i relativi commenti che inviano e allora fa bene alla salute, leggere ogni tanto una notizia del genere; così impara a comportarsi qualche fedigrafo e compiacente Lacchè.
http://www.sanmarinonotizie.co.....m/?p=30721
Banca di San Marino diffida Roberto Galullo e il Sole 24 ore. — Lo disse Dante, pensando al Giornalume e questo poi lo confermò anche Nerone, che un Ruffiano è peggio di un Bubbone; specie quando si accoppia al Giudiciume.
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Nella sua visita pastorale fatta a Rebibbia, il Santo Padre e la Signora Severino (Ministro Guardasigilli) insieme agli Operatori Penitenziari, ai Volontari e ai Detenuti, hanno aggiunto una sublime e commovente pagina di Umanità al libro Cuore; da Napoli un abbraccio ai Carcerati che soffrono più del dovuto (e spesso, anche da Innocenti), agli Emigranti di ogni dove ed anche ai poveri Barboni, che oltre alla solitudine, alla fame e al gelo della strada subiscono pure aggressioni dai sazi e annoiati Carognoni, i depravati figli di putrefatte Baldacche; mentre una speciale Maledizione va ai loro simili, i Legulei del turpe Giudiciume, dalle prestigiose e Usurpate Carriere e ai suoi associati Compari e manutengoli vari; i vili Gendarmi, i Falsi scribacchini e gli squallidi Pennivendoli.
“L’Europa condanna l’Italia perchè i Magistrati che sbagliano non pagano”
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La Camorra Giudiziaria, simile a bubbonica Peste, dal Processone di Viterbo passò a Napoli per San Enzo Tortora e si diffuse in Piemonte iniziando dalla Fogna tribunalizia di Torino; col pretestuoso Ludibrio del prolifico processo (con altri ad altri e a seguire …) al Socialista (e Meridionale …) Mario Longobardi di Orbassano, che fu sommerso dalle Ciclopiche Sputazzate sulla Legge, fatte da una Terroristica banda di Ignoranti, Buffoni e Mafiosi con rubata Toga; purtroppo, quando non si sono addirittura rivoltati a proprio e sconvolgente danno, trasformando i Galantuomini in Malfattori da parte di Farabutti magistrati Assassini, a nulla sono valsi finora i tentativi delle molte persone Giuste e illuminate (e compreso il Plebiscitario Referendum sulla responsabilità …) che hanno cercato in vari modi di frenare il Vergognoso e Criminale andazzo, di certi Indegni “Giudici” che grazie a Settaria appartenenza, sono riusciti ad assurgere all’apice di ricche, rubate e importanti carriere della Magistratura (e anche della Politica …) e ad onta dell’Umanità, anche ad apparire coltissimi, onestissimi e indispensabilissimi; questo solo grazie all’Omertosa cialtroneria dei loro Compari.
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Speriamo che i buoni e costruttivi propositi dei due massimi Dirigenti della nostra povera Giustizia, finora espressi e ribaditi con forte convinzione (e forse pure con la consapevolezza di riuscire sgraditi a qualche grosso Fellone magistraturale e del popolaccio Bue) dal Dottor Vietti, coscienzioso dimissionario da Ministro della Giustizia, per Ragion di Stato, ora vicepresidente del CSM e dalla Professoressa Severino, Ministro della Giustizia alla quale va anche la sincera Solidarietà della Gente per bene e di chi lotta per un mondo migliore e pure contro la violenza di chi senza impegnarsi (e rischiare anche, come il sottoscritto …) su una Barricata della Libertà, alla luce del giorno e in prima persona, o come fa pure Pannella coi suoi Fioretti, invece minaccia a casaccio e da un comodo nascondiglio.
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Nella triste situazione generale in cui versa la Nazione, bisogna solo auspicare che facciano lavorare in pace questi Giuristi dalle chiare e coraggiose idee, a cominciare da quelli che sono i peggiori nemici del Popolo Italiano, i Giudicioni della Giudiceria organizzata (a fregare i Colleghi e a macellare i poveri Cristi, colla scusa del Terrorismo o della Mafia; di cui invece loro stessi sono i Padri Putativi, quando non Naturali …) e speriamo che questi probi Governanti possano realizzare presto i loro intenti, per cercare di dare almeno un poco di Sollievo alle Vittime Innocenti e ai Perseguitati dall’infame interesse Politico di certe Zecche (Mignatte) di Stato, mai sazie di succhiare il Sangue della povera Gente; finalmente sta arrivando l’ora solenne per porre riparo e fine alle tante Macellazioni Giudiziarie, passate e ancora in atto.
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Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo.
E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.
http://www.moscati.it/Italiano.....sieri.html
Il grande clinico e Medico dei poveri, Benefattore della dolente Umanità e venerato Santo già da vivo, parlava così perché fra i tanti morbi con cui lottava strenuamente nei lazzaretti non si era imbattuto nella Lebbra della Giustizia; perché all’epoca il mortifero GIUDICIUME togato, non si era ancora diffuso come grave Epidemia Sociale e i Magistrati erano persone serie, austere e morigerate, fatta eccezione di qualche sporadico e recondito bacillo isolato; chissà se fosse vissuto ai giorni nostri, quale sarebbe stato il suo severo pensiero in merito all’Agonia in cui si dibatte la pugnalata Temi; vanamente difesa dalla maggioranza silenziosa della Magistratura seria e operosa.
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http://www.arezzopolitica.it/2.....mment-3727
Il 21 Dicembre 2011 alle 13:15 indigesto ha scritto:
Va anche detto, cara Annalisa Chirico, che Alfonso Papa è un ex magistrato, e che, comunque la faccia, fa politica dai banchi del parlamento. Il vero scandalo sta nella politica che continuano, imperterriti, a fare i magistrati, dai banchi delle procure e dalle aule di giustizia. E’ da pensare che da tutto questo abbia molto a che vedere con i lati oscuri della vicenda Papa.
Il 21 Dicembre 2011 alle 21:01 Il Tribunale di Roma revoca i domiciliari ad Alfonso Papa. Ecco l’ordinanza – ESCLUSIVO | Vivi Capena ha scritto:
[...] Alfonso Papa deve tornare in libertà. Noi nella stessa giornata siamo tornati su questo caso (clicca qui e leggi), abbiamo voluto darvene tutti i dettagli. Come puoi leggere dal documento ufficiale, il gip [...]
Il 7 Marzo 2012 alle 0:02 zione ha scritto:
O pesc fet r’a cap (il pesce puzza dalla testa …), come saggiamente diceva Masaniello; ciò riporta alla mente certi osannati e “Coltissimi Italiani” che da bravi Legulei trafficoni, sono Onnipresenti a tutte le riunioni delle varie Comunità: Parrocchiali, Montane, Politiche, Sindacali, Condominiali … dove si agitano tanto per farsi notare, ricordare e per farsi presentare (a … e, da … ) e sono pure indefessi Scribacchini che parlano più dei Pennivendoli e abbondando di Cazzimma Raffinata, perchè quando decidono di mettersi all’ingrassso (maggiore …) scendono in Politica e sfruttano questa artefatta notorietà acquisita, a spese dei Grulli, dei Pirla e dei Mona; questi superbi usurpatori, questi Mariuoli Giudiziari, che al loro apparire, boja fauss (min-chia) pretendono e s’ingrugniscono assai se non vedono il pronto scappellamento con inchino; evidentemente essi ignorano (o fingono, da valenti CIALTRONACCI …) di non sapere che il Rispetto è una medaglia d’Onore per i Galantuomini, che si guadagna solo dando il buon esempio sul campo di battaglia della vita di tutti i giorni, colla Rettitudine e colla Morigeratezza; questa fine riverenza, gradirebbero gli impuri Lader del GIUDICIUME “Piemonteis”, che rubando l’Onore a chi possedeva solo quello, mortificando il Lavoro e la Dignità di volenterosi Avvocati, carpendo il Merito e la Carriera di Onesti Magistrati, colla criminale Complicità di ignobili “Funzionari” e di feroci Sgherri, dalla Fogna di Torino, in breve salirono all’Olimpo dell’umana Scelleratezza dei Cornacopia.
—
Governo, in nome del Cielo, della Pace e dei Derelitti, cerca di fare in fretta con questa benedetta Riforma della Giustizia, prima che i Sovversivi portano a buon fine il loro ALTO TRADIMENTO a danno del Popolo Italiano e prendi nota che un povero Proletario, ricorda sempre (come fa da allora e tutti i giorni …) i famigerati Felloni della vile Giudiceria associata che con grande, irrefrenabile e illegale Libidine di Potere, spiccò il volo dalla Fogna dei grossi Ratti del fu Tribunale di Torino e dando un fracco di legnate sul groppone a tanti Poveri Cristi, carpì grandi Allori, da insigne Giurista; tali da far invidia ai più illuminati Giureconsulti di tutti i tempi, se non fosse per il fatto che tale effimera Gloria deriva loro da subdoli Intrallazzi (infra nos …) e da subornazioni di Testimoni, minacce, estorsioni, coartazione e interpretazioni con Calunnie di comodo a danno e in primis di gente Innocente del Popolino, poi pure Sequestrata (nel mistero … e con ignominiosa Complicità di scornacchiati Sbirri e infingardi Gendarmi) e sbattuta Illegalmente in Galera al solo scopo di soddisfare i reconditi e turpi interessi della propria Banda di appartenenza, di questa masnada di Malfattori che prese l’abbrivio dalla pretestuosa Scemenza su cui fu montato il caso di Mario Longobardi, operaio Socialista (e Meridionale …) di Orbassano, prima Vittima delle accaldate e (divenute poi, anche) deleterie Femministe del Pinerolese, in simbiosi (o in combutta?) con quelle megere che ben fungevano da sopramobili, in una squallida Corte di Buffoni.
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Boja fauss, PICIU …; così come urlava spaventosamente nelle orecchie, con un terribile grido l’Urs (Orso Bruno, fondatore e anima del Circolo Operaio di None, il Compagno Bruno Redoglia) sbaragliando subito quei lesti Coniglioni della “Fabbrica”; ma mi sai nen, me car Sumà; ma cuma l’è, cuma l’è sta storia; mica per caso, avete ancora paura del Moloc, o forse peggio, siete dei Crumiri nella Sacra Lotta? Domando, perché non mi sembra di avervi mai visto così Incazzati col Bubbone della CAMORRA Giudiziaria, che congiura contro la nostra Giustizia crinass, che avvelena il Paese e fa irreparabili, mostruosi e Mortiferi danni, così come invece si evince e straripa il vostro entusiastico zelo contro l’operoso Stato, che si nota perfino nei luoghi dei santi Monaci della Madonna Nera (non quella di Oropa, ma quella Meridionale del monte Partenio) il disdicevole fatto che vi agitate troppo per quel bel Trenino, che tanto serve a tutti per il Progresso della Nazione; pertanto e specie i Gagni, farebbero bene a documentarsi un poco in merito ai CAROGNONI; cerea nèh. http://urladalsilenzio.wordpre.....mment-5700
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Caro Ingroia, contro la mafia ho fatto più io di voi giudici; di Vittorio Sgarbi. L’ex sindaco di Salemi scrive al procuratore aggiunto di Palermo che lo aveva attaccato: “Mi vergogno del pensiero che lei esprime contro l’Italia”. http://www.ilgiornale.it/inter.....comments=1
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La MAFIA, sono quelli sciagurati Giudicioni del Giudiciume organizzato, che per il loro fuorilegge Prurito di Corna dovuto alla Politica, hanno distrutto tanti poveri Cristi (e le loro sfortunate Famiglie …) e dove brilla anche un Eccellentissimo Suino “dell’Antimafia”, a suo tempo graziato e beneficiato dai suoi degni e miserabili Compari della grande Cloaca di Torino (certi noti, Chiarissimi ed Eccelsi Pagliacci, fra l’altro …); per le Grandi Infamie perpetrate questo celebre Guitto, fu anche e pubblicamente conclamato in Aula d’Udienza, EMERITO IGNORANTE; tale vergognoso Titolo di Merito, evidentemente deve essere molto gradito nell’Ambiente dei luridi Vermi, perchè gli aprì subito la grande strada nelle tristi Confraternite dei famigerati Briganti Tribunalizi, oltre al fatto che (e per quanto sia finora poco noto e solo “infra nos” …) è pure un Infame SEQUESTRATORE di persone ed ha ostacolato, Usurpato e distrutto (e sempre fra le altre Nefandezze …) anche Carriere di laboriosi e Coscienziosi Magistrati, per favorire i suoi disonesti e infingardi Picciuotti.
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Questi riveriti padri putativi della Legge, sono gli Scellerati Padri Naturali del TERRORISMO, che turpemente offendono Dio e vilipendiano il Popolo; sono loro la Mafia, che disinvoltamente dicono di combattere, ma nel cui Truogolo, senza ritegno e ignobilmente razzolano e si ingrassano, Congiurano e Assassinano gli Onesti; ai quali questi vili e Infingardi CIALTRONI non sono neanche degni di lustrare le scarpe; l’Antimafia (e non solo, purtroppo …) è mortalmente Inquinata da questo miserabile capo Brigante di Cosa Nostra, degenerata Setta degli Impestatori dei tribunali Politici (et similia …) che con Criminali Sgherri al seguito compiono inenarrabili Empietà; pertanto il Governo ha il sacro Dovere, per la Civiltà offesa e in nome dell’oltraggiata Giustizia, di estirpare immantinente queste Tenie e cauterizzare questa LEBBRA Giudiziaria che infetta le Istituzioni e rischia di farci precipitare Tutti nel baratro della Follia collettiva che viene alimentata dalla malafede e dalle prevaricazioni di questi Farabutti Felloni e dalle loro continue Crocifissioni di Innocenti; e questo per Naturale e Legittima reazione, si trasforma in Odio mortale di riporto, da cui può nascere solo la più feroce Barbarie.
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