- Tags: consumi, crisi, Natale, saldi
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Il segnale più preoccupante arrivato dal primo Natale dell’era Monti? Il crollo della spesa alimentare. Se gli italiani si rassegnano a fare delle rinunce anche a tavola proprio in questi giorni, allora è davvero crisi. E se c’è di buono che ingozzarsi di meno aiuta il colesterolo, risparmiare sui regali salva la tredicesima e limitare le luminarie contiene la bolletta elettrica, è pur vero che i commercianti sono disperati e i consumatori piangono miseria. Panorama.it li ha messi a confronto.
Quanti sono i milioni di euro spesi in meno quest’anno e quale è stata la flessione rispetto al 2010?
ROSARIO TREFILETTI (Presidente FEDERCONSUMATORI)
“Rispetto alle previsioni è stato speso quasi mezzo miliardo di euro in meno. Molto peggio delle aspettative. Seondo i nostri studi avremmo dovuto registrare un ribasso del 7%, invece abbiamo sfiorato il 20% in meno”.
GIAMPIERA PETRUCCIANI (Dirigente CONFESERCENTI)
“Solo per quanto riguarda il menù, gli italiani hanno speso 542 milioni di euro in meno, con una flessione del 19% rispetto all’anno precedente. Siamo passati dai 109 euro spesi da ciascuna famiglia per il cenone, a 88″.
Quale è stata la spesa media per famiglia sommando consumi alimentari e regali e chi è che ha tirato di più la cinghia?
TREFILETTI
“Essendo stata la spesa totale pari a 4 miliardi, diviso per 24 milioni di famiglie, fa esattamente 166 euro a famiglia. Chi ha dovuto fare più rinunce è chi ha un reddito fisso, i pensionati, i lavoratori, i cassaintegrati, i licenziati. Mentre è chiaro ed evidente che il 10% delle famiglie italiane che detiene il 50% del patrimonio a Courmayeur c’è andato lo stesso”.
PETRUCCIANI
“Due italiani su tre - il 64% - hanno speso meno, il 22% addirittura la metà. Come cifra siamo intorno ai 120 euro a famiglia”.
Su cosa si è risparmiato e cosa invece ha tenuto?
TREFILETTI
“Si è speso di meno nei settori dell’abbigliamento mentre c’è stato un tracollo vero e proprio negli arredi per la casa ed elettrodomestici. Anche il cibo, per la prima volta, è sceso. L’agroalimentare è sotto dell’1,5-2%. Noi no, ma Coldiretti parla di un vero e proprio tracollo. I settori che hanno galleggiato sono l’editoria, grazie alle promozioni, e l’elettronica di consumo, soprattutto Smartphone. Ma parliamo di galleggiamento”.
PETRUCCIANI
“Hanno tenuto i regali di genere alimentare - quasi l’83% degli italiani ha scelto di regalare cibo - mentre per i più giovani resta allettante la tecnologia. E’ corllata invece la spesa solidale ed ecologica che negli anni passati era molto cresciuta. Anche il consumo alimentare a km 0 sta risentendo molto della crisi. Hanno retto i piccoli negozi - che hanno perso intorno al 3% - mentre ai grandi centri commerciali è andata senz’altro peggio - circa l’8% in meno - mentre è in ascesa il mercatino natalizio dove la gente acquista il piccolo regalo, il pensierino a poco prezzo”.
Gli italiani hanno limitato i consumi solo per motivi economici o hanno agito anche fattori psicologici?
TREFILETTI
“Come sempre esiste una questione vera e propria di reddito e di capacità di spesa delle famiglie. Ma questa volta c’è qualcosa in più: la consapevolezza di una fase di cui ancora non si intravede la luce alla fine del tunnel. I due fattori sono abbinati”.
PETRUCCIANI
“Senz’altro la voce tasse e tariffe ha pesato moltissimo. I prezzi sono già cresciuti con l’aumento dell’Iva e le accise sulla benzina e dopo una fase stagnante, per il quarto trimestre si attende una vera e propria contrazione dei consumi. Ma i due aspetti sono assolutamente collegati. In economia si sa che le prospettive e le attese pesano di più delle condizioni reali. Se ci si approccia al futuro pensando che sarà all’insegna dei sacrifici questo comporterà una riduzione della spesa anche maggiore di quando poi la crisi si concretizzerà”.
Che previsioni ci sono per i prossimi saldi e cosa ne pensate di quelli all’americana già scattati il 26?
TREFILETTI
“I saldi saranno una tragedia. Noi abbiamo chiesto già dal 1 dicembre di fare proprio come si fa nei paesi anglosassoni e cioè liberalizzarli. Questo non è stato fatto, mentre si è dato il via libera a una sorta di concorrenza sleale basata sulle promozioni e che sta causando solo tanta confusione”.
PETRUCCIANI
“E’ vero che i saldi partiranno dal 5 gennaio, ma in molti negozi già ci sono offerte e promozioni e quello che si nota è uno scarsissimo slancio da parte degli acquirenti. Il consumatore non si è lasciato andare nemmeno dove sono presenti delle condizioni più vantaggiose, per cui anche l’anticipo dei saldi è probabile che non serva a molto”.
- Martedì 27 Dicembre 2011

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