Damiano: “Quello di Monti non è il governo del Pd. Ora vogliamo più equità”

Cesare Damiano, Pd

Cesare Damiano, Pd

Intervista all’On. Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro del secondo governo Prodi

Onorevole Damiano, ha ascoltato la conferenza stampa di Monti?
Tutto, dalla prima all’ultima parola.

Che giudizio ne dà?
Nessuna sorpresa. Il discorso non poteva entrare nei dettagli. Del resto il modus operandi del presidente del Consiglio è misurato: sono i ministri a entrare nel merito dei problemi.

Se dovesse fare un titolo al discorso di Monti?
Il messaggio fondamentale è che l’Europa si aspetta da noi non una nuova manovra, ma provvedimenti per la crescita entro la fine di gennaio. C’è poi una disponibilità positiva alla concertazione sulla riforma del mercato del lavoro con le parti sociali. È un fatto positivo: sulle pensioni non è stato così.

Il premier è disponibile a cambiare idea?
Monti ha detto una cosa importante durante la sua conferenza stampa. Cioé che si rende conto degli effetti prodotti dalla riforma delle pensioni. Ha parlato espressamente di lavoratori che rimangono senza lavoro e senza pensione. E ha detto che su queste criticità interverranno. È stato un passaggio importante su cui abbiamo lavorato noi del Pd.

Lo chiedo all’ex sindacalista e all’uomo di sinistra Cesare Damiano. Quello di Monti è il governo della borghesia?
Quello di Monti è un governo di emergenza nato con un obiettivo: rimettere i conti in ordine e far ripartire la crescita. Del resto, la politica deve riconoscerlo, ha fallito. Non oggi, ma in questi ultimi trent’anni che hanno lasciato il campo libero alla speculazione finanziaria. Trent’anni di liberismo, del resto, hanno lasciato il segno.

Il Pd non rischia di pagare un prezzo troppo alto per il sostegno a Monti?
Questo non è il governo del Pd, è un governo trasversale. Il nostro atteggiamento deve essere disturbare il manovratore senza mettere in discussione il tracciato.

Che cosa correggerebbe delle misure fin qui adottate dall’esecutivo?
Sulle pensioni non ho nascosto le mie perplessità. Ma in commissione lavoro sono riuscito, insieme a Giuliano Cazzola del PdL e al Terzo Polo, a votare un parere rafforzato per introdurre l’indicizzazione delle pensioni fino a tre volte il minimo. Abbiamo chiesto maggior protezione a chi ha perso il lavoro e qualche risultato lo si è visto, anche se non sufficiente. Nel merito dei provvedimenti insomma, non senza aspre discussioni, si possono anche formare alleanze trasversali e si possono ottenere miglioramenti.

Riforma del mercato del mercato. Chi tocca l’articolo 18 non ha molta fortuna nel nostro Paese.
Sono contento che il ministro Fornero abbia fatto un passo indietro su questo tema che nulla ha a che vedere con la crescita Quanto al mercato del lavoro, siamo disponibili con le nostre proposte. Anzi: lavoriamo perché siano fatte proprie dall’esecutivo. Faremo proposte sullo sfoltimento delle varie tipologie di lavoro precario, siamo favorevoli alla riduzione dell’Irap associata ad assunzioni di donne e giovani già introdotta dal governo. Ma vogliamo estenderla anche all’assunzione a tempo indeterminato di quelli che perdono il lavoro dopo i 50 anni. Stiamo a vedere.

Onorevole Damiano, che voto dà alle prime mosse del governo Monti?
La prima fase ha avuto un eccesso di rigore e un difetto di crescità ed equità. Mi aspetto ora che questa seconda fase sia improntata allo sviluppo.

Che giudizio dà dei singoli ministri del governo?
Non dò pagelle, non le ho mai amate. Con il ministro Fornero, c’è una frequentazione quarantennale, ci stimiamo. Ero suo vicino di banco alle superiori a Torino. Ma lei è liberale e io laburista. E alla fine ha preso soluzioni più drastiche di quelle che avrei preso io.

Fase uno dei sacrifici e fase due della crescita. Lo sentiamo ripetere dai tempi del referendum sulla scala mobile, ma alla fine la fase due non arriva mai.
In effetti. Ho fatto sindacato per trent’anni. Anche nella contrattazione, la fase uno era quella del dare e la fase due era quella dell’avere. Solo che quella non arrivava mai. La verità è che fase uno e fase due è un’invenzione di voi giornalisti. Monti ha detto chiaramente che rigore, crescità ed equità sono un continum.

Senta, dopo anni di opposizione, state ricominciando a fare politica?
Prima eravamo all’opposizione e tutto quello che proponevamo veniva respinto. Eravamo in una situazione di impotenza. Ora siamo a un livello di pari dignità con la vecchia maggioranza. E a volte si possono formare accordi e convergenze come è capitato in commissione lavoro. Le chiedo: sarebbe stato possibile prima che io e Cazzola firmassimo un parere comune sull’indicizzazione delle pensioni medio-basse prendendo le risorse dai capitali scudati e dalle pensioni più alte?

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