
Il manager dei Vip Lele Mora, in carcere (preventivo) da 6 mesi (Credits: Manuele Mangiarotti/Lapresse)

“Paese che vai, zoccola che trovi”. “Ho due processi e vado a entrambi, come a due casinò vicini”. Il guru dei vip amava rilasciare dichiarazioni come queste, meglio se davanti all’obiettivo di una telecamera. Giocava abilmente con quel personaggio, che a un certo punto ha preso il sopravvento sui personaggi del suo circo. Lele Mora, l’agente dei vip, era diventato il vip. Era.
Oggi Lele Mora è in carcere, dal 20 giugno per bancarotta fraudolenta. Non sta scontando una sentenza di condanna, badate bene. E’ in custodia cautelare, ovvero carcere preventivo. Può starvi più o meno simpatico, e vi confesso che io non ho mai avuto un debole per lui. Lo trovavo stucchevolmente untuoso, pacchianamente istrionico.
La categoria nobile del trasgressivo degradata a trash patetico, la mistica del baccanale finalizzata alla propiziazione di personaggi spenti, senza personalità, condannati all’anonimato indipendentemente dall’estemporanea notorietà. Lele Mora è un soggetto in attesa di giudizio. Parlare di lui significa parlare dell’ordinaria ingiustizia, che colpisce il 42% della popolazione carceraria italiana. La galera come extrema ratio, come misura sommamente afflittiva e totalizzante da imporre soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata, è diventata prassi quotidiana di tortura. L’anticipazione di pena nei confronti di un presunto innocente, di questo si tratta, dal momento che, in base alla Costituzione, ognuno è da considerarsi non colpevole fino a sentenza definitiva.
Lele Mora ha patteggiato una pena di 4 anni e 3 mesi per bancarotta fraudolenta; la sentenza tuttavia non è esecutiva perché pende un ricorso in Cassazione. In condizioni fisiche assai gravi Mora sconta “quintali di carcere preventivo”, e noi abbiamo smesso di chiederci il perché. Il presunto pericolo di fuga può essere neutralizzato mediante il ricorso a misure meno afflittive, come gli arresti domiciliari. Quanto all’inquinamento probatorio, va detto che è trascorso un anno, addirittura un anno, tra il fallimento della LM Management e gli arresti. Inoltre, è a dir poco stravagante che il giudice ravvisi questa esigenza cautelare dopo aver accolto la richiesta di patteggiamento sulla base di un fascicolo, in cui la prova si presume già cristallizzata.
Mora ha dato il consenso alla rogatoria sui conti svizzeri, sono stati passati al setaccio i conti correnti esteri e il tesoretto ipotizzato dai pm non esiste. Esiste un uomo, che si autodefinisce “vizioso spendaccione”, che di soldi ne ha dissipati tanti, i soldi che si è guadagnato creando dal nulla l’Impero dei vip, lui che era nato da una famiglia di contadini, capace di lavorare venti ore al giorno.
Il crollo dell’Impero arriva con Vallettopoli, l’inchiesta-show lanciata da Woodcock anche ribattezzato “Woodflop”. Mora viene prosciolto in udienza preliminare e il pm Frank di Maio non presenta neppure ricorso. I contraccolpi della vicenda giudiziaria però sono durissimi: i ricavi annui della LM Management passano da diciotto milioni a poco più di tre milioni di euro. Il gioiellino imprenditoriale di Mora annaspa, e la causa è un errore giudiziario di nome Vallettopoli. Mora si ostina a tenere in piedi la baracca, e indubbiamente commette degli sbagli. Il mercato è cambiato, il business delle serate in discoteca non rende più, i budget televisivi sono stati ridotti, e in questo quadro il pigmalione prova a tenere in vita una struttura sovradimensionata. La barca cola a picco, il capitano resta al timone.
La decisione del Tribunale del Riesame sull’ennesima istanza di scarcerazione sarebbe dovuta arrivare il 21 dicembre. Da quanto si apprende, le “vacanze” di due dei tre giudici del collegio hanno determinato il rinvio. I giorni passano e Lele Mora, il cittadino Lele Mora, resta un sepolto vivo con 35 chili in meno e una depressione nera. E’ “intontito”, a detta dei figli che gli fanno visita. “Non ce la faccio più”, la frase che ripete.
A qualcuno potrà apparire come la punizione divina contro l’uomo del peccato esibito, ostentato, urlato. Repubblica ha coniato il termine “lelemosina” dopo la richiesta di aiuto inviata agli amici più stretti. Qua e là qualche fine commentatore ammonisce che bisognerebbe occuparsi dei “poveri cristi” e non di uno abituato a girare in Bentley e in aereo privato. Forse ai visini eterei sfugge che in carcere siamo tutti poveri cristi e che lo stato di diritto non funziona a intermittenza né per categorie, è uno solo per tutti, peccatori e santi, madonne e puttane. Questo sì che è trash, la spazzatura nauseabonda di chi confonde peccato e reato, di chi in nome di una presunta superiorità morale brandisce l’ (in)giustizia come un’arma per sanzionare il moralmente deprecabile. Forse i visini eterei disdegnano il botulino e una certa “modaiolità”, per carità. Ma nella spazzatura si confondono.
- Giovedì 29 Dicembre 2011
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Commenti
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Il 29 Dicembre 2011 alle 20:26 zione ha scritto:
Auguri di buon Anno, a TUTTE le persone Oneste, incluso i vecchi Sumà delle Lotte in Piemonte, i Forestieri e i Carcerati per abuso, subìto da qualche Giudicione; raccomando di fare attenzione e di evitare la Paranza dei Cornacopia (quelli del Giudiciume Politico); ma ricordo anche la povera Gente che vive al FREDDO o peggio ancora, in mezzo alla strada, dove vi sono pure tanti Amici a quattro zampe.
Inoltre auspico che il Dottor Palma (Guardasigilli in attesa), il Dottor Vietti, Vicepresidente del CSM e la Signora Severino, Ministro della Giustizia, possano realizzare i loro costruttivi propositi di Civiltà, al fine di Riformare questa Giustizia Infame e senza avere rotture di marroni da parte di chicchessia; a cominciare dalla vile Giudiceria (quella organizzata e con turpi scagnozzi al seguito) od anche da parte di chi, forse perché inesperto della Vita, confondendo la cacca colla cioccolata, fornirebbe il vile PRETESTO a qualche Carognone giudiziario, di uscire dal seminato …
Il 29 Dicembre 2011 alle 22:01 Mora e la spazzatura del carcere preventivo | Editori Online ha scritto:
[...] more: Mora e la spazzatura del carcere preventivo Posted in Stampa Tagged annalisa chirico, apertura#1, carcere, giudice-ravvisi, lele-mora, [...]
Il 31 Dicembre 2011 alle 10:27 cini ha scritto:
Premetto che Lele Mora non mi è mai stato minimamente simpatico anzi tutto l’opposto. Lele Mora sta scontando una pena carceraria a tempo indeterminato senza un processo e una condanna.
Una forma di “giustizia” sconosciuta e forse unica nel mondo civile tra i paesi democratici.
Rimango allibito e allo stesso tempo spaventato in quanto questa ingiustizia potrebbe essere applicata in qualsiasi momento su ognuno di noi.
Spero che al più presto intervenga la corte internazionale dei diritti umani per mettere fine una volta per tutte a una tale palese inaccettabile e frequente ingiustizia italiana nei confronti di troppi cittadini.
Il 2 Gennaio 2012 alle 0:19 cini ha scritto:
Dov’è la civiltà nel nostro Paese con sessantasei ( 66 ) internati che si sono suicidati solo nel 2011 per le inumane condizioni di un duplice sovraffollamento da quarto mondo alle quali sono soggetti e che include gente ancora non processata, condannata e forse innocente.
Si tratta di una vera e propria indecenza a livello mondiale per la quale spero che al più presto venga portata all’attenzione delle autoritá internazionali per i diritti umani, dato che le nostre preferiscono e continuano ad ignorarla.
UNA VERGOGNA INAUDIBILE, INACCETTABILE E IMBARAZZANTE!!.
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