Casta, gli stipendi d’oro sono quelli dei politici italiani

I Parlamentari italiani sono i più pagati d'Europa (credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

I Parlamentari italiani sono i più pagati d'Europa (credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

TUTTO SUI PRIVILEGI DELLA CASTA

Il sospetto c’era, i dati già pubblicati da Panorama lo confermavano, ma ora arriva il sigillo dell’ufficialità con le tabelle messe on-line sul sito del Ministero della Funzione Pubblica con i risultati del lavoro della Commissione Giovannini: deputati e senatori italiani sono i più pagati d’Europa: 16.000 euro lordi al mese, circa il 60% in più degli omologhi degli altri Stati.

Ecco quanto guadagnano i parlamentari dei principali Paesi del vecchio continente:

FRANCIA: 13.500 euro

GERMANIA: 12.600 euro

OLANDA: 10.000 euro

BELGIO: 9.200 euro

AUSTRIA: 8.650 euro

SPAGNA: 4.630 euro

Ci sono voluti mesi per mettere nero su bianco l’evidente privilegio di cui gode la casta del nostro martoriato Paese, ma ora che i dati ci sono le conclusioni tratte dalla Commissione presieduta dal presidente Istat Enrico Giovannini sono disarmanti: in pratica non servono a nulla.

L'indennità parlamentare di un deputato

L'indennità parlamentare di un deputato

“La Commissione - si legge nel rapporto - considera i dati contenuti del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge”. La “legge” alla quale si riferisce il testo è quell’articolo del decreto di luglio voluto dall’allora Ministro Giulio Tremonti che chiedeva alla casta di adeguare le proprie retribuzioni alla media europea: da qui era nata la necessità di dar luogo alla Commissione con il preciso scopo di capire chi guadagna quanto per parametrare gli stipendi degli italiani.

Un procedimento che parrebbe semplice nella sua evidenza, ma che, a quanto sembra, ha creato non poche insidie alle eminenze grigie guidate da Giovannini. Scrive la Commissione: la norma in esame presenta “aspetti di ambiguità e talvolta di contradditorietà”.

È stato difficile capire cosa considerare “trattamento economico omnicomprensivo” e in che modo valutare organismi omologhi a quelli italiani in Europa dato che da noi ci sono istituzioni assenti altrove e viceversa. Vexata questio, inoltre, qualla del compenso lordo: l’aggravio fiscale varia da Nazione a Nazione, dunque come capire se al lordo esoso corrisponde un netto altrettanto spropositato?

Insomma questioni di lana merina che hanno tolto il sonno agli studiosi chiamati dal governo a trarre le conclusioni entro la fine dell’anno, nessuna proroga come richiesto, invece, da Giovannini.

Il 31 dicembre è arrivata la resa: “Di fatto - si legge - è stato chiesto alla Commissione di condurre in pochi mesi lo studio degli assetti istituzionali e organizzativi di sei Paesi più l’Italia con un dettaglio mai realizzato in letteratura e visto l’utilizzo a fini legali dei risultati con l’esigenza di raccogliere dati di elevata qualità (…) la Commissione non è in condizione di effettuare il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l’accuratezza richiesta dalla normativa”.

Tradotto in soldoni significa che neanche questa volta verranno toccati i privilegi della classe politica nostrana. Per far qualcosa bisogna cambiare la norma di luglio complessa e farraginosa a detta dei tecnici dell’Istat e, dunque, di difficile comprensione. Bisogna, però, farlo presto perchè il 31 marzo scade il mandato della Commissione Giovannini e c’è il rischio concreto di aver buttato via tempo e soldi in un lavoro del tutto inutile.

Commenti

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Il 3 Gennaio 2012 alle 13:05 indigesto ha scritto:

Non è tanto questione di paghe quanto di numeri. Il numero dei politici va quantomeno dimezzato nel nostro Paese, e a tutti i livelli. E’ sperabile che operando in tal modo diminuisca anche la corruzione, di cui molti politici sono portatori. La corruzione è la parte sommersa dei costi della politica ed il “consenso” dato a troppi ne è il principale artefice.

Il 3 Gennaio 2012 alle 16:06 nhico ha scritto:

Nel solco della tradizione, la disparità viene perpetuata. La commissione Giovannini alza le mani e si arrende. Poveretti, erano tutti sudaticci e mosci per il grande sforzo di trovare la giusta ” definizione del concetto di retribuzione”. Sarebbe bastato equiparare il loro metodo di calcolo al metodo di calcolo dei lavoratori e pensionati dello Stivale e tutto sarebbe stato risolto in quattro e quattr’otto. Invece, no. Loro non sono uguali ai loro elettori. Loro sono gli onorevoli e i senatori del Parlamento italiano! I famosissimi “lei non sa chi sono io!”. I nullafacenti più pagati del globo terraqueo. E così l’equità, non quella promessa da Monti e poi, in corso d’opera, trasformata, con un abile gioco delle tre carte, in ancor meno equità, ma quella scritta nella Carta Costituzionale, viene ancora disattesa.

Il 4 Gennaio 2012 alle 13:43 Altro che 5.000 euro, le buste paga dei parlamentari arrivate a Panorama.it lo dimostrano | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] sa è tutta una questione di punti di vista. E allora può succedere che se i dati elaborati dalla Commissione Giovannini hanno confermato quello che già tutti sapevano e cioè che i politici italiani sono i più pagati [...]

Il 4 Gennaio 2012 alle 13:44 Altro che 5.000 euro, le buste paga dei parlamentari arrivate a Panorama.it lo dimostrano | Vivi Capena ha scritto:

[...] sa è tutta una questione di punti di vista. E allora può succedere che se i dati elaborati dalla Commissione Giovannini hanno confermato quello che già tutti sapevano e cioè che i politici italiani sono i più pagati [...]

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