A Torpignattara arriva la solidarietà dei social network

(Credits:  ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)

(Credits: ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)

Rabbia, sgomento, paura, ma anche tanta solidarietà. La notizia di una bambina cinese di 6 mesi uccisa in braccio al padre per 5mila euro spezza il fiato in gola. E’ veloce a correre on-line l’orrore della cronaca e altrettanto velocemente il web organizza la propria rete di alleanza intorno al cuore bruciato della città. Su Twitter #torpignattara conta decine di tweet, facebook apre pagine a accoglie like.

“La vita di due persone vale davvero 5.000 euro”, cinguetta qualcuno; #romaviolenta decreta un altro, “silenzio per le vittime” chiede un terzo. Ma di stare zitto il web non ha proprio voglia. Su facebook vengono aperte pagine di solidarietà “amici di Torpignattara” e gli iscritti crescono di ora in ora. Viene proposta una fiaccolata e in decine aderiscono: partenza da Piazza della Marranella, martedì prossimo alle 17.00; non può passare sotto silenzio una vicenda così brutta, non lasciamo quella povera madre da sola è come se chiedesse in coro il popolo dei social.

Sono cinesi, sono abitanti della zona, sono nostra gente, sono vittime di  una città che sfugge al controllo si se stessa. E’ questa la sensazione che domina tra chi oggi è stato davanti al pc. Nel mirino è finito soprattutto il sindaco Alemanno “colpevole” di essere a Cortina in vacanza e di aver mandato il suo vice a incontrare l’unica superstite alla carneficina, la mamma della bimba, e la moglie dell’uomo: “Alemanno ci aveva assicurato una città sicura e invece guardate come siamo finiti, se ne deve andare, vergogna”. La caccia agli assassini, intanto, continua senza tregua mentre la parte sana di una Roma sotto choc sceglie di stringersi in un moto di orgoglio e nella volontà di non piegarsi alla giungla violenta che non lascia tregua.

“Ci si accorge delle periferie solo quando ci scappa il morto” sbotta una ragazza su facebook. “Basta sentirsi emarginati, basta sensirsi abbandonati”: l’immensa rete internet fa sentire meno soli e davanti al pc il mondo globalizzato diventa più piccolo, si restringe fino a entrare nel cuore che non batte più di quelle vite spezzate.

Commenti

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Il 5 Gennaio 2012 alle 19:30 A Torpignattara arriva la solidarietà dei social network | Editori Online ha scritto:

[...] more: A Torpignattara arriva la solidarietà dei social network Posted in Stampa Tagged bambina-cinese, cinesi, invece-guardate, notiziahome, restringe-fino, [...]

Il 7 Gennaio 2012 alle 20:32 nhico ha scritto:

«Alemanno? Gli omicidi a Roma dimostrano che l’illusione dei sindaci sceriffi è finita», dice Francesco Rutelli. in un’intervista rilasciata al Riformista. E rivolgendosi direttamente al procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, l’ex sindaco della Capitale, aggiunge: «Serve un intervento ad hoc dell’Antimafia su Roma». “Sor Cicoria”, e non è il sole (lo fa anche il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti) insomma, punto l’indice contro il “podestà Alemanno”. D’accordissimo. Roma è diventata invivibile. D’accordissimo, le mafie di ogni genere e grado a Roma hanno messo radici. Insidiando e sostituendosi all’economia onesta, fin nelle più piccole fibre commerciali. D’accordissimo, Roma è una cloaca a cielo aperto, aperta ad ogni tipo di intrallazzo illecito. Ma, un reticolato del malaffare così fitto dove droga, prostituzione, usura, pizzo e tutto il resto vengono contrabbandati alla luce del sole, non nasce dall’oggi al domani. Anche se la malavita sa velocizzare i suoi traffici, ha bisogno di tempo per ramificarsi. Per espandersi. Perciò, tutto questo lavorio sotterraneo che ha permesso alle cosce mafiose di mettere le mani sulla città, ha preso impulso e si è sviluppato e consolidato sotto le sindacature di Veltroni e Rutelli. Ma, si sa, i politici amano quasi sempre puntarsi l’indice addosso. Ribaltandosi le responsabilità e, soprattutto, negandosi le riflessioni più ovvie. In questo caso, si tirano addosso palate di merda, dimenticandosi che reati vengono perseguiti dalla magistratura. E’ la magistratura che deve cambiare atteggiamento e registro. Non può amministrare la giustizia facendo sociologia da centro sociale. In coro, quelli di destra e di sinistra e di centro, e anche quelli a schimbescio, dovrebbero dire che è ora di finirla di lasciare sempre liberi gli stupratori, gli assassini, i ladri, i grassatori, facendo dell’Italia il ventre molle dell’Europa, mentre sulla testa del malcapitato di turno, che si trova suo malgrado a fare cose orribili per difendere la propria famiglia, i propri averi e se stesso, cade sempre la scure del rigore.

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