Bravo è bravo. Chi potrebbe dire il contrario? Mario Monti, intervistato ieri a “Che tempo che fa” da Fabio Fazio, ha il linguaggio del professore (del resto, lo è), col vantaggio di essere più comprensibile dei politici puri. Ha la pacatezza di chi è consapevole di dipendere non dal consenso degli elettori ma dalle condizioni politiche e dall’appoggio incondizionato del capo dello Stato. Ha la prudenza di chi sa di trovarsi quasi per caso alla guida del governo, catapultato a Palazzo Chigi dalle prime pagine del “Corriere della Sera” (di cui era editorialista) e dalle sale ovattate della Bocconi di Milano. Ha l’ironia sapiente dell’accademico cresciuto a pane e humour britannico, forgiato dalla lettura e dalla lenta conversazione con gli studenti più che dal frenetico corpo a corpo cui sono condannati ogni giorno operai, imprenditori e professionisti con la vita, lo Stato, la concorrenza.
Bravo è bravo, Monti. Sa tutte le risposte. Sa anche quando non deve rispondere (è il caso della non-risposta alla domanda sull’aumento dell’IVA al 23 per cento). Sa quando conviene ammettere di non sapere le cose, perché non c’è niente di male e aumenta la credibilità ammettere che bisogna ancora approfondire un certo argomento prima di prendere una decisione. Sa pure quando quest’ammissione può essere utile a nascondere un imbarazzo (per esempio sull’IMU per la Chiesa). È sereno perché sa che le sue parole non saranno lette con cattiveria dalla stragrande maggioranza della stampa e che alcuni grandi quotidiani scriveranno cose che non crederebbe neppure un bambino senza qualche sospetto.
“Repubblica”, per esempio, sostiene oggi che Monti va in televisione per informare e non per convincere o sedurre. E invece è più che legittimo che il Presidente del Consiglio, alle prese con la necessità di assumere provvedimenti pesanti, voglia convincere e sedurre, altrimenti perché andrebbe in Tv con una cadenza più che berlusconiana?
Bravo è bravo, insomma. È perbene, ultracattolico, monogamo dal 1970 (per chi lo considera un atout). Avrà pure qualche ulteriore ambizione per il futuro, ma non in Italia (e per questo la classe politica lo tollera con tanta apparente bonomia). Eppure, c’è qualcosa che alla fine lascia in bocca un retrogusto strano, il senso di una qualche mancanza o insufficienza.
Sarà la nostalgia della politica, del confronto di idee, della dialettica tra visioni contrapposte. Secondo “Repubblica”, la Merkel e Sarkozy, che prima apparivano come “grandi statisti rispetto al caravanserraglio” del precedente governo, oggi nel confronto con Monti “appaiono nella loro realtà: mediocre”. Quasi quasi vien voglia di tirar fuori una critica ingiusta, ma Monti ha pure fatto ascolti record. Bravo è bravo, Monti. E a voler scalare tanta bravura si finisce col fiato corto.
Allora che cosa manca? Sarà la nostalgia della democrazia?
- Lunedì 9 Gennaio 2012


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Commenti
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Il 9 Gennaio 2012 alle 15:19 antoniorisparmiarerisparmiando ha scritto:
permetto di segnalarvi un sito che in questi tempi di crisi mi è sembrato decisamente interessante…. ahimè!!!!
Il sito è http://www.risparmiare-risparm.....iando.com
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