Il voto su Cosentino: una guerra interna alla Lega (e c’è chi voterà no!)

Come finirà la guerra interna tra Bossi e Maroni? (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Come finirà la guerra interna alla Lega Nord tra Bossi e Maroni? (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

di Paola Sacchi

Si preannuncia come il primo vero strappo tra la Lega e il Pdl. Tant’è che che c’è già chi parla di pietra tombale sull’asse del Nord. Ma davvero il sì del Carroccio giovedì pomeriggio, nell’aula di Montecitorio, all’arresto di Nicola Cosentino, ex sottosegretario del governo Berlusconi, potente coordinatore del Pdl campano, porrà fine al duo B&B (Bossi-Berlusconi)?

Le cose non sembrano ancora esattamente così, anche perché proprio ieri sera il Senatùr avrebbe cenato ad Arcore con il Cavaliere, al quale avrà spiegato le ragioni del voto di domani pomeriggio. Una decisione che va letta piuttosto come l’ennesimo capitolo della guerra interna alla Lega tra l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni) che ieri sera dopo la segreteria politica in Via Bellerio si è subito intestato di fatto, parlando con i giornalisti, la decisione favorevole all’arresto) e Umberto Bossi che almeno fino al tardo pomeriggio di oggi ha scelto di tacere.

Bossi solo poche settimane aveva ribadito la sua linea contraria al carcere preventivo e nel luglio scorso aveva cambiato due volte posizione sull’arresto di Alfonso Papa riallineando alla fine la Lega sulla linea di Maroni favorevole all’arresto. Quel giorno però «il Capo» nell’aula di Montecitorio non c’era per un’operazione alla cataratta e parte del gruppo leghista, quella considerata più vicina a Bossi e non solo, seguì una linea garantista, mentre gli altri obbedirono a Maroni. Su Cosentino andrà in onda lo stesso film?

C’è già chi si a sorpresa preannuncia il proprio voto contario all’arresto. È il deputato leghista Giacomo Chiappori, sindaco di Diano Marina, considerato amico personale di Bossi, che a Panorama.it dichiara: «Non si tratta di Cosentino, è una questione di principio: io sono contro il carcere preventivo. E soprattutto io sono un legislatore non un giudice, qui invece si vuole trasformare l’aula di Montecitorio in un tribunale. Maroni ha deto che la Lega voterà sì all’arresto? A me gli ordini li dà solo Bossi. Deve essere garantita la libertà di coscienza. Ho già votato contro l’arresto di Papa e così farò per Cosentino».

Una scelta che sembra orientata a prendere anche la parlamentare veneta Paola Goisis, detta «la dama d’acciaio», molto vicina al Senatùr, che pure votò contro l’arresto di Papa. Spiega a Panorama.it: «Deciderò dopo aver sentito i nostri rappresentanti nella giunta per le autorizzazioni a procedere. Ma in generale io sono contraria a fare arrestare le persone prima di averle processate».

Va detto però che la maggioranza del gruppo leghista è in mano a Maroni. Imporrà la linea forcaiola ancora una volta? I bene informati dicono che in realtà quella dell’ex ministro dell’Interno si profila come una vittoria a metà. L’ha avuta vinta su Cosentino ma non sulla sua richiesta di tornare a fare il capogruppo sostituendo Marco Reguzzoni che Bossi è deciso a far rimanare in sella. Tant’ è che ieri sera nella segreteria politica, già animata dalla polemiche sugli investimenti del tesoriere nei fondi in Tanzania e a Cipro, Bossi avrebbe detto a muso duro a Maroni: «A te non l’avrei mai fatto fare». C’è anche chi avrebbe sentito «il Capo » sibilare in un’altra occasione: “…se lo faccio capogruppo, quello mi fa un altro partito…”

Vero, falso? Il dubbio è destinato a rimanere nel ginepraio dei misteri padani. Ma più che l’asse con Berlusconi, la Lega anche sul voto per Cosentino si gioca il suo destino. Una volta per tutte Bossi e Maroni dovrebbero fare chiarezza sul percorso che intendono seguire. Perché il bivio è il seguente: rendere la Lega una forza sempre più riformista, garantista, orientata verso le scelte liberali oppure tornare ad essere quello zoccolo duro ben rappresentato ogni anno a Pontida che però ha solo il 5 o 6 per cento dell’elettorato, molto lontano da quel balzo oltre il 10 per cento dei consensi delle ultime elezioni in cui il Carroccio riuscì ad attrarre persino i moderati. La posta in gioco va ben oltre la contrapposizione tra «Cerhio magico» e maroniani.

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Il 10 Gennaio 2012 alle 17:43 Il voto su Cosentino: una guerra interna alla Lega (e c’è chi voterà no!) | Editori Online ha scritto:

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