La Banda dell’Uno Bianca: le tappe di una tra le vicende più tragiche degli ultimi 20 anni

Marino Occhipinti (Credits: La Presse)

Marino Occhipinti (Credits: La Presse)

1987: è l’anno di inizio dell’attività criminale della Banda della Uno Bianca formata dai 3 fratelli Savi (Roberto, mente criminale del gruppo, poliziotto presso la questura di Bologna; Fabio che non venne arruolato per motivi di vista e Alberto, poliziotto presso il commissariato di Rimini), Pietro Gugliotta (poliziotto presso la questura di Bologna e amico di Roberto), Marino Occhipinti (sovrintendente alla sezione narcotici della Squadra Mobile di Bologna) e Luca Vallicelli (poliziotto della stradale di Cesena). A chi, anni dopo, chiederà loro il movente che li spinse a commettere 103 azioni delittuose causando la morte di 24 persone e il ferimento di altre 102, risponderanno che si trattava solo di denaro.

19 Giugno 1987: rapina al casello autostradale di Pesaro compiuta a bordo della Fiat Regata di proprietà di Alberto Savi (il fratello più piccolo). Bottino: 1.300.000 lire

Nei due mesi successivi saranno 12 le rapine messe a segno dalla Banda ai caselli autostradali

Ottobre 1987: tentativo di estorsione ai danni di Savino Grossi, autorivenditore di Rimini. Grossi finge di accettare l’estorisione, ma in realtà denuncia il tentativo alla Polizia. Gli agenti seguono Grossi per beccare la Banda, ma nel corso di un conflitto a fuoco il sovrintendente Antonio Mosca resta ferito, muorirà in seguito alle ferite riportate: è la prima vittima della Banda della Uno Bianca.

30 Genniao 1988: viene ucciso durante una rapina ad un supermercato Giampiero Picello, guardia giurata

20 Febbraio 1988: viene ucciso durante una rapina in un supermercato Carlo Beccari, guardia giurata. Viene ferito Francesco Cataldi, collega di Beccari

20 Aprile 1988: vengono uccisi due carabinieri Cataldo Stasi e Umberto Erriu, freddati in un parcheggio a Castel Maggiore dopo aver fermato l’auto dei Savi per un controllo

1989: viene ucciso Adolfino Alessandri, un uomo di 52 anni colpevole di essere stato testimone oculare di una rapina al supermercato di Corticella

15 Gennaio 1990: rapina all’ufficio postale di Via Mazzini a Bologna, vengono ferite 15 persone tra le quali Giancarlo Armorati, pensionato. Muorirà l’anno successivo a causa delle ferite riportate

6 Ottobre 1990: viene ucciso Primo Zecchi. Aveva annotato la targa dell’auto della Banda

23 Ottobre 1990: la Banda apre il fuoco contro la roulotte di un campo nomadi di Bologna provocando due vittime

27 Dicembre 1990: due omicidi a pochi minuti di distanza: ucciso Luigi Pasqui, commerciante di 50 anni, ucciso durante una rapina a Castelmaggiore. Dopo una decina di minuti a Trebbo di Reno viene freddato Paride Pedini, colpevole di essersi avvicinato alla Uno Bianca appena abbandonata con le portiere aperte

4 Gennaio 1991: strage del Pilastro. La Banda della Uno Bianca uccide tre carabinieri (Otello Stefanini, Andrea Moneta e Mauro Mitilini). L’auto su cui viaggiavano in pattuglia i militari aveva superato l’Uno Bianca. I criminali, pensando di essere braccati, hanno aperto il fuoco in un conflitto che resterà impunito per 4 anni. Saranno gli stessi membri della banda a confessare il delitto.

20 Aprile 1991: viene ucciso Claudio Bonfiglioli, benzinaio vittima di una rapina

2 Maggio 1991: in un’armeria a Bologna uccisa Licia Ansaloni, titolare del negozio, e Pietro Capolungo, carabiniere in pensione

19 Giugno 1991: viene ucciso Graziano Mirri, benzinaio durante la rapina al suo distributore

18 Agosto 1991: aggressione razzista ai danni di tre ragazzi senegalesi: vengono tutti uccisi

1992: nessun omicidio, ma quattro rapine in banca e una in un supermercato

24 Febbraio 1993: Massimiliano Valenti, 21 anni, è vittima di una vera e propria esecuzione da parte della Banda. E’ “colpevole” di aver assistito ad un cambio auto. Dopo essere stato sequestrato e portato in un luogo isolato viene ucciso con un colpo in testa. Dall’alto verso il basso.

7 Ottobre 1993: viene ucciso Carlo Poli, elettrauto.

1994: 9 rapine nei confronti di istituti di credito

24 Maggio 1994: viene ucciso il direttore della Cassa di Risparmio di Pesaro, Ubaldo Paci. Stava aprendo la filiale alle otto meno un quarto di mattina

Nel 1994 il magistrato di Rimini Daniele Paci coordina un pool di esperti per arrivare a definire i membri della Banda. Dopo qualche mese e un pugno di mosche in mano il pool venne sciolto e le indagini affidate a magistrati romani. Furono però due poliziottti a intuire che la Banda della Uno Bianca era costituita da colleghi. Si tratta dell’ispettore Baglioni e del sovrintendente Costanza. I due capirono che il tipo di armi usate e il meticoloso studio effettuato prima di ogni rapina nascondevano un metodo scientifico rintracciabile in chi di professione fa il poliziotto. Appostamenti, abitudini delle vittime, precisione dell’esecuzione: tutti comportamenti che gli agenti di polizia devono avere nel fare il loro lavoro. Da qui la decisione di muoversi come usava fare la Banda; iniziarono, quindi, a fare appostamenti e studi precisi sugli istituti di credito ragionando come fossero i criminali. Fu Fabio Savi a commettere il passo falso recandosi a fare un sopralluogo presso una banca a bordo di una Fiat Tipo bianca con la targa particolarmente logorata; davanti all’istituto creditizio c’erano anche gli  investigatori che notarono l’auto. Dopo confronti incorociati con filmati delle banche già assaltate iniziarono i padinamenti: Fabio Savi in breve li portò dritti al rifugio della banda a Torriana.

I criminali furono tutti arrestati e condannati.

6 marzo 1996: conclusione del processo. Le condanne: tre ergastoli a testa per ciascuno dei fratelli Savi; un egastolo a Marino Occhipinti, 28 anni di carcere per Pietro Gugliotta, poi trasformati in 18. Luca Vallicelli che nella banda ebbe un ruolo marginale patteggiò 3 anni e 8 mesi di reclusione

2008: dopo 14 anni di carcere Pietro Gugliotta è tornato in libertà grazie dell’indulto e alla Legge Gozzini

Roberto Savi nel 2008 si è risposato in carcere con una detenuta olandese. Aveva chiesto la Grazia che, però, non aveva avuto esito favorevole.

Commenti

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Il 10 Gennaio 2012 alle 13:28 La Banda dell’Uno Bianca: le tappe di una tra le vicende più tragiche degli ultimi 20 anni | Editori Online ha scritto:

[...] here: La Banda dell’Uno Bianca: le tappe di una tra le vicende più tragiche degli ultimi 20 anni Posted in Stampa Tagged alberto savi, banda uno bianca, bianca, castel-maggiore, fabio savi, [...]

Il 11 Gennaio 2012 alle 8:24 boysingol ha scritto:

Ho sentito che uno esce in permesso premio,ma scherziamo?
dopo 24 omicidi dobbiamo sentire cose del genere e uno schifo poliziotti di merda dovete morire in carcere.

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