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Spifferi dal Transatlantico
Clima da fratelli coltelli nel Transatlantico della ripresa. Oggi è il primo giorno in cui Montecitorio, dopo una lunga pausa, torna a vedere gli scranni pieni. Nonostante nelle ultime ore la temperatura sia salita, i visi pidiellini e del Carroccio restano gelidi e lividi. La decisione della Giunta di procedere con le misure cautelari nei confronti di Cosentino ha portato ad adottare un galateo da pochi saluti e zero convenevoli. Sono lontani i tempi della pacca sulla spalla, oggi c’è “clima da caccia alle streghe” mormorano alcuni deputati Pdl mentre leggono l’analisi di Bonaiuti sul Mattinale – oramai prima fonte di ispirazione di comunicati ed esternazioni. C’è ancora la speranza che Berlusconi possa riuscire a convincere l’amico Bossi a lasciare libertà di coscienza durante il voto. Contro l’ex sottosegretario è la seconda inchiesta condotta dalla procura partenopea. Due anni fa, però, la Lega votò contro l’arresto. Cos’è cambiato oggi?
“E’ un segnale che la Lega vuole dare all’ex alleato” – osa un deputato leghista. “Sono cosi’ trogloditi che i barbari a confronto erano dei bocconiani”, replica un pidiellino. Più in là, nel giardino fumatori, qualcun’altro parla di sondaggi. Gira voce che da quando Casini sia diventato “il nuovo Bossi nazionale” il Pdl, che da settimane non riesce ad uscire dall’impasse sulle future alleanze, abbia incaricato le segreterie locali di produrre numeri che certifichino chi tra Lega e Udc possa essere più determinante in vista delle nuove elezioni. Frenata di un deputato pidiellino di lungo corso, anima del nord, che invita il collega a “non ignorare il nodo amministrative nel settentrione” laddove “i leghisti a me a te ci mettono nel taschino”.
E se la confusione resta sovrana nel Pdl, non si può dire che anche in casa Lega le idee siano più lucide. Guelfi e ghibellini si danno addosso per aver portato – con la forzatura del voto in Giunta – “ad una sorta di primarie interne alla Lega”, laddove i maroniani, con tanto di pallottoliere alla mano ricordano ai cerchisti che “su 59 deputati una buona quarantina stanno con noi”. Parte la caccia dei pidiellini alle 20 camicie verdi che, nel segreto dell’urna, domani potrebbero salvare Cosentino. “Tanto non bastano”, gongolano gli uomini vicini a Maroni. Un pessimista Pdl deprime tutti con un “non so se riusciremo a sopravvivere ad un secondo caso Papa”.
E’ un clima di sospetti e veleni: molti deputati non si vogliono far beccare dai cronisti con maldicenze sui loro colleghi, così si fermano a chiacchierare nei corridoi interni. C’è chi sorseggia un caffè col torcicollo, e chi fa attenzione a chi gli sta seduto accanto sui salottini. Nessuno si spinge a dichiarare a chiare lettere che l’alleanza con la Lega è venuta meno. Tutti sanno che il dialogo con il terzo polo è sempre più maturo. Reazione amara per gli ex An, se qualcuno prova ad ipotizzare un ritorno di alleanza con Fini.
In un’arena dove ex amici si prendono oramai a bastonate, le facce da Transatlantico di oggi sono certamente quella di un tonico e ringalluzzito Bocchino, che con il voto di domani spera avere campo libero in Campania, di un Pd fiducioso che la partenza di Cosentino possa portare più voti in quella regione, di un Maurizio Lupi con “la faccia da bravo ragazzo” – così lo definisce un commesso - imbarazzato di fronte a chi lo dà per scontato come prossimo commissario post-Cosentino, e di un irriverente deputato pidiellino che, incrociato un collega del Pd, sembra avergli urlato “Vergogna! T’abbiamo pure salvato Tedesco”.
Una cosa è certa, mentre il Pdl rincorre la coscienza di alcuni leghisti e qualche Udc, nella speranza di salvare Cosentino, le vicende giudiziarie continuano a tenere banco sugli equilibri parlamentari.
- Mercoledì 11 Gennaio 2012

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Il 11 Gennaio 2012 alle 19:15 Vacanze finite, tornano i coltelli in parlamento | Editori Online ha scritto:
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