Di Paola Sacchi
Ora che tutti dicono che la Lega si sarebbe venduta l’anima giustizialista al «diavolo Berlusconi» nel salvataggio di Nicola Cosentino dal carcere, iluminanti sono le frasi che fonti accreditate attribuiscono a Umberto Bossi, oggi pochi minuti prima del fatidico voto.
Il «Capo», in un silenzio di tomba e con una tensione nell’aria che si tagliava a fette, di fronte ai suoi deputati avrebbe esordito così: «Io nella mia vita non ho mai votato per mandare in galera nessuno. So che gli elettori del Nord vorrebbero mandare tutti i meridionali in carcere, ma non sono d’accordo…Io sono saggio. E poi io sono contro il carcere preventivo». Il dado era tratto. E così l’anima garantista del movimento, che esiste davvero, indipendentemente dai rapporti con il Cavaliere, si è sentita di poter votare più a cuor leggero contro l’arresto, liberandosi dall’ipoteca giustizialista rappresentata dall’ala maroniana.
È stato il mezzogiorno di fuoco del Carroccio, quello nel quale il Senatùr ha segnato un punto decisivo a favore della propria leadership nello scontro con Maroni. Fuori dalle stanze del gruppo alla Camera si sono sentite urla, pugni sbattuti sul tavolo. Narrano che il rappresentante nella giunta per le autorizzazioni a procedere Gregorio Paolini, da sempre su posizioni garantiste, sia stato accusato da Giampaolo Dozzo e da Davide Caparini di aver in sostanza ceduto a presunte richieste di Berlusconi. Ma molti ora ricordano che Paolini è garantista da sempre e che Bossi è sempre lo stesso che «cazziò» Luca Leoni Orsenigo per aver esibito il famoso cappio nell’aula di Montecitorio nei giorni delle votazioni per le autorizzazioni a procedere contro Bettino Craxi.
Autorizzazioni contro le quali il Carroccio votò no. Stavolta , dopo che il Senatùr è tornato a far sentire forte la sua voce sfidando platealmente Maroni, sembra, ma la verità probabilmente non si saprà mai, che alla fine solo una decina dei deputati leghisti avrebbero votato a favore dell’arresto. Se fosse così appare quasi capovolto l’equilibrio registratosi decisamente a favore di Maroni nella votazione sull’arresto di Alfosno Papa, dove sembra che dei 59 deputati leghisti solo una quindicina votò contro il carcere per il deputato pdl. La maggiopranza dei deputati è sempre in mano all’ex ministro dell’Interno come in quel pomeriggio del luglio scorso? C’è chi è rimasto colpito dal fatto che mentre Bossi attaccava ieri mattina Maroni, nessuno dei maroniani abbia osato prendere la parola per difendere l’ex ministro dell’Interno dal «Capo». Il quale lo avrebbe rimproverato di aver anticipato ai giornalisti nei giorni scorsi la decisione di votare sì all’arresto. Ma Maroni che è uomo capace di andare allo scontro mettendoci la faccia alla luce del sole, pur nella evidente sconfitta, non sembra essersi dato per vinto.
Ha già detto che segnali negativi vengono dalla base leghista, cercando ancora una volta di accreditarsi come colui che rappresenta di più i militanti leghisti. Mentre, secondo il mantra bossiano, «la base è lo stesso Bossi». Quindi lo scontro continuerà? Probailmente sì, ma «stavolta si è scavato un bel fossato» tra i due ex amici che andavano insieme ad attaccar manifesti e a fare scritte sui ponti delle autostrade. C’è chi sottolinea che Bossi non ha partecipato alla votazione di oggi in aula. Chissà forse per dare un’ ultima chance al suo rapporto con «Bobo»?
Paola Sacchi
- Giovedì 12 Gennaio 2012

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Commenti
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Il 12 Gennaio 2012 alle 19:17 indigesto ha scritto:
“So che gli elettori del Nord vorrebbero mandare tutti i meridionali in carcere,..”
E’ credibile che si riferisca agli elettori della lega. Ciò conferma che questa ha fatto presa giusto sugli imbecilli!
Il 12 Gennaio 2012 alle 21:29 Guzzanti: Il Parlamento non ha difeso Cosentino, ha difeso le istituzioni democratiche | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] Pdl in Campania con 309 voti contrari all’arresto contro 298 favorevoli. Molti deputati leghisti, cui era stata lasciata da Bossi libertà di coscienza, hanno votato contro l’arresto malgrado la prima parola d’ordine che era quella di votare [...]
Il 12 Gennaio 2012 alle 22:05 Guzzanti: Il Parlamento non ha difeso Cosentino, ha difeso le istituzioni democratiche | Vivi Capena ha scritto:
[...] Pdl in Campania con 309 voti contrari all’arresto contro 298 favorevoli. Molti deputati leghisti, cui era stata lasciata da Bossi libertà di coscienza, hanno votato contro l’arresto malgrado la prima parola d’ordine che era quella di votare [...]
Il 13 Gennaio 2012 alle 0:28 zione ha scritto:
A proposito dell’Onorevole Cosentino del P.d.L. il fatto puzza molto ed è molto strano che si voglia cercare di Perseguitare per presunta (o conclamata ?) causa di “appartenenza di parentela” con qualche (Brigante ?) una sola persona di una certa zona; dove tutte le persone del posto (ma, volendo anche altrove …) possono trovarsi nella stessa situazione e senza per questo, aver mai fatto nulla di riprovevole nella loro vita.
Bisognerebbe ricordarsi invece, che per qualche Eccellentissimo Cialtrone, lanciato e protetto, per convenienza dal nefasto e vile Giudiciume Assassino, di Mani Sporche (prima) e dai pingui e miserabili Compari di intrallazzi “Politici e Giudiziari” (dopo) e fino al grande pastone del perenne Truogolo dello Stato, il passo è stato breve; ma fino a quando durerà la sopportazione di questo vergognoso Ludibrio, da parte di questo scemo di Popolo ???
Il 13 Gennaio 2012 alle 10:18 ojoblog ha scritto:
http://www.ojoblog.it/2012/01/.....ia-design/
Il 13 Gennaio 2012 alle 11:46 cantastorione ha scritto:
……che memoria !!!!!! ,,,sta a vedere che Papa ce lo ha mandato il PDL in galera!!!!
Il 14 Gennaio 2012 alle 10:06 carlo.tosi ha scritto:
Premesso che la lega di bossi è peggio delle battone della statale 11, un giorno litiga con berlusconi, il giorno dopo ci va a letto assieme, per poi sbefeggiarlo ancora. Voi leghisti che tuonate sempre contro “roma ladrona” ed il sud mafioso, ed inneggiate alla vostra purissima “padania”, fate SCHIFOOOO!!! bossi IN TESTA! Assodato questo, siamo in mano ad una banda di mafiosi, che si difendono e proteggono a vicenda! Un cittadino normale se viene indagato, passa i suoi guai, mentre un (DIS)onorevole viene tenuto al riparo dalle azioni dei giudici-comunisti, e può continuare a suo piacimento il mandato parlamentare, naturalmente salvando anche il vergognoso stipendio! Ebbene, guai a voi leghisti e guai a voi radicali, che avete salvato un mafioso!
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