Ecco dunque un dato di fatto: una maggioranza amplissima sostiene il governo Monti e una maggioranza più misurata ha negato il carcere preventivo per il deputato Cosentino, già sottosegretario e coordinatore del Pdl in Campania con 309 voti contrari all’arresto contro 298 favorevoli. Molti deputati leghisti, cui era stata lasciata da Bossi libertà di coscienza, hanno votato contro l’arresto malgrado la prima parola d’ordine che era quella di votare sì. Che i leghisti ci ripensassero era nell’aria ed era evidente il malumore di Bobo Maroni che aveva deciso di capeggiare la corrente leghista favorevole all’arresto.
Un mio compagno di banco leghista mi aveva detto poco prima del voto: “È una sciocchezza. Pensano che una buona ondata di giustizialismo ci porterà dei voti in più, ma è un errore perché ormai una visione liberale della politica è entrata nel Dna della Lega e tutti avvertono il disagio nel votare per l’arresto di Cosentino”. E così è stato. Abbiamo votato a scrutinio segreto, le lucine del voto erano tutte di colore azzurro anziché verdi per il sì e rosse per il no, e quando Fini ha letto l’esito della votazione la Camera dei Deputati ha vissuto un momento di suspense cinematografico: lo stesso che si vive quando in una pellicola vediamo rientrare la giuria e si aspetta che dica colpevole o innocente.
In realtà il risultato del voto non ha espresso fede nell’innocenza di Cosentino (questa la vaglieranno i suoi giudici) ma nella inutilità e arbitrarietà della richiesta di arresto preventivo da parte della procura napoletana. La votazione è avvenuta a scrutinio segreto e io ho votato no all’arresto. Prima di entrare alla Camera sono stato intervistato da una televisione (non so quale) cui ho espresso la mia opinione, che poi ho visto molto ben sostenuta in aula durante il lungo dibattito che forse molti di voi lettori hanno seguito su Radio radicale o che potete rintracciare su Internet.
La sostanza era questa: la Camera non doveva stabilire in alcun modo se Cosentino fosse o non fosse colpevole del reati per cui è indagato che lo vorrebbe come sostengo esterno alla camorra. No, la Camera doveva rispondere ad un quesito diverso: si può ritenere senza ombra di dubbio che i magistrati d’accusa non siano animati da pregiudizio politico verso l’imputato? Questo dubbio viene espresso con l’antica formula che cita il “fumus persecutionis”, ma indica l’eventualità che il politico sia sotto accusa non tanto e soltanto per i motivi che compaiono in atti, ma anche perché sta politicamente sulle scatole di magistrati che non nascondo preferenze e idiosincrasie politiche. Ed è quello che ho cercato di spiegare agli amici giornalisti. Il Parlamento è in questa fase della nostra vita sottoposto ad un assedio insostenibile da parte di una opinione pubblica nutrita con una certa arte e in modo enfatico. La parola d’ordine è che i rappresentanti eletti dal popolo siano una manica di mascalzoni che dilapidano lo Stato e commettono ogni sorta di reato. Bene, è arrivato il momento, ho detto, in cui i cittadini si prendano la responsabilità delle loro scelte e percepiscano il Parlamento come una emanazione della loro volontà, e non come un corpo estraneo. E se votassimo l’arresto di Cosentino – il quale come coordinatore del Pdl risulta essere particolarmente inviso a una parte della magistratura napoletana - compiemmo un altro atto nella direzione dell’assassinio delle istituzioni repubblicane, soltanto per favorire, carezzare una moda, un vento emotivo.
IL NO DELLA CONSULTA SUI REFERENDUM Del resto, mentre era ancora in corso il dibattito su Cosentino (che vi invito ad ascoltare sentendo tutte e due le campane) è arrivata la notizia della decisione della Corte Costituzionale che ha respinto l’ammissibilità del referendum contro l’attuale legge elettorale. Ne ero sicuro, benché io detesti l’attale legge detta “Porcellum” e benché io sia stato uno dei primi firmatari del referendum abrogativo, perché il referendum avrebbe cancellato la legge attuale, ma lasciando un vuoto: come avremmo dovuto votare la prossima volta, con quali regole? Il referendum può soltanto cancellare una legge, ma non farne una nuova. E dunque la legge attuale è perfettamente valida e in vigore.
DUE VOTI COLLEGATI Che cosa c’entra la Corte Costituzionale con il voto su Cosentino? È presto detto: la sentenza che rigetta il referendum promosso da Antonio Di Pietro restituisce piena legittimità al Parlamento. Fino a ieri si poteva dire che questo Parlamento era delegittimato perché la legge che l’ha istituito sarebbe stata cancellata, mentre adesso è stato confermato anche sotto l’aspetto della legittimità costituzionale che la Camera ha votato mentre le venivano riconfermati i suoi poteri. Credo che questo sia importane, ma voglio dire qualcosa di più sul caso Cosentino che ho studiato e su cui poi ho seguito il dibattito. Tutto quello che è uscito fuori dalle migliaia di carte processuali è che Cosentino andò alla Unicredit a Roma per raccomandare una società campana che voleva costruire un supermercato e che è risultata essere una società posseduta dalla camorra e precisamente dal clan dei Casalesi. Di qui l’accusa di essere “il referente politico” del clan mafioso. Ora, la questione è sgradevole e torbida, ma in Campania come in Sicilia o in Calabria è molto difficile per un politico locale vivere in una tale campana di vetri da non farsi mai contaminare dalla presenza di personaggi mafiosi.
Ma comunque, questa è materia per il processo penale cui Cosentino verrà sottoposto. Si vedrà in dibattimento se sarà o no colpevole. Ma per quale motivo sottoporre un parlamentare ad un arresto “preventivo”? Si dirà: ma è esattamente quel che è stato fatto cinque mesi fa con il deputato Papa. E già. Bel capolavoro. Per la prima volta nella storia della repubblica la Camera ha concesso alla galera un suo componente sempre per motivi “preventivi”, e poi che uso è stato fatto di questa galera? Papa è stato cinque mesi in cella, ha perso 30 chili per le allegre condizioni di vita in cui si è trovato e non si ha notizia giudiziaria di nuove prove raccolte durante questa gravissima privazione della libertà che – lo ripeto a rischio di sembrare ossessivo – è stata “preventiva”.
Non si tratta di opporsi all’esecuzione di una pena definitiva erogata, ma di una privazione della libertà allo scopo di trovare prove non ancora trovate. E questo privando una quota di elettori del loro rappresentante in aula per votare le leggi. Politicamente parlando, è stata certamente una vittoria del Pdl sia perché un suo uomo non è stato consegnato alla galera, sia perché una questione di principio è stata risolta in modo positivo da un punto di vista liberale e costituzionale. Vorrei far capire ai nostri lettori che da quando esiste la Repubblica italiana, cioè da oltre 60 anni a questa parte, il Parlamento tutto, destra e sinistra, ha sempre deciso di votare contro l’arresto preventivo dei suoi membri, salvo il caso in cui si fossero macchiati di reati di sangue. Quanto a tutti gli altri reati, le Camere avrebbero consentito soltanto l’espiazione della pena. Io, come tutti i senatori, fummo testimoni dell’espiazione della pena comminata al giornalista e senatore Lino Jannuzzi il quale dovette espiare un periodo di detenzione a causa delle condanne accumulate scrivendo articoli da cui erano scaturite querele perse, con addebito penale. Ebbene, il senatore Jannuzzi grazie alla sua non giovane età ottenne gli arresti domiciliari e veniva in aula a votare scortato dai carabinieri che lo riportavano poi a casa. Ma sarebbe bene che i cittadini trovassero il modo di capire che questi rifiuti all’arresto non sono espressione di“privilegi” dei deputati (peraltro comuni a tutti i Parlamenti del mondo, a cominciare da quello europeo), ma a privilegi del popolo sovrano, il quale non deve essere privato del suo rappresentante. Ripeto: dire quel che io dico, e penso, è estremamente impopolare oggi e so che soltanto pochissimi, forse un solo lettore mi darà ragione. Ma il punto è: non è affatto vero che questo Parlamento sia peggiore dei precedenti parlamenti, dove accadevano esattamente le stesse e anche peggiori cose. Pochi ricorderanno l’arresto e la condanna di famosi politici come Mario Tanassi e Arnaldo Forlani. La furia antiparlamentare che oggi è scatenata sia a destra che a sinistra, è un boomerang. Come è un boomerang il governo tecnico: fra poco si scoprirà che il vero spreco della politica, il vero costo insopportabile è la democrazia. A che servono Camera e Senato se un buon consiglio d’amministrazione universitario può fare a meno di tutto e governare da solo, come sta accadendo oggi col governo Monti? Se Monti, come speriamo e ci auguriamo, alla fine avrà governato con successo, la gente si chiederà perché perdere tempo con elezioni e partiti. E con un Parlamento costretto a difendere il diritto di rappresentanza resistendo alle richieste di arresto da parte di magistrati le cui opinioni politiche sono note e schierate, la gente dirà che il Parlamento è una associazione per delinquere. E dunque, rallegriamoci: se i sentimenti popolari seguiteranno ad essere nutriti in questo modo, il passo successivo sarà inevitabilmente la soppressione della democrazia rappresentativa in cambio di una dittatura garbata, elegante, competente e – mi raccomando – sobria. Oggi votando contro l’arresto del delegato del popolo Cosentino il Parlamento è stato poco sobrio, poco in loden. Ma pazienza: sono forse gli ultimo sprazzi di democrazia rappresentativa e al loro focherello ci scalderemo nelle notti d’inverno.
- Giovedì 12 Gennaio 2012


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Commenti
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Il 12 Gennaio 2012 alle 20:02 Guzzanti: Il Parlamento non ha difeso Cosentino, ha difeso le istituzioni democratiche | Editori Online ha scritto:
[...] the original here: Guzzanti: Il Parlamento non ha difeso Cosentino, ha difeso le istituzioni democratiche Posted in Stampa Tagged camera, cosentino, headlines, nicola cosentino, notiziahome, [...]
Il 13 Gennaio 2012 alle 0:19 zione ha scritto:
A proposito dell’Onorevole Cosentino del P.d.L. il fatto puzza molto ed è molto strano che si voglia cercare di Perseguitare per presunta (o conclamata ?) causa di “appartenenza di parentela” con qualche (Brigante ?) una sola persona di una certa zona; dove tutte le persone del posto (ma, volendo anche altrove …) possono trovarsi nella stessa situazione e senza per questo, aver mai fatto nulla di riprovevole nella loro vita.
Bisognerebbe ricordarsi invece, che per qualche Eccellentissimo Cialtrone, lanciato e protetto, per convenienza dal nefasto e vile Giudiciume Assassino, di Mani Sporche (prima) e dai pingui e miserabili Compari di intrallazzi “Politici e Giudiziari” (dopo) e fino al grande pastone del perenne Truogolo dello Stato, il passo è stato breve; ma fino a quando durerà la sopportazione di questo vergognoso Ludibrio, da parte di questo scemo di Popolo ???
Il 13 Gennaio 2012 alle 10:08 ojoblog ha scritto:
http://www.ojoblog.it/2012/01/.....ia-design/
Il 14 Gennaio 2012 alle 10:01 carlo.tosi ha scritto:
Premesso che la lega di bossi è peggio delle battone della statale 11, un giorno litiga con berlusconi, il giorno dopo ci va a letto assieme, per poi sbefeggiarlo ancora. Voi leghisti che tuonate sempre contro “roma ladrona” ed il sud mafioso, ed inneggiate alla vostra purissima “padania”! Assodato questo, siamo in mano ad una banda di mafiosi, che si difendono e proteggono a vicenda! Un cittadino normale se viene indagato, passa i suoi guai, mentre un (DIS)onorevole viene tenuto al riparo dalle azioni dei giudici-comunisti, e può continuare a suo piacimento il mandato parlamentare, naturalmente salvando anche il vergognoso stipendio! Ebbene, guai a voi leghisti e guai a voi radicali, che avete salvato un mafioso!
Il 13 Marzo 2012 alle 13:27 zione ha scritto:
Elogio del Sovversivo Giudiciume; che quando non dorme, non veglia neanche, perché Trama, dalle parti di “Mandrogne” … !!!
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Zione e i superbi bipedi dall’Eccelso Trofeo, il povero Tapino e i nefasti Felloni dai potenti Ragli; il già colpito PROLETARIO, pur soffrendo al pensiero dei tanti Poveri Cristi (Innocenti …) che dai velenosi Serpenti vengono messi ai topi e ivi abbandonati, con somma Scelleratezza dei Grandi Ratti dall’usurpata Toga, si compiace ed apprezza la chiara e semplice interpretazione giuridica della Suprema Corte, afferente il doloroso Calvario del Dottor Dell’Utri, benemerito Bibliofilo e SENATORE della Repubblica; questa SENTENZA della Cassazione, al contrario della puzza di Barbarie, che esala dalle arcane e farraginose arzigogolazioni dell’astrusa e Famigerata “sentenza” Franzoni, ci riporta come fa Forum in televisione, alla serena comprensione dei fatti, senza farci ponzare a lungo e inutilmente per non capire poi, neanche il Piciu, come diceva Bruno Redoglia, il grande Urs.
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Pensando ai Cialtroni che, ignobilmente rifilano “il Pacco” al Popolo imo, egli come Masaniello, ricorda che il pesce puzza dalla testa e ciò riporta alla mente certi Criminali “MAGISTRATI” di alta carriera, che andrebbero curati da Madame (Guillotin), ma che invece, dalla sicumera dei loro prezzolati Pennivendoli e da squallidi e interessati Lacchè, vengono ribaldamente osannati come Padri della Patria, riciclati e rifilati per Coltissimi Italiani e non sono altro che disonesti Ignoranti e miserabili LEGULEI che trafficano, imbrogliano e truffano, il Prossimo e il Diritto; pertanto avendo già in animo per immorale ambizione, occulti sogni di Grandezza, costoro, da ostinati segugi sono presenti a tutte le riunioni di cui hanno sentore, ma solo per Arruffianarsi, in proprio o per conto di qualche degno COMPARE, che gli ricambia il favore da qualche altra parte; meglio se in Fabbrica, fra le Tute …
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Pertanto questi appiccicosi, fastidiosi e Ampollosi Magliari (di bassa lega …), stanno sempre a razzolare freneticamente, come SUINI nel LETAME, fra Circoli e Cenacoli, Comunità parrocchiali, tribunalizie e condominiali, agresti e montane, Operaie e politiche, sindacali e “Femminili” … dove si agitano tanto e con vari sotterfugi, proprio per farsi notare e ricordare, per presentarsi o farsi presentare sfacciatamente e sfaccimmamente a Tizio, o, da Caio a Sempronio … e per questi meschini e ignobili scopi diventano pure saccenti e indefessi SCRIBACCHINI; siccome Eccellono anche nella furbesca Cazzimma Raffinata, allora quando decidono di mettersi all’ingrasso maggiore del Grande Truogolo, senza alcun ritegno scendono in Politica e sfruttano questa artefatta notorietà acquisita, a spese dei tantissimi Grulli, Pirla, Mona e Minchioni.
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Questi superbi FELLONI, che una Saetta del Cielo possa incenerirli subito o che il Saggio Governo ce li possa togliere dalle povere palle, diventate Mongolfiere … questi infami Calunniatori, questi Mariuoli della Dignità e della Libertà di chi, per sentito Amore della santa Verità “osa sfidarli”; questi luridi Vermi, estrosi ispiratori e Protettori di feroci e scornacchiati SGHERRI e di Falsi Pentiti, che al loro apparire esigono il pronto e servile scappellamento con inchino e se lo non notano, s’ingrugniscono e sono cazzi amari per tutte le persone gentili e Oneste e le loro Famiglie … che devono subirli per il rio Destino, perchè per dispetto e a dimostrazione della loro Turpitudine “Adesso ti faccio vedere IO chi sono …”, questi sciagurati Corna-copia senza Dio e senza Vergogna, si mettono a DEFECARE immantinente, con disinvoltura e molto Ciclopicamente, sul sacro Libro della Legge.
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