Patroni Griffi, il boiardo dai lunghi artigli

Il Ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi (Credits:  Mauro Scrobogna /LaPresse)

Il Ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Antonio Rossitto Mai stemma araldico fu più adeguato. Un grifone rosso in campo bianco simboleggia l’aristocratica famiglia napoletana cui appartiene Filippo Patroni Griffi. Fazzoletto, panciotto, anello nobiliare, il ministro della Funzione pubblica ha difatti già esemplificato la rapacità effigiata nel simbolo del casato. Ormai leggendario il suo fiuto immobiliare: nel 2008, con 176 mila euro, è riuscito a conquistare un appartamento di cento metri quadri con vista sul Colosseo. Una casa dell’Inps, quindi anche un po’ nostra, regolarmente ottenuta grazie a un indimenticabile megasconto. Patroni Griffi è un patrizio prestato alla politica: presidente del Consiglio di stato in aspettativa che, nell’attesa, viene comunque retribuito circa 200 mila euro all’anno. Indefesso, ha sempre però arrotondato con un secondo lavoro. Il suo curriculum è fitto come la foresta amazzonica. Capo di gabinetto di quasi tutti i governi succedutisi dal 1993 al 2010. Un alto magistrato al servizio gratuito della politica? Errore, il ministro ha sempre cumulato: cariche e stipendio. Consigliere in standby e grand commis a tempo pieno.
Uno scandalo? Macché. In un’intervista a Repubblica, Patroni Griffi ha spiegato il suo approccio: «Pensavo a una partita di giro per lo Stato» ha osservato. «Immaginavo che l’incarico giustificasse un’indennità aggiuntiva». Gattopardesca filosofia che l’ha accompagnato pure quando è diventato Segretario generale dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali. E persino quando è stato appropriatamente nominato membro della Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche: incombenza da 150 mila euro all’anno. Ruolo adeguatissimo a un magistrato con l’indennità plurima.
Una vita al servizio della comunità, quella di Patroni Griffi. Come si fa a non ricompensare uno così nobile d’animo e di casato? Per questo, il premier Mario Monti gli ha trovato una collocazione consona: ministro della Funzione pubblica. Omettendo però la delega all’interesse personale.
(Twitter@AntonioRossitto)

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Il 13 Gennaio 2012 alle 19:51 Patroni Griffi, il boiardo dai lunghi artigli | Editori Online ha scritto:

[...] more here: Patroni Griffi, il boiardo dai lunghi artigli Posted in Stampa Tagged alto-magistrato, casta, filippo-patroni, gattopardi, headlines, patroni, [...]

Il 13 Gennaio 2012 alle 23:06 indigesto ha scritto:

Fosse il solo nel nostro Paese ci sarebbe di che star tranquilli. Troppi blasoni si sono spesi nell’imprenditoria vicina alla politica, ispirando pertanto la politica stessa di questo Paese. Per questo aspetto la si potrebbe definire, la nostra, una Repubblica aristocratica, di cui il Parlamento annovera un buon numero di maggiordomi.

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