
I quotidiani stamattina dedicano i retroscena al patto tra il Carroccio e Berlusconi per il no all’arresto di Nicola Cosentino (PdL). Secondo Repubblica la Lega avrebbe aiutato a salvare l’ex coordinatore del PdL della Campania, accusato di essere il referente politico dei Casalesi, in cambio delle elezioni a giugno.
Un’intesa rispettata alla lettera dal leader del Carroccio che ora si aspetta dal Cavaliere prove tangibili. Berlusconi, scrive il quotidiano di Largo Fochetti, sarebbe di nuovo orientato al voto anticipato e starebbe valutando anche una “regionalizzazione” del partito: passata l’emergenza spread, gli basterebbe trovare un pretesto qualsiasi per far saltare tutto.
Il voto di ieri, conclude il quotidiano, inoltre ha un preciso significato politico: rinasce l’asse del Nord e viene sconfitta la linea di Alfano, che aveva puntato per la ricostituzione di un’area moderata con l’Udc.
Lo scambio tra la Lega e il Cavaliere, con la regia di Denis Verdini, è confermato anche in un retroscena del quotidiano torinese La Stampa, secondo cui però sarebbero in molti nel PdL a scongiurare un ritorno immediato alle urne fra sei mesi, a partire da Gianni Letta, Cicchitto e Frattini. “Non so come, ma dobbiamo arrivare al 2013″, avrebbe detto un Cavaliere “double - face” ai suoi nei giorni scorsi, anche perché i sondaggi non sarebbero incoraggianti.
Per il Messaggero, invece, l’accordo tra i due ex alleati sarebbe stato solo per il mantenimento dell’attuale legge elettorale o al massimo qualche ritocchi marginali che non comprometteranno l’alleanza tra Bossi e Berlusconi. Un’intesa, prosegue il quotidiano romano, destinata a tornare presto in tensione a causa del pacchetto di liberalizzazioni, che servirà a domare lo spread.
Ma il contributo al salvataggio di Cosentino non sarebbe arrivato solo dagli scranni del Carroccio. In un retroscena del Corriere, che riporta un virgolettato attribuito a esponenti del PdL, anche dal Pd e dall’Udc (lo scrutinio era segreto) sarebbero arrivati parecchi no all’arresto.
Il grosso del lavoro, però, “l’ha fatto Berlusconi, che ha martellato tutti, da Bossi a Maroni ai singoli deputati, li ha convinti tutti”. Tuttavia, molto avrebbe giocato anche la volontà del Senatur di dare un colpo a Maroni, impegnato da mesi in una lunga scalata per la conquista della leadership all’interno del Carroccio.
- Venerdì 13 Gennaio 2012
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Commenti
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Il 13 Gennaio 2012 alle 16:33 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:
Giustizia è sfatta,quando si chiedono preventivamente le manette per non aspettare i tre Giudizi!
Da grande cinefilo appassionato nel vedere e leggere tutti i gialli di Perry Mason, oltre al fatto che all’Itc Schiaparelli di Milano avevo ottimi voti in Diritto e alcune lezioni all’Università con 7 anni di udienze al Palazzaccio e da buon Dirigente Sindacalista e Politico, ove tra un udienza e l’altra imparai presto a capire che:“Il compito sacro di una giuria, fosse applicare l’unico e basilare principio, su cui si fonda tutta il sistema Giudiziario. L’accusa deve provare oltre ragionevole dubbio, che, l’imputato è colpevole” . Ora, a sentire L’Amaro Petrus, siamo certi, egli anche se fu ottimo inquisitore,untore e niente di più, quando afferma e vota per l’unico strumento adatto siano l’applicazione ferree degli schiavetti da lui abusato, senza mai essere stato punito per il diritto degli esseri umani?Capisco, allora era ritenuto appena sotto un dio minore, evidenti segni di un’accelerata laurea per non averlo o studiato il Diritto come pure Casini-sta e Fini-to di cui, mi vergogno solo al pensarlo che egli fu braccio destro del bavoso Forlani,terza gamba del Caf e di cui apparteneva alla I^ Repubblica, ma con ancora intatti i poteri che la Costituzione assegna dopo un bagno di sangue per scriverla. A pensare, che un dì ciarlando col Giornalista del Tg5 Andrea Papampana ci passò vicino l’ex Dc Enzo Carra, incatenato e trascinato come un fiera e subito dopo, un ragazzo bello come Gesù con suore e ragazzine a seguito. Credetemi, ne fui disgustato come tutti i giornalisti. Oggi nella Repubblica Presidenziale di “ George” vediamo scadere con rewind nostalgico della spartizione della Carta. Vecchia Casta che arruola i giustizialisti, così grazie all’Aventino l‘uomo del Monti ha detto sì!
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