Costa Concordia, le foto più drammatiche

La costa Crociera naufragata

La Costa Concordia naufragata (ANSA/MAURIZIO DEGLINNOCENTI)

Mentre salgono a 6 le vittime accertate, continuano le ricerche dei dispersi del terribile naufragio di venerdì notte della nave da crociera Costa Concordia, al largo dell’isola del Giglio.
In questa gallery le foto più drammatiche di questi giorni: il gigante della Costa Crociere ferito e adagiato sul suo fianco, i passeggeri in attesa di salire sulle scialuppe di salvataggio, l’evacuazione, le facce stanche e provate, la gioia di insperati salvataggi, l’azione dei vigili del fuoco e dei sommozzatori, le foto subacquee…

I VIDEO AMATORIALI DELLA TRAGEDIA

La tragedia nel panorama mozzafiato dell'isola del Giglio

La tragedia nel panorama mozzafiato dell'isola del Giglio (AP Photo/Gregorio Borgia)

Dopo l'urto con uno scoglio, la nave ha iniziato a imbarcare acqua

Dopo l'urto con uno scoglio, la nave ha iniziato a imbarcare acqua (AP Photo/Gregorio Borgia)

Commenti

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Il 16 Gennaio 2012 alle 12:02 nhico ha scritto:

Nei mari del mondo si naufraga per cause naturali: tempeste, tsunami, iceberg che all’improvviso forano banchi di nebbia e chiglie delle navi, e via di questo passo. Nell’antichità, per rendere tutto più epico, invece, a condire i drammi marinari, c’erano anche i mostri degli abissi. Ma questo nell’antichità, quando le navi erano poco più che gusci di noci. Oggi, nel Mare Nostrum, la Regina dei mari, “lunga ben 290 metri e larga 36, con una stazza lorda di 115.500 tonnellate, 17 ponti , un equipaggio di 1100 persone e la possibilità di ospitare fino a 3780 passeggeri”, naufraga per fare ciao ai quattro gatti dell’Isola del Giglio. Sarà ardua per psichiatri e psicologi spiegare ciò. Sarà ancora più difficile alla compagnia di navigazione spiegare al mondo il comportamento di un capitano da operetta e quella babele di lingue del personale di bordo che, nel momento del grande pericolo, aggiungendo confusione a confusione e panico al panico, si levava sulla nave. Altro che Torre di Babele. Una piccola considerazione a margine, perché l’abbandono nave, data l’impossibilità di comunicare con le parole, non si affida a dei cartelli? Un bel cartello in mano di cui si conosce il significato, sarebbe più efficace di qualsiasi attorcigliamento di lingua.

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