“Non credo che si possa parlare solo di sfortuna della nave Costa Concordia ma più che altro di “area maledetta“: quella tra Grosseto, Isola del Giglio e Livorno”. Lo afferma l’avvocato Davide Romano, esperto di disastri aerei e navali e consulente della Commissione parlamentare sulla strage del Cermis.
“Negli ultimi dieci anni, in prossimità del territorio afferente l’Isola del Giglio non è la prima volta che vengono denunciati incidenti alle strumentazione di bordo di navi ed aerei che sono la causa di incidenti gravi- spiega a Panorama.it, l’avvocato Romano- con quello della Costa Concordia sono tre gli incidenti della navigazione aerea e marittima determinatisi in condizioni per le quali si deve verificare il cambiamento di rotta del comandante rispetto a quella selezionata. In tutte e tre le occasioni sembra che la strumentazione di bordo non abbia rilevato alcun ostacolo o pericolo”.
In dodici anni solamente nell’area della provincia di Grosseto(Orbetello- Isola del Giglio) si sono verificati quattro incidenti gravi ad elicotteri e navi.
Il primo si è accaduto il 26 febbraio 2000: l’elicottero Pegaso in dotazione alla Asl, decolla da Orbetello per trasportare all’ospedale Pisa un uomo colpito da infarto ma il guasto ad uno dei due motori (questo quanto appurato delle indagini) costringe il pilota da un atterraggio di emergenza vicino ad una strada.
9 ottobre 2001: sempre durante un volo notturno e sempre l’elicottero Pegaso 118 si schianta sulle colline di Poggio Ballone, vicino Grosseto. Questa volta muoiono cinque persone. L’elicottero era inspiegabilmente fuori rotta, la strumentazione di bordo ed il gps non avvisarono in alcun modo il comandante dell’esistenza di una montagna sulla propria rotta e l’elisoccorso si scagliò sulla montagna a piena velocità. In quel frangente, anche il radar di Poggio Ballone era in avaria.
24 novembre 2007: in pochi minuti il “Pegaso 2″ del 118, elicottero del soccorso sanitario della Regione Toscana di stanza sempre nella base di Grosseto, precipita inabissandosi ad una profondità di 105 metri, nel mare davanti all’isola del Giglio, a circa mezzo miglio dalla costa.
“In occasione dell’incidente del 24 novembre 2007 il mezzo dell’elisoccorso del 118 ammara all’Isola del Giglio riportando una rotta assolutamente non corrispondente alla originaria ed a seguito di un problema di avaria alla strumentazione di bordo” precisa l’avvocato Davide Romano.
Poi , venerdi scorso il caso Concordia.
“Nel caso della Costa Concordia sicuramente il comandante ha voluto avvicinarsi alla costa per salutare gli abitanti del Giglio- continua il legale- ma la nave si scaglia a piena velocità contro un ostacolo che il comandante, a quanto ha affermato, non verifica esistente. Da qui si potrebbe giustificare il perché il comandante ci metta più di un’ora prima di disporre l’evacuazione della nave, continuando ad affermare a bordo che trattasi di una avaria. E’ pertanto presumibile che la strumentazione precedente e successiva a disposizione del comandante non abbia dato allo stesso l’esatta posizione della nave, perché diversamente avrebbe determinato nelle immediatezze l’esistenza dell’ostacolo colpito”.
“L’indagine, pertanto, non credo possa trascurare in alcun modo la verifica dell’effettivo funzionamento della strumentazione di bordo della nave Costa Concordia per accertare che non vi sia stata una strumentazione che abbia influito sul GPS e sulla strumentazione nautica, determinando una realtà fenomenica differente da quella noumenica effettiva. Ciò anche e soprattutto in virtù dei precedenti incidenti aerei”
Ma l’avvocato Romano solleva anche un altro aspetto: “La zona dell’Isola del Giglio è piena di strumentazioni radar militari e civili e già nel 2001 si era ipotizzata la possibilità che le strumentazioni esistenti potessero influire sulla strumentazione navale ed aerea- precisa- ma questa ipotesi è stata sino ad oggi del tutto trascurata”.
Radar o no, sicuramente nello specchio di mare davanti le coste della Toscana in queste ultime settimane, si sono verificati numerosi incidenti e disastri ambientali:
17dicembre 2011: durante una mareggiata una nave cargo della Grimaldi Lines perde inspiegabilmente in mare davanti l’isola di Gorgona un carico di 224 fusti contenenti ciascuno 200 litri di monossido di cobalto e molibteno. Le oltre 45 tonnellate di materiale tossico sono ancora disperse sul fondale del mare toscano nel cuore dell’arcipelago.
11 gennaio 2012: un peschereccio il “Santa Lucia II” con a bordo tre uomini affonda improvvisamente a 5 miglia dalla costa sulle secche davanti a Vada (Livorno). Muoiono due pescatori e il terzo occupante viene salvato da un altro peschereccio che aveva visto calare a picco il Santa Lucia II.
13 gennaio 2012: la nave da crociera della Costa Concordia con oltre 4 mila passeggeri si incaglia davanti l’isola del Giglio.
Quest’ultimo è il primo grande incidente marittimo occorso a navi da crociera dopo il caso del Titanic. Ma non è il primo per le coste toscane e la Capitaneria di porto di Livorno che coinvolge passeggeri. Sempre poche miglia a nord dell’Isola del Giglio, poco fuori il porto di labronico il 10 aprile 1991, si è verificata la prima ed unica enorme sciagura della marineria italiana: il Moby Prince. Nella collisione della nave traghetti della flotta Moby diretta in Sardegna contro la petroliera Agip Abruzzo, muoiono carbonizzate 140 persone. Si salva solo un giovane mozzo al suo primo imbarco. Durante le inchieste aperte sul caso del Moby Prince è emerso in più occasioni, il non funzionamento delle apparecchiature radar a bordo del traghetto della flotta Onorato al momento della collisione.
- Lunedì 16 Gennaio 2012



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Commenti
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Il 16 Gennaio 2012 alle 16:17 Costa Concordia: nell’Arcipelago toscano un nuovo Triangolo delle Bermude? | Editori Online ha scritto:
[...] more: Costa Concordia: nell’Arcipelago toscano un nuovo Triangolo delle Bermude? Posted in Stampa Tagged costa, giglio, google-news, grosseto-questa, headlines, isola del giglio, [...]
Il 16 Gennaio 2012 alle 23:21 paolopettinelli ha scritto:
Sto pensando di fare una considerazione ,forse troppo elementare riguardo al naufragio della Nave: Ci mancano i sommozzatori ? Ci mancano i cavi ? Direi di no! E allora , invece di stare ad aspettare che se la porti via il mare con le conseguenze ormai note, perchè non la LEGHIAMO all’isola ?
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