
“L’operazione di svuotamento delle cisterne è estremamente complicata, non stiamo parlando di togliere l’acqua dalla piscina di casa. Ma fino a quando rimangono intatte le cisterne, abbiamo buone possibilità di poter intervenire in sicurezza anche qualora la Concordia dovesse inabissarsi”.
Max Iguera, socio della Cambiaso-Risso, rappresenta in Italia della Smit, la società olandese che ha recuperato il sottomarino russo Kursk e bonificato nel 2008 il relitto della petroliera Haven affondata nel 1991 davanti al porto di Genova a una profondità di 80 metri. A lui la Costa Crociere ha affidato la missione estrema di svuotare la Concordia di 2.400 tonnellate di carburante e, di fatto, di salvare l’intero arcipelago dell’Argentario da un possibile disastro ambientale di dimensioni immani.
Per quanto tempo ancora la Concordia potrà mantenersi nella posizione attuale?
Le condizioni meteo al momento sono stabili e finché si manterranno tali è presumibile che la situazione non cambi. A meno che non ci siano movimenti improvvisi dello scafo che però al momento non mi risultano esserci.
In che modo sarà possibile recuperarla?
La prima fase delle operazioni riguarderà il recupero del combustibile. La società Smit ha un contratto con gli armatori della nave solo per questa operazione.
Come farete a tirarlo via?
Deve essere pompato dalle 17 cisterne nelle quali si trova tramite pompe esterne e apparecchiature di vario genere inclusi sistemi di riscaldamento del combustibile per aumentarne la fluidità visto che alla temperatura in cui si trova sott’acqua tende a condensarsi. Successivamente sarà pompato all’interno di una nave cisterna atta a riceverlo e infine mandato allo smaltimento.
Quanto tempo sarà necessario per portare a termine l’intera operazione?
Non è possibile ancora fare previsioni certe, ma siamo nell’ordine di alcune settimane.
Quanto costerà farlo?
Dipenderà notevolmente dalla durata delle operazioni e dalla quantità di mezzi che saranno impiegati. E naturalmente dalla complessità dell’intera manovra.
Alleggerita di 2.400 tonnellate di combustibile, la nave non rischia di scivolare verso il fondo?
Il motivo per il quale l’operazione di rimozione del combustibile è molto delicata sta proprio nel fatto che bisogna tenere in considerazione una molteplicità di fattori. L’obiettivo primario è evitare qualsiasi tipo di sversamento e per questo la Smit ha delle appare particolari che addirittura permettono di poter forare la cisterna e allo stesso tempo estrarre il carburante senza che ne esca una goccia, a patto, ovviamente, che le cisterne siano intatte. La fase successiva a questa procedura, che si chiama Hot Tapping, prevede una serie di calcoli di stabilità per verificare che qualunque manovra di alleggerimento non pregiudichi la stabilità della nave.
Quindi come procederete per garantire questa stabilità?
L’Hot Tapping è un sistema che permette di togliere il combustibile e immettere acqua quindi di fatto senza variare in maniera significativa le condizioni di stabilità: si fora, si preriscalda il combustibile e si pompa dentro acqua che fa salire in superficie, all’interno della cisterna, il combustibile che viene mano a mano estratto.
Cosa può andare storto?
Le condizioni meteo o eventuali spostamenti della nave.
Se la nave dovesse inabissarsi con tutto il combustibile all’interno che conseguenze potrebbero esserci da un punto di vista ambientale?
Il problema fondamentale è far sì che il combustibile resti all’interno delle cisterne. Dobbiamo sperare che la nave rimanga stabile e che le cisterna rimangono intatte,. Fino a quando le cisterne non subiranno danni abbiamo una ragionevole speranza che tutto possa risolversi al meglio.
- Martedì 17 Gennaio 2012

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Il 17 Gennaio 2012 alle 15:40 Costa Concordia: “Così salveremo la nave ed eviteremo un disastro ambientale” | Editori Online ha scritto:
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