Area C: parla Rossella, la signora che si è incatenata davanti a Palazzo Marino

La signora Rosella Lora Moretto incatenata davanti a Palazzo Marino per protestare contro Area C. ANSA/PIER MARCO TACCA

La signora Rosella Lora Moretto incatenata davanti a Palazzo Marino per protestare contro Area C. ANSA/PIER MARCO TACCA

Di Andrea Monti

Contro Area C si sono viste proteste di tutti i tipi: dalle raccolte firme al calesse usato per entrare in centro dai Pdl De Corato e Masseroli (“così non si paga”). L’ultima idea è quella di Rossella Lora Moretto, agente di commercio residente in via Varese, all’interno della zona interessata dal ticket da 5 euro partito ieri. Chi abita nella “cerchia dei Bastioni” (il centro città) avrà 40 ingressi gratis, poi pagherà 2 euro per ogni accesso. Uno sconto che non basta alla signora Moretto: il suo lavoro la costringe a prendere l’auto per andare fuori Milano. Per questo si è incatenata davanti alla sede del Comune, intenzionata a proseguire nello stesso orario in cui è attivo il pedaggio (7.30-19.30), finché Pisapia non l’avesse ricevuta. Invece del sindaco è arrivato l’assessore alla Mobilità Maran, che l’ha convinta a desistere. Almeno per ora.

Quando si è tolta le catene? E perché?
Intorno alle 14. Maran mi ha assicurato che è disponibile a rivedere alcuni punti del provvedimento. Gli ho detto che i residenti che per lavoro sono costretti a usare l’auto per uscire dalla città devono tornare a casa senza pagare. Ha risposto che prenderà in considerazione la cosa. La protesta è sospesa temporaneamente, con riserva: tra un mese rifacciamo il punto. Se Area C funziona e migliora tutta la viabilità milanese, non solo quella del centro, allora dico che forse l’assessore ha preso la strada giusta. Se la situazione non cambia, mi incateno a oltranza finché non sospendono il ticket.

Perché ha deciso di scendere in piazza?
Non l’avevo mai fatto prima, ma c’è tanta gente che non può permettersi questa tassa. I residenti che hanno pagato una casa decisamente di più di quanto costa una fuori dal centro si ritrovano proprietà svalutate: oggi il mio box non vale nulla. È assurdo che per tornare a casa debba pagare. Trovo giusto che si cerchi di alleviare il traffico e limitare l’utilizzo dell’auto, di cui abusiamo un po’ tutti. Io però devo prenderla per forza, perché lavoro fuori. Questa cosa mi ha indignato profondamente.

Come sono andate le ore davanti al Comune?
C’erano quattro gradi sotto zero, dal cielo veniva giù ghiaccio. Mi sono vestita tipo omino Michelin, con una tuta da sci. Qualche cittadino si è fermato, ma sono rimasta un po’ colpita da una certa indifferenza. Non avevo detto a nessuno che avrei fatto questa cosa, per evitare strumentalizzazioni. Non ne faccio un discorso politico.

Maran è stato l’unico rappresentante delle istituzioni che l’ha ricevuta?
Sì. Si è presentato intorno alle 13. Mi ha detto che aveva saputo allora della mia protesta. Non era in Comune, perché il suo ufficio è da un’altra parte, ma è venuto personalmente per parlarmi. In qualche modo mi ha dato delle soddisfazioni.

Pisapia le ispira fiducia?
In lui credo poco. Quando sono arrivata stamani ho chiesto di parlargli, ma se ne è altamente disinteressato. Credo che non mi avrebbe incontrato mai. Mi auguro e spero che Maran abbia voce in capitolo. Se mi incatenerò di nuovo, la prossima volta pretenderò di vedere il sindaco.

Lei si è detta “schifata dalla politica”. Da quella milanese o da quella nazionale?
Da entrambe. Non credo più nella politica.

Voleva restare incatenata dalle 7.30 alle 19.30 anche per più giorni. Come avrebbe fatto col lavoro?
Sono una libera professionista, posso scegliere quando e come lavorare. Organizzo io gli appuntamenti: avrei voluto iniziare il presidio la settimana scorsa, ma non ho potuto proprio per impegni professionali. Certo se non lavoro non guadagno, come è avvenuto oggi. È una mia scelta.

Se i residenti non pagassero, Area C la convincerebbe?
Ribadisco il concetto: bisogna valutare i risultati. Potrebbe convincermi se effettivamente la situazione generale di Milano migliorasse. Dicono che è una sperimentazione, ma stanno sperimentando soprattutto sui soldi dei residenti. Altri cittadini possono scegliere se entrare in centro con l’auto. Io no.

Neanche un abbonamento annuale andrebbe bene?
Ci sono persone che non se lo possono permettere, perché hanno la sfortuna di abitare in centro. Se ampliamo l’area C a tutta la città, allora sono d’accordo. Se dobbiamo migliorare la qualità della vita, dobbiamo migliorare quella di tutti.

Questo provvedimento è peggio del predecessore Ecopass?
In questo momento sì, soprattutto per i residenti. Quelli che non possono fare a meno di prendere l’auto per lavoro non vanno tassati. Quando partì Ecopass dissi: vediamo come va. Ci hanno preso in giro. Ci avevano convinto che la qualità dell’aria sarebbe migliorata, ma non è andata assolutamente così. È servito solo a fare cassa.

Come si può progettare un provvedimento che accontenti tutti?
Non si può. Ma si può farlo usando la testa un po’ di più. La maggioranza dei residenti del centro gira al suo interno a piedi o coi mezzi. Se non devo uscire dalla cerchia dei Bastioni, non ho nessun interesse a usare l’auto. Non sono i residenti che inquinano o congestionano il traffico più degli altri. Ci sono altre 10mila ragioni per dire no: penso a quelle dei commercianti, ma anche – per fare un esempio – a un agente immobiliare che ha dieci appuntamenti in punti diversi della città. Come dovrebbe spostarsi? Coi trasporti pubblici che abbiamo? O con la bici? Non siamo mica tutti Fausto Coppi…

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