Costa Concordia: si chiama Dajana Arlotti l’angelo dei dispersi

I nonni paterni di Dajana (foto Tommaso Torri)

I nonni paterni di Dajana (foto Tommaso Torri)

FRANCALACCISi chiama Dajana e il 18 maggio scorso ha compiuto 5 anni. E’ lei il piccolo angelo della Costa Concordia, la più giovane nell’elenco dei dispersi. Di lei e di suo padre William Arlotti, 37 anni, si sono perse le tracce in quel terribile buio della notte del 13 gennaio scorso. L’unica ed ultima testimonianza su Dajana  è quella della compagna del padre, con loro in crociera, che ricorda di averla vista scivolare in acqua con il giubbotto di salvataggio arancione ma di averla vista anche afferrare da uno dei tanti passeggeri.

Poi da quel momento di Dajana e del suo papà si sono perse le tracce. Più i giorni e le ore trascorrono e comprensibilmente cresce anche  l’angoscia dei familiari di quel piccolo angelo: “Siamo distrutti, non riusciamo più neanche a parlare- risponde a Panorama.it, Alberta Sartini, nonna materna di Dajana - mia figlia è a Grosseto da sabato mattina cercando di capire che cosa è successo alla sua bambina, alla nostra nipotina… ma nessuno ci dice niente”.

Capelli neri a caschetto, occhi castani e risata fragorosa di tutti bambini della sua età. “Ha una risata ma soprattutto un’allegria quasi “sfrenata”" la ricordano i nonni ma anche gli amichetti di San Giuliano di Rimini dove la bambina vive con il padre e i nonni paterni.

arlotti

Dopo la separazione dei genitori avvenuta solo pochi mesi fa, la piccola Dajana trascorreva la maggior parte del suo tempo con il padre William, disabile per una patologia diabetica grave che solo due anni fa lo ha costretto ad un trapianto d’organi. Proprio perchè non poteva lavorare, William aveva deciso di vivere  quasi in simbiosi con la sua bambina. E quella crociera sulla Costa Concordia dove essere il loro momento di gioia. Quella settimana alla scoperta del Mediterraneo  era stato un regalo di una cugina di William, un dono per festeggiare con la figlia la fine di quel lungo calvario legato alla malattia.

“Il telefono non squilla e viviamo da giorni davanti alla televisione- continua nonna Alberta-  sono angosciata. I carabinieri di Rimini ci stanno aiutando, sono loro che ci fanno da ponte con i colleghi che stanno partecipando alle ricerche sull’isola del Giglio”.

Ma la nonna confida in quei passeggeri o in quell’uomo che dovrebbe aver afferrato la sua nipotina: “Chi ha visto o ha avuto modo di parlare con Dajana si metta in contatto con le forze dell’ordine”.

Commenti

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Il 18 Gennaio 2012 alle 13:49 indigesto ha scritto:

Non può essersi dissolta nel nulla. Se i ricordi sono esatti c’è da sperare, e molto!

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