Di Paola Sacchi
Una infinita telenovela in camicia verde oppure domenica 22 gennaio in piazza Duomo a Milano potrebbe addirittura cambiare la storia della Lega con un divorzio tra Umberto Bossi e Roberto Maroni? Che ormai nel Carroccio sia in atto una guerra aperta per la leadership e che il pomo della discordia tra bossiani e maroniani non sia in realtà il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni (che ieri a sorpresa ha annunciato di aver già rimesso il suo mandato un mese fa nelle mani di Umberto Bossi) lo si capisce anche da piccoli segnali che fino a poco tempo fa sarebbero stati inimmaginabili.
Transatlantico di Montecitorio: su un divano giace abbandonata una pagina del quotidiano leghista “La Padania” , titolo: “Uno su due non lo vuole più”. Sotto: una grande foto di Bossi. Il deputato ligure del Carroccio Di Vizia la vede, quasi sbianca, poi realizza subito che è stata tolta la pagina accanto con l’oggetto del titolo. E cioè l’euro e non certamente il Senatùr. Di Vizia scuote la testa e commenta: “Qui siamo ormai alle imboscate”.
E sul web da giorni ormai impazzano frasi insultanti nei confronti “ Capo” descritto come “succube” del cosiddetto “cerchio magico”. Ma deputati di stretto rito bossiano spiegano che il “cerchio è lo stesso capo perché le persone che ne fanno parte sono quelle scelte da lui, quelle di cui si fida”. Che Reguzzoni in realtà sia un prestesto e ormai sia sfida aperta tra “il Capo” e “Bobo” di fatto lo ammette il deputato leghista Alberto Torazzi: “Sfida per la leadership? Se si vuole impedire al segretario federale di nominare il capogruppo, cosa che è nelle sue strette prerogative, allora vuol dire che qui ci si mette sulla brutta strada”.
Che sia quindi arrivato per la Lega il momento della “chiarezza” lo dice lo stesso ancora capogruppo Reguzzoni che ha chiesto il congresso, facendo propria la richiesta di Maroni che stasera è atteso a Varese per una manifestazione dopo il dietrofront al divieto per lui di incontrare i militanti. Ma la manifestazione, sottolineano i maroniani, si sarebbe tenuta lo stesso, “a maggior ragione”. Chi conosce bene l’ex ministro dell’Interno non crede che stasera farà qualche strappo. Tanto più se alla manifestazione parteciperà lo stesso Bossi, cosa che però fino al tardo pomeriggio era data come molto improbabile.
L’appuntamento clou invece è quello di domenica 22 gennaio giorno della manifestazione del Carroccio contro il governo Monti. Giorno in cui secondo spifferi di Trasatlantico i giovani padani potrebbero acclamare in piazza Maroni come futuro segretario. Leggende metropolitane? La deputata veneta di stretto rito bossiano, Paola Goisis, con Panorama.it, ammette: “Ho prove che domenica qualcuno proverà a incoronare Maroni segretario in piazza“. Ma c’è chi come il deputato ligure Giacomo Chiappori, molto legato al Senatùr, già avverte: “Se qualcuno pensa di trasformare un incontro di popolo, del nostro popolo con famiglie e bambini, come sono sempre le manifestazioni leghiste, in qualcosa contro il Capo, da domenica la storia della Lega potrebbe cambiare”.
- Mercoledì 18 Gennaio 2012

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Il 19 Gennaio 2012 alle 19:16 Quello di Bossi a Maroni è l’abbraccio del cobra. Ma Bobo non farà un altro partito – L’INTERVISTA | Vivi Capena ha scritto:
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