
Come si stanno muovendo i partiti della maggioranza a un giorno dall’ok alla mozione unitaria per dare all’Europa un’immagine solida del governo e dopo il voto unanime della relazione del ministro Severino sullo stato della giustizia? Per capirlo, stamane, bisogna districarsi tra i retroscena e alcune interviste pubblicate dai quotidiani, che si concentrano oltre che sul naufragio del Giglio, sulle liberalizzazioni e sul tour europeo del premier Monti.
Il quotidiano romano il Messaggero intervista Beppe Pisanu (PdL), senatore e presidente della commissione Antimafia, da sempre sostenitore per un’alleanza con l’UdC, fa un appello all’unità nazionale, giudicando un grave erroe dei partiti quello di non entrare direttamente nel governo.
“Non debbono farlo da separati in casa, ma con un coordinamento parlamentare che rifletta il senso di responsabilità nazionale”, ha detto Pisanu, aggiungendo di non condividere le resistenze dei grandi partiti sulle liberalizzazioni (sorpattutto il PdL) e sulla riforma del lavoro (Pd). Ma la tendenza, ha sottolineato, è quella di essere “cinicamente disposti a tollerare tecnici come addetti ai lavori pesanti, per non dire sporchi”.
Dalle colonne del quotidiano torinese La Stampa, il vicepresidente del PdL alla Camera Maurizio Lupi risponde a Casini che ha rilanciato l’idea di un governo di larghe intese. “Insistendo per trasformare l’attuale maggioranza in un’allenaza politica - ha spiegato Lupi - e quello di Monti in un governo di larghe intese, Casini punta in realtà a mettere da parte il bipolarismo e afar capire che l’assetto attuale è senza alternative anche per il futuro”. Una prospettiva che è “dichiaratamente avversata dal PdL e anche dal Pd”, perché vedrebbe il centro nella parte del Leone.
Il Corriere, invece, in un retroscena svela le prossime mosse del Cavaliere che ieri ha riunito i vertici del partito per fare il punto della situazione, soprattutto sul fronte delle liberalizzazioni, campo in cui avrebbe chiesto al governo di ridiscutere alcuni punti. “Entro poche settimane il quadro sarà più chiaro”, avrebbe detto Berlusconi ai suoi. Il partito, scrive il quotidiano di via Solferino, riportando un virgolettato attribuito a un fedelissimo del Cavaliere è a un bivio: “se si scrive assieme una mozione importante assieme le conseguenze ci sono. E allora o si mantengono le distanze dal governo e da Pd e UdC e si valuta se è possibile staccare la spina, o si cerca di diventare la forza trainante del governo”.
Per sapere cosa accade in casa Pd, occorre leggere un articolo di Repubblica sul pressing del capo dello Stato sui partiti per trovare un accordo in merito alla legge elettorale. Ieri Pier Lugi Bersani, riporta il quotidiano di Largo Fochetti, ha riunito il “caminetto” dei big per discutere i prossimi passi: “La riforma elettorale è una priorità. Noi dobbiamo far eil diavolo a quattro per cambiare la legge elettorale, e perciò occorre ragionare pragmaticamente”, ha detto il segretario del Pd ai suoi, che sarebbe disponibile ad aprire sul proporzionale con alcune garanzie.
- Mercoledì 18 Gennaio 2012
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