
Pier Luigi Bersani (LaPresse)
di Emanuela Fiorentino
“Avrei dato un consiglio preventivo al premier Mario Monti, far circolare meno bozze: prima le decisioni, poi le discussioni e gli aggiustamenti”. Lo ha dichiarato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in un’intervista a Panorama, da domani in edicola. Sulla riforma elettorale, Bersani ha affermato: “Tutti pensano che non si può continuare così, e quando vedo riaffiorare antichi legami tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, penso che in tale illusione disastrosa ci potrebbe stare perfino l’idea di andare avanti con questo meccanismo per fare ciascuno pulizia in casa propria”. E ha concluso: “Sarebbe un disastro, per fare pulizia in casa tua non puoi far crollare la casa di tutti”.
Intervenire sulla giustizia
“Se questo governo riuscirà a cambiare l’agenda degli interventi sulla giustizia, e cioè a occuparsi prima dei problemi strutturali, porterò il mio partito a qualsiasi convergenza”. “Il paradosso italico” ha aggiunto “è che per dieci anni abbiamo parlato di giustizia ed è il settore meno riformato e meno funzionante. Se il Pdl si convince di questo, io ci sto”. Sul caso Penati, Bersani ha detto: “Quell’inchiesta mi ha fatto soffrire, il partito deve trovare regole di ingaggio più strette, lo stiamo già facendo”.
Un avviso a Vendola e Di Pietro
“La fase della ricostruzione politica prevede un passaggio di cui il Pd si è caricato generosamente. Ben vengano le critiche, ma se si grida all’inciucio o al tradimento, io non ci sto”. Il segretario del Pd dalle colonne di Panorama lancia un “alt” ad Antonio Di Pietro e a Nichi Vendola. E, alla domanda sull’eventualità di un accordo con il Movimento 5 stelle, risponde in maniera secca: “Non credo alla possibilità di un rapporto politico, quando questo movimento esprime domande le ascolto con rispetto, ma quando sento le soluzioni non mi convincono, non serve la demagogia”.
Il segretario del Pd, in merito al suo ruolo, ha ribadito a Panorama: “Devo mettere in sicurezza la prospettiva del partito riformista del nuovo secolo. Se pensassi che questo partito ci fosse già, me ne andrei ora”. Sul ruolo ancora «largamente influente» di Silvio Berlusconi, Bersani ha osservato: “Mi auguro che prospetti per sé un futuro da leader, perché i leader a un certo punto sanno
lanciare fasi nuove ed essere generosi sul futuro”.
Il partito dopo Mario Monti
Pier Luigi Bersani ha parlato anche del ruolo del partito dopo Mario Monti. Alla domanda sulla prospettiva di future discese in campo di personaggi estranei ai partiti, ha risposto: “Le persone nuove devono emergere da un percorso politico, il ritornello su Montezemolo non mi appassiona”. Su un’eventuale futura candidatura di Passera, Bersani ha risposto: “Passera dove, come, con chi, con quali voti? Non può esistere più l’uomo solo al comando che si alza alla mattina e dice: io amo l’Italia”. Ribadendo l’importanza dei partiti per “tenere insieme l’Italia e creare maggioranze stabili”, il segretario del Pd ha però rivelato che essi, in Rai, non servono: “Sia chiaro che a marzo» ha detto a Panorama «se capita ancora di fare il consiglio di amministrazione con i partiti, io non partecipo”.
- Mercoledì 18 Gennaio 2012
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